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Apocalisse di Giovanni, bestseller da secoli e secoli.
I Quattro Cavalieri dell’Apocalisse: i personaggi comprimari da retrocopertina. Li si vede sullo sfondo, in cielo, quello rosso tra loro avanzare fiammeggiante. Sono star incise nella storia, onnipresenti in ogni cast.
Presenti anche se non c’è una telecamera a riprenderli.
Presenti anche se l’audience non li reclama.

Quando l’Agnello sciolse il primo dei sette sigilli, vidi e udii il primo dei quattro esseri viventi che gridava come con voce di tuono: “Vieni”. Ed ecco mi apparve un cavallo bianco e colui che lo cavalcava aveva un arco, gli fu data una corona e poi egli uscì vittorioso per vincere ancora.

( Continua… )

Per quest’articolo devo ringraziare indra_pavamana e taurie_2020 per le informazioni e soprattutto per il supporto. Non so, è che… Ci tenevo a quest’articolo. Non ha dentro tutto quello che vorrei, e come lo vorrei – ma è un articolo, e per esserlo ne sono soddisfatta.


La Festa dei Folli, in cui ognuno è l’esatto opposto di ciò che è.
E, al contempo, non è assolutamente nessuno.

Puoi ritrovarti a inseguire una maschera tra le calli veneziane, intravista tra migliaia in Piazza San Marco.
Tra milioni.
È apparsa alla guida di una parata di bautte, con i loro visi bianchi e adunchi, paramenti neri e indistinguibili le une dalle altre. Ti è parso un esercito trionfante che entrava in patria.
Sono apparse sciamanti, fuoriuscendo da Palazzo Ducale – non hai potuto fare a meno, per un attimo, di pensarle i Dogi che riemersi dalla tomba delle memoria si sono coperti per visitare la loro Venezia.
A guidarle c’era un sorriso, esasperato, modellato dalla cartapesta. Il vermiglio di quel ghigno sardonico ti ha parlato.

( Continua… )

… Scorcio for dummies, fruibile a tutti. Non so quanto ne sono soddisfatta, ma fatemi parlare di maschere e di Venezia e sarò felice (una news, nevvero?).


… Lunedì a casa.
Troppi lunedì sono uscita con mille intenti e commissioni da svolgere per ricordarmi solo davanti a saracinesche abbassate che di lunedì i negozi sono chiusi.
Quindi: casa.
Casa e communities da sfruttare per migliorare il mio pessimo inglese.
Sto passando metà giornata pensando in inglese.
Vado a letto, e i pensieri inconsci di fine giornata, il rimasticarsi considerazioni tra le meningi, sono in inglese.
Il che crea qualche problema al tenore dei miei pensieri, costretti a semplificarsi per essere espressi da quel poco di lingua straniera che conosco.
Insomma: sto regredendo.
(… Guh.)


Ho tante di quelle fottute cose da fare, tutte piccole e assommate, che finito questo post credo ne farò una lista.
L’ultima è ordinare i film attualmente fruibili per capire cosa vedere la prossima serata-film con Joglara (ciao, Joglara!).

Quello che i vostri occhietti non vorrebbero mai vedere, le vostre orecchie mai sentire…

Marmo bianco contro la Morte nera

(Titolo non mio, ma settato dal capo. M’è tornato alla mente quest’articolo del mese scorso su Venezia. E sulla Basilica di Santa Maria della Salute, eretta per scongiurare la peste del 1630.
Mi spiaceva lasciarlo in pasto del fuori-target pubblico del giornale…)

Venezia e i luoghi sacri.
Venezia è un luogo sacro, così mirabilmente profana e arrogante da esserne santificata.
Venezia che alza un inno alla Madre in persona erigendo una basilica bianca come la purezza, con della purezza le geometrie smussate, in una sorta di incensiere che dispensi benefiche fumigazioni tutt’attorno: Santa Maria della Salute.

( Continua… )