peiper

Baricentri.

Fetish libro su Peiper in Italia, con aggiunto processo a Dachau con tutte le angherie del caso, finito.
La conclusione è: quando i socialisti scrivono, scrivono “fascisti” per dire “nazisti”; quando i filonazisti scrivono, scrivono “comunisti” per dire “socialisti”. Non che io sappia cosa sia un socialista o un nazista, beninteso. Forse non esistono (di sicuro non i nazisti, non esistono più; e d’altro canto i nazisti sono nazionalsocialisti, ed ecco un paradosso).

Il Tale – ossia l’autore – ha il difetto di metterci troppo cuore, colorendo un saggio con commenti tra le righe degni di un pubescente o di un pensionato politicamente disilluso. Chiariamoci, mi diverte vederlo insultare in ogni modo possibile gli italiani raffrontandoli ai tedeschi, ma ciò vanifica il suo lavoro.
Tra un insulto e l’altro, però, mi ha dato informazioni. E traduzioni. E altri dati.

Peiper è un perfetto esempio di figlio esemplare del Vaterland. Lo si vuole corretto col nemico ma implacabile; umano ma con il cuore in mano alla patria; coerente, di quel genere di coerenza che confonde. Argomento succulento per nostalgici sopravvissuti e per inferociti oppositori: ha le caratteristiche giuste per entrambi. In Italia dà la caccia a ebrei rifugiati e ha un ebreo che testimonia a suo favore al processo. Sconfigge gli americani in Belgio e il maggiore statunitense sconfitto, al processo, finisce col farsi dare del filonazista traditore perché dice di essere stato, come prigioniero, trattato con i guanti. Etc etc…
Il processo a Dachau a Peiper (e altri) è stato riconosciuto dagli stessi giudici (USA + Germania) non valido, perché le testimonianze sono state fatte da uomini maltrattati. Percosse e contusioni varie, amputazioni d’arti (senza stampelle sì che non potessero suicidarsi), castrazioni a calci, angherie varie. Questo non annulla le angherie tedesche, né le angherie tedesche annullano questo. Cerco di stare in mezzo. (Sempre detto: chi sta in mezzo se la gode di più.) Una fetta di storia fatta di propaganda narrata da saggi che fanno propaganda (di due tipi: filoebraica, filonazista; no, in mezzo non ci puoi stare).

Ora ci sarebbe quel tomo totale di 800 pagine con 500 foto, formato gigante, copertina rigida, pezzo da collezione equivalente a un fazzoletto usato SS (nel senso che costa uguale)… La tentazione è forte.
Mi fa riflettere il fatto che i due libri chiave dei due personaggi storici che al momento ho al centro del focus costino uno sproposito.
Mi fa impressione incappare in libri che costano lo sproposito di cui sopra non per le immagini a colori, non per la grafica d’autore, non perché rappresentative di un evento pubblicizzante, non perché di moda, ma perché…
… Perché?


Scambio di mail.
Oggetto: Da Milano a Londra, passando per Sarajevo.
Estratti:

A: “Sto evitando in tutti i modi di entrare in contatto con italiani a Londra (per ovvi motivi), ma un contatto di Maletta è caso a parte.”

B: “Anch’io cerco d evitare gli italiani a Londra, ma non certo un contatto della Rosalba Maletta. […] Non a caso in questi ultimi giorni il pensiero di Lei mi tornava di continuo alla mente.”

A: “Ho evitato, nello scriverti, di usare le maiuscole scrivendo «Sua», «Lei», benché mi venga naturale anche se ne parlo come terza persona – pare che non venga solo a me.”

Quanto fottutamente è importante che Maletta guarisca. Dove la trovo un’altra idealista che crede di cuore ma riesce a non essere fanatica, eh? Non ci riesco neanche io. (Neanche Tanz. O Peiper. Tantomeno Jan di Leida. Giordano Bruno, ma, appunto, è morto.)

Sigari a Boves.

Sputatemi addosso. 😀

“La avviso, sono qui per provare. Non ho studiato quanto avrei dovuto/voluto.”

… 30.
Sputatemi addosso. 😀

(Come ho detto a Soresina, tanto io continuerò a studiare.)


Ieri sera, dicendomi “tanto Storia Contemporanea lo rifaccio a settembre, inutile ripassare follemente ora”, mi sono concessa: “Ok, sei in pausa.”
E ho iniziato In viaggio con Erodoto, Ryszard Kapuściński, regalato da Jog a Natale. Ai tempi mi ero detta: “Lo leggerò quando avrò tempo”. Quando avrò tempo: 17 giugno.


Nello zaino: laptop, raccoglitore ad anelli, due libri.
9:30: appuntamento con auswaschbar, che mi consegna la merce (Q in traduzione tedesca per Kokott). Brioche, americano, succo di frutta. Appello, esame. 10:30: finito.
Da agenda: trovarsi con Earl alle 13:00.
Quindi: sgattaiolare in Hoepli e prendere a occhi chiusi il saggio italiano su Peiper. Il feticismo nazi regna sovrano, e richiede €24. E sia, è Peiper. Quelli inglesi verranno presi usati online.
13:00: Earl. Che solleva il sellino della moto e mi dà in mano una scatola 30cm x 15cm. Lo guardo. Mi guarda alzando le spalle, poi la apre, dicendo:
“Così si mantiene l’umidità giusta.”
Nella scatola: Habana, Cohiba, Cuaba, e via discorrendo. Non credo di poter descrivere l’espressione che ho avuto. Credo sia un’espressione da forziere appena aperto, o qualcosa del genere. Una commozione quasi morale.
Earl mi ha anche fatto scoprire un signor ristorante cinese in centro Milano.
Gli devo un racconto. Concernente sigari.
E inviterò lui e sua moglie e chi gli pare qui, per un tranquillo week-end (prima o poi).


Il saggio su Peiper è una ricerca condotta da un tale sulle vicende di Boves.
Wiki dice:
In testa a quelli che avrebbero martoriato il Piemonte occidentale c’era la divisione comandata da Joachim Peiper, uno che dal 1939 era stato nello staff di Himmler e aveva partecipato alla creazione del sistema concentrazionario dei Lager.
Wikipedia dà prova di grande professionalità e lucido giudizio (uno che), il tale ne dà altrettanta prendendo le posizioni dei tedeschi. La verità sta in mezzo? Non lo so. So che il tale ha fatto interviste sul posto, e ci sono sopravvissuti. Siano tutti all’ospizio, un anno fa c’erano. E io ho una scatola di sigari. E se c’è modo, io e un sigaro saremo a Boves. 5 ore di treno. Boves avrà un fottuto albergo, avendo 10.000 abitanti? Ja: Albergo Trieste, vicino a piazza dei Caduti. Dopo un tratto con dio sa quale mezzo da Cuneo a Boves.
Che i reduci sopravvivano finché avrò tempo. Grazie al Tale, ho alcuni dei loro nomi. Anche il nome della vedova di un altro tale, che con Peiper ebbe colloquio, ma che porca troia è morta.

Perché, vedete, per wikiwiki Peiper è autore di una lunga e crudele occupazione militare, per Tale sono i partigiani a essere incapaci colpevoli e Peiper è ritratto di correttezza e onore. Potrei aspettare fino alla morte una fonte non di parte a riguardo, e allora tanto vale ritrovare le singoli parti sopravvissute.

(Sto cercando di mettermi in contatto con qualcuno che ebbe contatto con la rappresentazione della mia coscienza. O_o)

Storia e storie.

La cucina profuma.
Il bagno profuma.
… Come una casa normale.
Horton non sa più dove rifugiarsi. Per il suo benessere, mi sono accesa un sigaro in camera. Sia mai.

Ho conati di vomito ogni volta che incappo in un capitolo di storia italiana.
Sotto Giolitti, è scritto: no.
Sotto Cavour: neanche.
Mazzini: dimentica.

All’esame dirò:
“In accordo con il modulo sui nazionalismi, dichiaro un nazionalismo di tipo sentimentale. La mia patria mi ha ferito, non voglio parlarne.”

Stampata foto di Peiper giovane e sorridente e meno giovane in foto da pseudo-segnaletica, per il processo.
Stampate informazioni basilari sullo stesso. Stampato dialogo. Il video è sul PC, il PC verrà con me all’esame, e io alla fine dirò:
“Mi regala la bibliografia di Peiper?”
Dai 68 ai 100 euro.
È che assomiglia a Tanz.
È che nel mezzo della sua carriera nelle SS, in una foto, ha il sorriso di chi darebbe la vita con felicità per ciò in cui crede. Un sorriso che causa invidia. Un nome che va ad aggiungersi alla lista, di fianco a Jan di Leida.

“Imagine yourself acclaimed, a decorated national hero, an idol to millions of desperate people, then within six months, condemned to death by hanging.”

Storie simili. Regni celesti in terra che non durano cinque anni, e poi una gabbia per uccelli. La domanda è: se ne erano accorti? C’è un sentore prima del crollo della torre?
In Purificare e distruggere una tesi giustifica l’acuirsi dei massacri d’ebrei sul finire della guerra in questo modo:
“Hitler sapeva che tutto sarebbe finito. Voleva portarne quanti più possibile con sé.”
Che strane, strane vicende.
(Vedo gente agire così, in piccolo, tutti i giorni.)


Sorenin. Simpatico nomignolo inventato da una compagna per Soresina, che assomiglia a Lenin.
Sorenin. Devo ricordarmi di non ridergli in faccia.


Non so dire esattamente cosa voglio, no, ma so dire con certezza che voglio esserci in mezzo.

Joachim Peiper.

Horton si è chiuso a chiave in bagno.
Dice che non uscirà finché la donna delle pulizie sarà in questa casa.

Io invece sono in cortocircuito.
Mater dice che dovrei smetterla di impegnarmi così tanto, e distrarre la testa.
Beh, Horton intanto è fuggito in bagno.
Io guardo Tanz su YouTube in formato Peiper, Tanz mi urla addosso di muovere il culo, l’unica cosa che riesco a fare (male) è studiare storia.
E chiedere a Ponsi:

“Mi trascrivi cosa dice lui in quel video?”

“Wie heißen Sie?”
“Joachim Peiper.”
“Joachim Peiper. Your life is completely ruined today.
“Und es macht keinen Sinn mehr.”
“And there’s no sense in it anymore.”
“Die gesamte SS wird in wenigen Tagen in Nuernberg als verbrecherische Organisation verurteilt werde.”
“In a few days the entire SS will be sentenced in Nuernberg as a criminal organization.”

A parte la frase in grassetto, lei lo traduce.

Questo video viene con me all’esame.
E Ponsi mi propone di creare un forum di letteratura tedesca da affiliare a Germanistica.

Battle of the Bulge.

The massacre of American troops in fact took place at Baugnez. Kampfgruppe Peiper intercepted a supply column forcing it to surrender. As the main body of Peiper’s force continued its advance, SS troops still in the village opened fire on the captured Americans in a field by the side of the main road. A Memorial to the victims of the massacre now stands near the spot.

Cam, stiamo facendo una ricerca parallela. 😛