joglar’s crew

Strascichi di una partenza

Pausa post serata ingarbugliata da piccoli impegni procrastinati.
E ne mancano ancora.
E domani mattina piccoli impegni fuori casa, deliziosamente burocratici.

Camilla (alia_mimi) ora è a casa sua, e quel che mi viene in mente è:
È stato un onore averla qui.
“Onore”, termine strano. Lo percepisco pienamente, colmando tutte quelle lacune rimaste tutte le volte che mi sono domandata come ospitare qualcuno potesse considerarsi un “onore”.
Film, libri, romanzi, discorsi.
È stato un onore.
Camilla è un onore, oltre che un piacere, ed è proprio strano avere tale onore nella propria casa.

Camilla minuta che non nonchalance pulisce il tavolo. I piatti. Cura questo cesso d’abitazione con i gesti di una persona abituata a prendersi cura di ogni piccola cosa.
Strano essere, Camilla.
Non credo sbaglierei nel definirla geniale – sì, il piccolo genio, sì.
Strano sapere che parte, e si rimetterà in gioco da capo.
Strano un po’ tutto.


Due giorni di Camilla e di piccoli stress tutt’altro che provvidenziali.
Sono riuscita per l’ennesima volta a impelagarmi in una discussione in un forum, di quelle fatte di commenti appigliati a strascichi di commenti. Parole e retorica. Giri di logica, e…
… Ho mollato la spugna, abbandonando la retorica e la logica con un colpo di spazzola.
Troppo horror vacui, nella parola articolata troppo puntigliosamente.
Questa parola, che sembro tollerare solo per scrivere fiction.
Anche se sto scrivendo di me.

E un articolo mi attende.
E quattro ore di sonno, magari.
Letto vuoto, di nuovo, ma ora ho capito una cosa: sono stronzate quelle sulle mie manie di avere qualcuno a letto. Ho apprezzato Camilla più per il fatto che fosse qui che per il fatto che fosse nel mio letto. Ovviamente, la presa di consapevolezza mi ha ammazzata sul posto. È stato come se qualcuno, d’improvviso, mi avesse staccato una gamba – e io avessi d’improvviso scoperto che in fondo non mi serviva, che in fondo non ci contavo così tanto, che in fondo…
… Proiettare le proprie esigenze su cose semplici sarebbe un gran bel sogno, giàgià.

Piccoli momenti di horror vacui.
Sono sprazzi durante la giornata, la smania di concludere tutto per avere un momento in cui non ci sia veramente nulla da fare.
Quello che devo fare: dormire.
Dormire poco, in questo periodo.
Ma dormire.

(Dimenticavo.
Le persone sullo Screw, le voglio ringraziare, tutte.
E tanto.)

sur.round

Orario: 6.33 del mattino.
Locazione: tavolo. Perché il router è morto. Il cavo del modem pende con prolunga. Al divano ci arriva appena appena, e quell’appena-appena mi angoscia enormemente, ecco.
… Ma scriviamo questo post.
Sono giorni che mi trascino dietro un’accidia inconcludente vergognosa, e comunque non scrivo post che mi liberino il cervello. Troppa fretta. Poco tempo.

Infinite cose da fare… e così poco tempo!

Ho scoperto che questa frase la dice anche il Joker. Batman. Presente? Ecco. E dice un sacco d’altre cose carine, come:

Sono già stato morto una volta. È molto liberatorio.

E:

C’è qualcuno che sa dirmi in che razza di mondo stiamo vivendo? Dove un uomo si traveste da pipistrello… e si frega tutta la mia stampa? Questa città ha bisogno di un clistere!


Passiamo alle news…

Capitolo Chiuso del giorno
ClorofillaShop

(La grafica della home non è mia, beninteso.)
È chiuso il capitolo, nel senso che il sito è online e io ho un assegno tra le mani, ma non il libro: ci sono ancora immagini da uppare in diverse sezioni. E ce ne saranno ancora, e ancora, e una fattura con relativo assegno ogni tot per il mantenimento.
Ciò che importa, ora, è che il sito è un qualcosa di concluso. Funziona, a se stante. Insomma, se crepassi continuerebbe a funzionare. Sono cose che contano, sapete?

(… Il fatto che la cliente mi abbia dato in mano un CD con foto senza riferimenti né nomi utili, il che significherà telefonarle per descriverle le foto che non so dove vadano, è un’altra questione…)


News numero due: con un’alimentazione meno disastrata della mia e una drastica riduzione di birra ingerita, la mia tartarughina è di nuovo definita muscolo per muscolo, l’ossatura dell’anca sporge e via dicendo. Se mi dò pugni sul pancino non sento toc! ma toch!, con quell’acca sorda che sta più al legno che al metallo, e c’è ancora un residuato di carne che non è muscolo nella parte bassa – e ciò non è beeene.
Scusate un attimo.

… Ok, addominali alti, bassi e laterali fatti. Sono importanti quelli laterali, signorine, perché permettono alla cintura di un jeans a vita bassa di non creare quell’orribile effetto di carne strabordante. Che non dipende dalla quantità di grasso, ma semplicemente dal tono. Ok, se esagerate rischiate di farvi venire le placche in stile statua greca (per intenderci), ma son dettagli.
Ora devo solo trovare un modo di lavorare sui tricipiti senza ingrossarli, odio che il mio braccio appoggiato al torace non mantenga l’esatta stessa forma che ha quando non è appoggiato.
… E via di narcisismo…


Lo Screw (nomignolo dello Joglar’s Crew; imparare, imparare) ieri sera aveva sei utenti in linea. Ci piace, tutto ciò, ci piace. Ci piace l’effetto surround.
Sto facendo una gran chiamata alle armi.
Persone del Triskell, amici d’infanzia, amici di qui, ex, gente che sento due volte all’anno, gente.
Insomma, ci tengo.
Ora andrà monitorato passo passo – i parti dei forum, eh – ma va bene così. Confidiamo. Lavoreremo a. Romperemo i coglioni come ci è proprio.
Ho percepito dell’entusiasmo, da parte di alcuni, alla notizia dell’apertura dello stesso: non so dire di come questo entusiasmo mi entusiasmi. Anzi, no, so dirlo: mi entusiasma come può eccitarmi l’eccitazione altrui a letto, sede in cui ogni causa è votata al piacere altrui – perché è il proprio (e non in senso altamente intellettuale, ma in senso squisitamente fisico).
Voglio che arrivi al punto in cui non dovrò ringraziare se non pro-forma, perché sarà gratificante semplicemente essere parte del forum. E stimolante, perché gli stimoli sono santi.
Vorrò citare florachan, che svariato tempo fa – con me umilissima poiché pessima in inglese – mi disse di ricordare:

Great minds think alike
… E, beh, l’ho ricordato.
Ringraziamola, Flo che qualche giorno fa mi ha ascoltato a lungo al telefono, telefonata in cui ho parlato praticamente solo io.
Poi, giorni dopo, una lunga chattata.
Ringraziamo Flo che mi domanda se apprezzo le persone per ciò che sono o se per ciò che mi danno, mi permette di domandarmelo, di rispondere che le apprezzo per ciò che sono, di prenderne atto, di compiacermi.
Ringraziamola di seguirci, come sempre.
Come sempre, di essere ciò che è, ed esistere.

Ringraziamo anche Camilla, che non legge questo LJ ma che è sullo Screw. E che in chat, dice:
“Posso dire che finché sentirò per te il sentimento di caldo affetto a pura ammirazione che ti caratterizza, sarò io a dover correre per meritare al tua attenzione.”
“Cazzo, siamo perfette una con l’altra 😛 Pensiamo le stesse cose.”
(Io sono sempre quella raffinata, ovviamente.)
Sarà qui il 17 e il 18. Poi magari qualche altro giorno. Vedremo.

Leggevo dei suoi pensieri riguardo al fatto che fra quarantacinque giorni partirà per l’Ohio, per lavorarci e quindi trasferirsi stabilmente, e leggo in lei l’impressione che ciò le fa. Strana compagna di viaggio, Camilla, così rari gli incontri per un rapporto così… immutato, nel tempo. Cambiamo, e il rapporto non cambia. Stimoli vicendevoli. Non so neanche spiegare quanto mi renda… fiera, il conoscerla, e l’avere la sua stima. Camilla che è una personcina con i controcazzi, in più ambiti. Che è così tenacemente attaccata a terra, eppure la mente spazia e spazia… Ha un’energia incredibile, quella ragazza.
Dimentico sempre che motivi abbia di stimarmi. Probabilmente glielo chiedo ogni volta. E poi dimentico, ogni volta.
Sapete quanto spesso dimentico gli apprezzamenti positivi su di me…? Di norma, se fatti da una persona che poco conosco, rimangono giusto il tempo di sentirli, e poi scivolano via, sotto al mio culo, amalgamandosi ai precedenti e un po’ perdendosi, così. Ma intanto poggio il culo sul morbido e non mi distraggo, suppongo.

Ringraziamo quella bestia di noesis_2, che è una bestia, ma che non so non adorare. Anche perché mostra entusiasmo per i miei progetti, jaja. E perché è una delle mie scrittrici preferite, in toto, jaja – e ciò significa che non solo amo la sua prosa, ma ciò che è dietro; non solo ciò che è dietro, ma ciò che ospita ciò che è dietro.


Giorni in cui dovrei studiare e sto studiacchiando. In cui vengo meno ai doveri, un po’ tutti, a cominciare dalla cura delle bestie, passando per il lavoro in cui non do la giusta attenzione, andando a toccare diverse aree.
Momenti di scazzo. Tedio. Divagazione inutile. Svegliarsi al mattino dopo il giusto quantitativo di ore di sonno, aprire gli occhi e dire:
“Perché alzarmi? Le coperte sono meglio.”
… E ricadere nel sonno, più e più volte.
Sna nasce a ogni risveglio, muore dolcemente ogni volta che si addormenta. Per questo, forse, sta sveglia per così tante ore di fila. Non per non morire, no; per non rinascere poi. È faticoso, tutto qui, come è faticoso capire un ritmo. Poi, una volta preso, tutto diventa veloce e scivola, e scivola, scivola…
… Ma a ogni sonno la mente si resetta. Come se, al mattino, la mia mente riprendesse in mano ogni questione e la riesaminasse da zero, dovendole quindi ridare posto e peso. Rimettere in dubbio, ogni volta, sempre. Sempre. No, non vorremmo essere diversi. Ma se potessimo non dormire e procedere senza soste…

… Poi arrivi alla mancanza di energie, e quindi ti quieti. Dovresti studiare, ma hai mal di testa. (E questa volta ci concediamo una pastiglia, dato che il turno inizia alle 11.00.) E pensi vagheggiando.

Penso a Flo che mi dice che di me si percepisce l’occhio clinico che riservo alle cose. Tutte. Persone al primo posto.
Occhio chirurgico, iper-lucidità – che non è lucidità, beninteso.
E io, ogni volta che qualcuno mi dice che metto soggezione, casco dalle nuvole. Ebbene, mi manca una lucida percezione di me stessa – e questo è forse un bene, perché se l’avessi forse non m’imbarcherei in progetti che probabilmente, in realtà, non sono adatta a portare avanti. Ma se non lo sai li porti avanti anche se non potresti. Giàgià.

Andiamo a farci passare questo mal di testa, su. C’è un router che attende di essere acquistato, prima del turno al lavoro.

Ah.
Grazie a tutti.

Joglar’s Crew apre i battenti

OpOp.

ANNUNCIO DEL GIORNO

È ufficialmente aperto (a chiunque, crediamo solo nella selezione naturale) il

joglarscrew.forumfree.net

… Ovviamente il forum ha già un soprannome, Screw (a buon intenditor…)

Mi rendo conto che dovrei ancora fare una specie di dichiarazione di principio o esposizione degli intenti, ma non credo realmente di esserne capace.
Quel che so è che prima ancora di divenire un’istrionica patologicamente fissata con la diffusione e l’open-source, ero già un esserino che desiderava punti d’incontro di persone provvidenziali.
Non sappiamo del futuro, ma il presente promette bene.
Devo dire che spero di avervi lì…?

OpOp!

Dance of Death

Prima di essere un messaggero, era stato un pilota.
Prima del pilota era venuto il traghettatore, prima ancora il prigioniero, che era una spia.
La spia era un ragazzo qualunque, pronto a mettere la sua vita su uno dei due piatti della bilancia. Sull’altro, il peso l’Idea avrebbe dovuto fare da contrappeso, e mantenere il perfetto equilibrio.

Incipit di un racconto breve per il giornale.
Non so dove andrò a parare.
Ho in testa l’immagine di una medaglietta che sbatte contro il pavimento. Colpa di PornoTube. Sapevate che esiste anche la tag emo…? Eh, non c’è più religione. Ma la medaglietta che sbatte contro il pavimento può essere un’ottima immagine comunque. Una. Medaglietta. Che. Sbatte. Contro il pavimento.
Qualcosa che è caduto.
Qualcuno, che è caduto.
Qualcuno che è stato sbalzato, dal sedile del pilota alla pavimentazione a grate. Tlin-tlin.
Jaja, ci piace.


Passiamo alla new del giorno, che new non è ma preview.
La preview del giorno è:

No, no, non è ancora linkata a nulla.
Prossimamente, se riceve l’ok, sarà linkata a un forum che è praticamente concluso. In cui vi vorrò. O, meglio, vorrò che vogliate esservi – che è lievemente diverso, nonché più arrogante.
Non so dirvi il concept del detto forum.
L’unica cosa che so dirvi è che volevo creare per principio una sezione nominata The Manifesto.
L’unica cosa che so dirvi è che ci sono persone che si incontrano; persone che si conoscono; ci sono persone; ci piace riunire un certo tipo di persone, ma non saprei neanche dirvi cosa significhi un certo tipo.
Insomma, in definitiva pare che io non sappia granché – e come consapevolezza non è male.


Ringraziamo roninreloaded, che questa notte è stata controparte di un dialogo interessante. Pare mi mancassero, i dialoghi interessanti via MSN. Qualcosa che non sia né indelebilmente stupido (eredhikr mi ha fatto notare che, con il tenore di certi miei dialoghi, è normale che la mia autostima affondi), né indelebilmente serio & esistenzialista.
Jaja, grazie a Ro-Ego 1.1.


Canzone del giorno
Dance of Death
( IRON MAIDEN )

Ignorate il video, che video non è.
La canzone è, come diceva un mio amico dei tempi che furono, idolatra degli Iron, un pezzo pregevole. L’ho trovata – eh, la vita; e la morte, pure – sistemando l’articolo sulla Danse Macabre. L’ho ritrovata e ho letto il testo, e l’ho valutata ancor meglio di quanto la valutassi.
E poi, siamo in periodo ballate.

… E visto che stiamo cazzeggiando liberamente su YouTube, passiamo a un’altra canzone degli Iron Maiden, ma rifatta dai Cradle of Filth: Hallowed Be Thy Name (il fatto che alcuni riportino Hallowed By Thy Name è interessante). Ignorate pure il video. Il testo ve lo fornisco per necessità, dato che se non siete abituati a growling e screaming non capirete una parola (forse solo il “motherfucker” urlato si comprende bene).
… E girando per YouTube, scopriamo che nell’ultimo album dei Cradle compare una canzone chiamata The Byronic Man (cauchemar_73, a cuccia), in cui – con Dani Filth – canta Ville Valo. O_o Suppongo che se ciò fosse avvenuto ai tempi in cui ero una piccola blackster, il mio piccolo e labile cuore non avrebbe retto.
Tutto ciò è così… emo.
(In nome di un sano black metal morto e che infine non ho mai seguito, bruciamo tutti gli emo? No, veramente, fatemi parlare da vecchio cuore marcio, ma… A volte non tollero che la sacra iconografia black metal si sia travasata in labili gothic lolita e in ragazzini depressi che si fanno autoscatti arricciando le labbra con il sottotitolo “stuprami-ma-non-troppo”. (Tra l’altro, non trovate singolare che in anni in cui la pedofilia è massimo tabù le ragazzine si vestano da gothic-lolita? Secondo me ci stanno dicendo qualcosa.) Parliamo del Black Metal norvegese delle origini – che, ok, è stato falciato via a causa di omicidi, suicidi, piccoli assassinii tra amici, chiese bruciate & vari crimini commessi dai componenti stessi, e insomma si è fatto fuori da solo, ma perlomeno ha mostrato una certa coerenza. Letale, concordiamo. Troppo facile truccarsi a panda e deprimersi spleen e angst senza bruciare neanche una chiesa o accoltellare qualcuno, eccheccazzo. Giàgià, un giorno dovrò scrivere qualcosa sull’Inner Circle, e comprendere cosa pensava il fondatore del neo-odinismo…)
(Ehy, non fate a casa quello che leggete qui.)
(Che dite, se il Papa fa rimettere la messa in latino, avremo ancora modo di bruciare chiese e bibbie…?)
(… No, ok, ho capito. Non è quello il problema. Lo so, lo so, ma sarebbe stato così ludico…)