jan.van.leiden

Storia e storie.

La cucina profuma.
Il bagno profuma.
… Come una casa normale.
Horton non sa più dove rifugiarsi. Per il suo benessere, mi sono accesa un sigaro in camera. Sia mai.

Ho conati di vomito ogni volta che incappo in un capitolo di storia italiana.
Sotto Giolitti, è scritto: no.
Sotto Cavour: neanche.
Mazzini: dimentica.

All’esame dirò:
“In accordo con il modulo sui nazionalismi, dichiaro un nazionalismo di tipo sentimentale. La mia patria mi ha ferito, non voglio parlarne.”

Stampata foto di Peiper giovane e sorridente e meno giovane in foto da pseudo-segnaletica, per il processo.
Stampate informazioni basilari sullo stesso. Stampato dialogo. Il video è sul PC, il PC verrà con me all’esame, e io alla fine dirò:
“Mi regala la bibliografia di Peiper?”
Dai 68 ai 100 euro.
È che assomiglia a Tanz.
È che nel mezzo della sua carriera nelle SS, in una foto, ha il sorriso di chi darebbe la vita con felicità per ciò in cui crede. Un sorriso che causa invidia. Un nome che va ad aggiungersi alla lista, di fianco a Jan di Leida.

“Imagine yourself acclaimed, a decorated national hero, an idol to millions of desperate people, then within six months, condemned to death by hanging.”

Storie simili. Regni celesti in terra che non durano cinque anni, e poi una gabbia per uccelli. La domanda è: se ne erano accorti? C’è un sentore prima del crollo della torre?
In Purificare e distruggere una tesi giustifica l’acuirsi dei massacri d’ebrei sul finire della guerra in questo modo:
“Hitler sapeva che tutto sarebbe finito. Voleva portarne quanti più possibile con sé.”
Che strane, strane vicende.
(Vedo gente agire così, in piccolo, tutti i giorni.)


Sorenin. Simpatico nomignolo inventato da una compagna per Soresina, che assomiglia a Lenin.
Sorenin. Devo ricordarmi di non ridergli in faccia.


Non so dire esattamente cosa voglio, no, ma so dire con certezza che voglio esserci in mezzo.

Narrative of the Anabaptist Madness.

… Re Davide scortato
Dagli unti e dai bambini
A partorire il suo delirio
Tra le braccia dei becchini…

Questa canzone, ripescata grazie a Cam. La adoro. (La canzone, non Cam – cioè, anche Cam, ma nello specifico la canzone. :P)

… Quello che devo fare:
portare il Vaticano tra i tedeschi e le puttane…

…Possano i miei giorni
Trascorrer senza meta.

Voglio questo libro, unica traduzione della vicenda münsterita al modico prezzo di € 190. Disposta a pagare in natura.


Maletta fa battute sul suo sembiante auschwitziano. Causa chemio cominciava a perdere ciocche di capelli, quindi si è rasata – come se prima non sembrasse sufficientemente una residente di Auschwitz. Le ho detto che tanta dedizione alla causa è eccessiva, e ha riso.


Domani esame.
Il problema risiede nei due successivi.
Mon dieu.

Summa

… Posso dirlo, eh? Eh?
Dai, dai! Posso?

Ho finito l’articolo sulla Danse Macabre.
E mi fa schifo.
Ovviamente intendo l’articolo, e non la Dance Macabre</em – che come tema è assai interessante.

Soprattutto da che weir_wanderer ha steso come un velo la realtà dei fatti: negli articoli ogni buon e individuale lato del mio scrivere viene meno.
Niente fluidità.
Niente di accattivante.
Mera esposizione di fatti e opinioni.
Mi si chiede di essere emotiva, e scrivere articoli come se stessi narrando fiabe a bambini; non riesco. Non riesco se pubblico qualcosa che è articolo e non fiction. Non riesco a narrare se ogni artificio viene spazzato dal fatto che
un articolo deve contenere tutte le informazioni nelle prime due righe.
O la verità, o la fiction.
O. O.
Questo dualismo manicheo che mi è proprio comincia a pesare, ma non so perché sento di dovermelo tenere con saldezza dentro ancora per un po’. (Giusto il tempo di maneggiare con tono fiction cose che non sono fiction, la padronanza necessaria. Anni? Decenni? Vite…?)


Piace il nuovo avatar predefinito?
Indovinate chi è, su!


… A proposito di messe in latino e in volgare e pio silenzio, ringraziamo A./ComaDivine per il link sul Papa che vuole ripristinare la messa in latino.
Folkloristico.
“Il ruolo del vescovo è centrale nelle disposizioni dell’ordine delle celebrazioni”, che tanto mi ricorda le disquisizioni sulla residenza vescovile. Con quel decreto di 45 anni fa, papa Roncalli si limitò ad aggiornare il rito tridentino… Giàgià.
Io la metterei in inglese.
… Ma tanto sono speculazioni, dato che la Chiesa non ha più tutto quel potere. Le Danse Macabre sono in prima copertina, solo che gli scheletri sono ancora vivi e vestono firmato. E ballano da sole.
(Che dite, l’aggiungo nell’articolo?)


Scopa in mano, diamo una spazzata al pavimento per ricacciare un attimo il cinismo, e dedichiamoci a g_pz.

… sarà perché a volte Münster o Venezia in fondo
-dal profondo dei bordelli-
altro non sono che isole non trovate…

Il sig. Cucciolo Dal Pozzo qui citato dovrebbe rendersi conto – e qui stiamo cercando adesso di far sì che ciò accada – di quanto la sua infine infinitesimale presenza nella mia vita (della serie: in verità, non so chi cazzo tu sia; in verità, non importa) sia rilevante.
Il sig. Cucciolo Dal Pozzo qui citato mi ha proposto in diverse sedi di creare personaggi che siano poi utilizzati da altri per scrivere.
Il sig. Cucciolo Dal Pozzo non sa che sono una ladra, laida oltretutto, e che chi conosco – e non solo chi – è inevitabilmente destinato a finire in ciò che scrivo. Non so neanche se lo scoprirà mai, perché molte persone sono vittima di questi furti senza esserne consapevoli.
Ora che il sig. Dal Pozzo ha posto alla mia attenzione un concept, il concept verrà prima o poi messo in atto. Non sappiamo come. Mi credete se vi dico che spesso cito inconsciamente?
… Ma comunque.
Non saprei come infilare il suddetto input in ciò che concerne Jan di Leida e ciò che vi sto scrivendo.
Ma.
… C’è un piccolo esercito mercenario, in Germania, verso il 1620 a cui serve una guida spirituale.
E, nella Guerra dei Trent’anni, mercenari, vogliamo dare loro un casto e astemio gesuita?
Penseremo, penseremo…

Ma il frate è secondario rispetto al concept iniziale: l’importanza del sig. Dal Pozzo. Con cui si hanno da fare una serie di cose per quando verrà qui, a cui aggiungo ricordando solennemente:
Cucciolo, imparatela a memoria perché se le dosi alcoliche saranno sufficienti, te la faccio cantare in ideale prosecuzione di un capitolo a caso di un libro a caso.

Jan van Leiden

. . .

Ho brindato con la daga

All’epopea dei nuovi santi

Un profeta fornaio

Un poeta pappone

A ripulire il Tempio

Dai mercanti in confessione

. . .


Sna prosegue il Progetto Jan van Leiden.
Non posso dire che non so come finirà, perché non è segreto mondiale che fine fece Münster; è strano scrivere di qualcosa di cui hai già sia la trama che i personaggi finali.
Il Progetto Jan van Leiden lo trovate al seguente indirizzo, che – come al solito ringraziando Altervista e Sna che non compra un dominio – dovrete copia/incollare nel browser anziché clickarci direttamente sopra: http://diosbios.altervista.org/janlett.pdf.
Quando hai già la trama e i personaggi, non ti rimangono che la prosa e… il senso?


. . .

Ma seminare la gramigna

In una terra concimata

Può portare a fioritura

Una rosa avvelenata

. . .


Se il .pdf vi sta sulle palle, ve lo mando in .doc.
(Non ho voglia di metterlo in formato HTML…)

WuMing & discorrendo…

Un solitario sarà sobrio, pio, porterà un cilicio; ebbene, egli sarà santo; ma io non lo chiamerò virtuoso che quando avrà compiuto qualche atto di virtù da cui gli altri uomini avranno tratto beneficio. Fintanto che è solo, non agisce né bene né male; per noi non è niente.

Voltaire, Dizionario filosofico.

Citazione introduttiva a Manituana, ultimo libro (uno di tre) di Wu Ming.
Preso oggi, correndo per averlo tra le mani, perché…


Oggi ero un po’ depressa.
Sono passati dieci minuti.
Ho contattato eredhikr, esponendole tutta la mia depressione (venti secondi di esposizione).
Eredhikr, dal nulla, ha detto:

“Ci sono cose che non si possono comprare. Per tutto il resto, c’è Serge.”

Nel frattempo, g_pz mi aveva passato (non sapendo l’avessi già sentita), dal nulla, una canzone su Q, fatta da sconosciuto gruppo italiano.

Canzone del capitano Gert

In quel momento, la canzone recitava…

Ho brindato con la daga

All’epopea dei nuovi santi

Un profeta fornaio

Un poeta pappone (<— Jan di Leida)

A ripulire il Tempio

Dai mercanti in confessione

… E questo accavallarsi di cose, questo coincidere di due magnaccia – Serge e Bockelson – mi ha risollevato l’umore.
Sono stupida, eh?
Però mi ha risollevato l’umore.
Grazie Joglara, grazie Jeep.
… E poi sono corsa a comprare Manituana.


Ci rendiamo conto che la canzone sia la tipica canzone da ritrovo bonario comunista, vino aspro e camicie a quadri.
Ma il testo è, a tratti, spettacolare. Ed è anche un riassunto di Q.
Ho perduto il mio nome…

Magdeburg.

Pausa da un sito che sto caricando sul dominio e che – ovviamente – mi causa problemi.
(Non nel senso che sono un animo sensibile e il lento trasferimento mezzo FTP tocca in me tasti delicati, ma nel senso che ci sono cose che non funzionano, la colpa è mia, ma non capendo dove sbaglio non trovo soluzione.)

Pomeriggio lavorativo passato per metà leggendo.
Il Demone, terzo libro della Saga di Magdeburg, aperto tra camicie e maglie sul tavolo, un occhio sull’entrata.
Giorni in cui non c’è nessuno. Ho i muscoli che scricchiolano per il tempo passata ferma e immobile. (Letale stare fermi e immobili; in generale.) E in ogni caso, sono tesa a divorare quelle 666 pagine di libro, che sono spese per la maggior parte a descrivere battaglie, tattiche e strategie.
Arrivata a pagina 568, ho una dichiarazione da fare. Spoiler.