Monsieur le Vivisecteur, riferimenti per radical-chic estremi e altre quotidianità.

Oggi mi sono recata in università recando con me 9 pagine della tesi (che nella tesi viene chiamata “elaborato finale”) scritte in due giorni.
(È bello calcolare in giorni di scrittura. La tesi sarà una sessantina di pagine, quindi in teoria potrei scriverla in due settimane – questo non calcolando i giorni spesi per ricercare materiale, studiarlo, ma soprattutto dannarmi. Ebbene sì: sono anche io giunta a quella sgradita pratica che consiste nel dannarsi, pratica più impegnativa di quanto immaginassi – ma per fortuna anche questa fase è passata.)
La mia Relatrice Ufficiale (RU) è apparsa per mettermi tra le mani le precedenti 5 o 6 pagine che le avevo consegnato settimane fa, sì che io potessi intanto dare un’occhiata alle correzioni.
Le correzioni erano questioni di stile. Il resto andava bene. Ma non è questo il punto.
Le correzioni erano state fatte dal Relatore non Ufficiale (RnU), come ho potuto comprendere riconoscendo la sua calligrafia dalle “T” che sembrano “V”, e come poi RU ha confermato. Il RnU è quello con cui ho litigato a causa del Consorzio – e quando dico “litigato”, non intendo “mi sono moderatamente opposta”, né “sono uscita urlandogli insulti”, bensì proprio un sano e serio “litigato” – l’ultima e prima volta che ci ho parlato. (Il RnU è un professore, ma un professore che non ho mai avuto.)
Dopotutto, se ho tre relatori c’è un motivo: una è quella Ufficiale, la seconda è quella che sarebbe stata Ufficiale se non fosse in pensione (essendo LA esperta del Sudafrica), il terzo è pop-uppato sicché io potessi litigarci, fargli credere di essere anti-semita, e lui potesse farmi credere di essere un no-global radical-chic.
Ma comunque.
Comunque sono entrata nell’ufficio dopo qualche minuto trovandomi in una di quelle graziose scene da film che contengono:
– 1 tavolo;
– 1 interrogato;
– 1 soggetto rappresentante l’autorità che parla con l’interrogato;
– 1 soggetto rappresentante l’autorità che sta a lato del tavolo in silenzio, fissando l’interrogato.
Quando dico “in silenzio”, non intendo “ci si scambia convenevoli e nulla di più”: intendo proprio “in silenzio”.
La persona in silenzio era RnU, ossia colui che mi ha corretto le 5 pagine della tesi, e a parlare era RU.
Ora…
Perché?
Intendo dire, al di là della scenetta pittoresca da interrogatorio (tenete a bada l’immaginazione: è stato un interrogatorio cordiale e piacevole, che per una volta non mi ha rispedito a casa con mille correzioni da fare), seriamente:
“Perché, se è stato RnU a correggere la mia tesi, è RU a parlare con me, mentre RnU sta in silenzio a fissarmi?”
Perché?
Perché mi sono trovata a fare due domande su correzioni che non capivo (colpa delle “T” che sembrano “V”) a RU, e RU mi ha pure risposto, se è stato RnU a scriverle?
Perché?

(Ringraziamo Ghiro, che ieri mi ha gentilmente aiutato a migliorare le ultime 9 pagine scritte – infiniti ringraziamenti da parte mia, del correttore e della mediatrice.)

Le 9 pagine oggi consegnate contengono tanta robaccia noiosa che io adoro. Si tratta nello specifico dell’amalgamazione delle società diamantifere prima nella De Beers Mining Company Ltd. (abbreviata in DBMC) e poi nella De Beers Consolidated Mines Ltd. (abbreviata in DBCM). Non so chi le correggerà, se RU o RnU, ma si divertirà – a distinguere DBMC da DBCM, a districarsi in un labirinto di “Kimberley (città)”, “miniera Kimberley”, “Kimberley Central (società)”, “miniera De Beers”, “DBCM”, etc… Si divertirà anche a capire come tradurre “diamond merchant director” e “share transfer office”, per cui ho fornito delle possibili traduzioni (gentilmente offerte da persone su Facebook), ma di cui non so la traduzione esatta.
Probabilmente non si divertirà, limitandosi a correggermi lo stile. L’argomento è specifico – troppo specifico – e io così mi sento a mio agio.


Per rilassarmi, leggo Hitler’s Hangman: The Life of Heydrich, una biografia di – indovinate indovinate – Heydrich. Mi mancava l’approccio del germanista proprio dell’autore, lo ammetto. Mi mancava qualcuno che prendesse con le pinze l’argomento, qualcuno che – come detto nell’introduzione – usa una cold empathy come biografo, evitando sia giudizi che una sterile analisi – o tentando di fare ciò.

Hitler di Genna mi sta nauseando. La prosa è stupenda, veramente stupenda, ma il contenuto è un assommarsi di cliché sfrenatamente abusati. Un esempio tra mille è dato dal fatto che Röhm, storicamente omosessuale, non può essere semplicemente omosessuale, deve essere un’omosessuale che ama fustigare giovani ariani. A Hitler piace farsi urinare in bocca. Scommesse su quale deviazione sessuale toccherà ad Heydrich? Scommetto sul sadomasochismo – ok, ok, sto giocando facile… Il punto è proprio questo: Genna gioca troppo facile.


Da quando la mia Relatrice non Ufficiale (quella in pensione), osservando un paio di miei sandali indossati quel giorno da VB, ha chiesto “Ma non sono un po’ leghisti?” sento l’irrefrenabile impulso di indossare qualcosa di nazifascista quando vado in dipartimento.
Ora, sulla domanda della Relatrice non Ufficiale ci sarebbero due commenti da fare:
1) Quando indossavo quei sandali in Germania – dove li ho comprati – mi veniva detto che erano “molto da gladiatore” (?).
2) Avrei voluto vedere la faccia della Relatrice non Ufficiale quando VB le ha risposto con cadenza e accento laziali.
Di fatto, i sandali assomigliano a questi, quindi in realtà qualsiasi cosa può essere vagamente leghista o nazifascista o sudista o maoista o qualunquista.
Io amo giocare sottilmente, e così oggi ho indossato un triskell norreno, versione appuntita di quello – più famoso – celtico, in un gioco di riferimenti che richiede la conoscenza della cultura norrena, del neopaganesimo e delle sue versioni di estrema destra scandinave per vederci qualcosa di vagamente nazifascista.
Ok, lo ammetto: gioco con me stessa.


La cold empathy richiama subito alla mente Monsieur le Vivisecteur, appellativo che Musil si diede nei propri diari.
I diari sono questi.
E non riesco a trovarli, neanche usati.
Se qualcuno me li recupera – venendo poi rimborsato equamente – prometto che farò l’imitazione di Hitler, tono stridulo da gallina strozzata compreso.

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