Syndicates.

… Dunque.
Il problema ha origine da un’inezia, apparentemente, ossia il dover datare la nascita del Syndicate di Londra. Il problema origina dall’aver usato il verbo to mirror, che io per qualche motivo amo, come connettore tra due immagini: da una parte il neonato interesse da parte dell’Impero Britannico per Colonia del Capo conseguente alle prime scoperte di diamanti in tal luogo, dall’altra parte il riapparire magicamente a Londra di una diamond-cutting industry dopo secoli e secoli di nulla storico.
Un saggio che posso citare perché autorevole (ossia perché presente su Jstor) mi dice che a Londra non s’era visto tagliatore di diamanti né affini fin dal 1290, anno del banning of all Jews from Britain.
Svariate più o meno autorevoli fonti, poi, mi ribadiscono come Rhodes nel 1890 (ufficialmente: 1893) abbia stipulato un accordo con il cd. Syndicate di Londra, che era ancora un’entità – a quanto pare – evanescente, un accordo tra famiglie più o meno dalle parti di Hatton Garden – e questo me lo dice un’altra fonte online non propriamente autorevole, una fonte, cioè, che da sola non basta.
Ma la fonte maggiore è questa, dettagliata e coerente, ma non so quanto autorevole, e soprattutto pericolosamente utilizzata su StormFront come ennesima dimostrazione delle losche trame giudaiche.
Ora, Hatton Garden è un luogo tuttora esistente, dove vi consiglio di andare nel caso vi avanzi un rene. Sono ormai specializzati, e non vi faranno neanche pagare l’operazione. Hatton Garden, infatti – mi dice allinlondon.co.uksince 1870 [Hatton Gardens] has become internationally recognised as the premier location for Jewellery in London, il che è parzialmente una vaccata, a quanto mi dice wiki, che spiega come Hatton Garden sia centro di gioiellieri da ben prima. Ma quel 1870, datomi da fonte poco autorevole, ha assolutamente senso, dato che i diamanti sudafricani sono stati scoperti qualche anno prima.
Ora, la fonte autorevole amata da StormFront non dice cose casuali: nella lista di famiglie annovera i Dunkelsbuhler. Come voi saprete (perché ve lo sto dicendo), la De Beers è una (famiglia di) società consistentemente in mano agli Oppenheimer. Da generazioni. Oppenheimer non suona tedesco a caso: la lista di famiglie elenca molti londinesi dal cognome tedesco – ma non semplicemente tedesco, più tedesco-ebraico, e c’è un motivo: ai tempi in Germania gli ebrei non se la spassavano granché, e quindi emigravano. Il nostro primo Oppenheimer, quello che si trovò tra le mani la De Beers, era un ebreo londinese ex-tedesco mandato dal padre a lavorare alla gioielleria di Dunkelsbuhler, che decise poi di mandarlo in Sudafrica (e chissà quanto deve essersene pentito).
Ma io non posso scrivere che il neonato interesse britannico per il Sudafrica era mirrored dall’esistenza di un consorzio con base a Londra fin dagli anni ’70, perché non ho fonti autorevoli, e il Syndicate appare ufficialmente solo nel 1893.
Ma ce la farò – oh, sì, ce la farò.

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3 comments

  1. Благодарю за блог

    Ну вообще-то, многое из того, что Вы пишете не совсем так… Ну да ладно, не важно 🙂

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