Tragicomicità.

Una terribile catastrofe si abbatterà su qualcuno.
L’altroieri sono andata a dormire alle 4 del mattino e mi sono svegliata alle 9:30 (del mattino – va specificato, per chi mi conosce), ieri sono andata a dormire dopo le 3 e adesso sono le 8:30 (sempre del mattino) e io sono sveglia da quasi un’ora.
È una questione di probabilità, tutto qui: è più probabile che tali avvenimenti siano sintomatici di connessioni paranormali con immani catastrofi che siano “naturali”.
Cos’è la natura?
Al mattino, diceva VB, sono filosofa.
Era di parte, perché mi vedeva svegliarmi di malavoglia ma con la puntualità e il senso del dovere tedeschi interiorizzati, e quindi – per tirarmi su il morale – filosofeggiavo. Quello stato confusionario e quel senso di fatalismo tipico del rifrangersi della netta consapevolezza di non trovare nessun buon motivo tangibile per alzarsi contro il tenace ricordo della consapevolezza di doverlo fare mi dona quel modo di fare che viene chiamato “prendere le cose con filosofia”. Il che è atipico, per me, davvero – in fondo, e neanche troppo, sono rimasta al carattere di una pargola viziata che cataloga come ingiustizia tutto ciò che non la soddisfa.


VB ha ritrovato un video storico, che vi porterò a mo’ di esemplare lombrosiano:

Avevo abusato di tal video e altri, caricando assieme alla coinquilina le risate che certe disgrazie altrui causano. Mi verrebbe in mente il termine Schadenfreude, ma in tal caso non sono certa si tratti di quello. In realtà non ho mai capito perché certi stati di inettitudine fisica, come altri di inettitudine mentale o sociale, causino del riso – perché siano tragi-comici.
Dinnanzi a un tale esemplare ridere è veramente poco politicamente corretto, per questo ne avevo approfittato. Dopo un po’ che ridi il riso passa, se gli altri smettono – se qualcuno continua continui anche tu – e io ho continuato di proposito, per vedere che accadeva, come si sarebbe svolto il dilemma interiore tra “tragico” e “comico”, e finendo con il ridere dei tentativi falliti di X di non ridere. Si sentiva in colpa, X, trovava ingiusto ridere del ragazzo del video, e sarebbe riuscito a smettere se l’ambiente l’avesse minimamente assecondato – dell’importanza del contesto.


Per anni nella mia testa sono coesistite le parole “rame” e “copper“, e non solo come significanti (ossia come parole) ma anche come significati.
Non intendo dire che per me il copper fosse qualcosa di diverso dal rame, gli è stato piuttosto parallelo. “Copper” è una parola che conosco dall’infanzia grazie all’uso smoderato del PC, e di conseguenza di videogames, e con un padre appassionato mi sono trovata in casa quantità di videogames importati e non tradotti. Non si impara una lingua con i dizionari, ma vivendo, e il gioco è una forma di vita – e a furia di vedere oggetti e armature copper ho appreso cosa il copper fosse, ossia un metallo che sì, aveva più o meno il colore del rame, non doveva essere un ritrovato tecnologico recente (perché lo trovavo in videogames ambientati in improbabili medioevi) e con tutta una serie di caratteristiche che – se la mia mente avesse ragionato – avrebbe potuto trovare molto molto simili a quelle del rame. Ma la mia mente non ha mai avuto bisogno di ragionare a riguardo. Se, leggendo un libro, trovavo la parola “copper“, sapevo esattamente cosa immaginare, e non solo a livello estetico, ma anche a livello d’uso – quindi, che necessità di tradurre?
Ci sono interi campi semantici che ho acquisito in inglese e che probabilmente in italiano neanche conosco. Sempre colpa dei videogames. E del gioco di ruolo. Scopro ora che “stamina” si traduce come “capacità di resistenza”. “Melee“: “mischia”?
Odio tradurre, e capisco sempre più perché.


Adoro il rame/copper.
Ho chiesto a wikipedia di spiegarmi il perché, ma mi ha dato solo risposte convenzionali (alta conducibilità, duttilità, antimicrobicità).
Mi ci riempirei casa. Vorrei armadi con lastre di rame decorate – come si dice quando si decora una lastra di rame sottile premendovi sopra? Non lo so ma so farlo. Vorrei maniglie in rame e ottone (che scopro essere una lega di rame), e ovunque i riflessi rossastri e incerti di questi metalli quando sono un po’ ossidati, un po’ anneriti, che rendono il mondo simile alla dimensione onirica – con luci incerte, non comandate da una logica prevedibile.

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31 comments

  1. catastrofe imminente

    [L’altroieri sono andata a dormire alle 4 del mattino e mi sono svegliata alle 9:30 (del mattino – va specificato, per chi mi conosce), ieri sono andata a dormire dopo le 3 e adesso sono le 8:30 (sempre del mattino) e io sono sveglia da quasi un’ora.]
    Some call it apocalypse, some call it the end of all that is… some call it [Dovrei smettere di dormire così a lungo.] natural body response to extensive sleep…

        1. Di niente, benchè la maiuscola non fa bene al tuo ego. Ciò implica una contaminazione morale che si rispecchia in una degradazione spirituale, che ti porta a un ulteriore passo verso la perdizione definitiva. Essendo io il fautore di questa catena di eventi, ne risulta ovvio la mia dannazione eterna in qualità di tentatore. Ciò detto, direi che sì, è duopo che mi ringrazi.

        2. La tradizione richiederbbe che ti prostrassi a terra e mi abbracciassi le caviglie, ma non sono una persona formale. Un elaborato inchino può andare.

        3. Adesso non esageriamo! ho già abbastanza problemi senza che un gruppo di tizi mi leghi al letto, vi disegnino un cerchio intorno e inizino a salmodiare per esorcizzare presunte posessioni da qualche nuova forma di religione Satan/Hodooo/steampunk grazie.

        4. È tutto estremamente più semplice, e funziona così: la mia coscienza ti sta cavalcando (termine tecnico) e quindi tu sei avatar di lei e agirai a suo nome per il bene della comunità.
          Va’ e diffondi il Verbo, ordunque.

        5. hummm teoria interessante. Ma credo che visto che sono uno strenuo difensore delle libertà personali, organizzerò un gruppo sovversivo di avatar con lo scopo ultimo di disarcionare queste dittatoriali coscienze e riportare equità tra tutte le persone di buona volontà

        6. Quando mi diventi così forbita mi costringi (senza vergogna) a frenetiche ricerche in rete -_-‘. Wikpendia a tre maledette pagine sull’argomento.. ma ho capito il senso… potrebbe saltarne fuori una disquisizione sull’anima, la coscienza, la morale, la natura umana, ma siamo già stati giù da quel tunnel fin troppe volte concordi?

        7. Non bastava la prima frase?
          (Il solipsismo (dal latino solus (solo) e ipse (stesso), ossia “solo se stesso”) è la credenza secondo cui tutto quello che l’individuo percepisce venga creato dalla propria coscienza.)

          [potrebbe saltarne fuori una disquisizione sull’anima, la coscienza, la morale, la natura umana, ma siamo già stati giù da quel tunnel fin troppe volte concordi?]
          Credi che io sia promiscua solo a livello sessuale?
          Intendo, sai con quanta gente sono finita in quel tunnel?
          Intendo, credi che io ti abbia riconosciuto?

        8. [Non bastava la prima frase?] ovviamente no! quando la curiosità si accende deve essere saziata.
          [Credi che io sia promiscua solo a livello sessuale?] mai detto, mai pensato, mai creduto
          [Intendo, sai con quanta gente sono finita in quel tunnel?] immagino molte visto l’articolazione delle tue argomentazioni… per quanto chiaramente fallaci 😛
          [Intendo, credi che io ti abbia riconosciuto?] questo è un colpo basso.. se avessi un ego si sentirebbe fortemente frustrato. Non dico che sono qui davanti allo schermo che piango calde lacrime di indignazione, ma lo scrivo.

        9. Mi pare una soluzione accettabile. In ogni caso forse passo nella tua zona domenica prossima nel pom. Se ti puoi liberare un’oretta dai tuoi studi, ti offro una cioccolata calda da qualche parte, ti restituisco i libri che mi hai prestato e il tea/gemelli dovuti.

        10. avevo variato lingua per rispetto al buon capitano che poi è sparito XD (tra parentesi se è in zona la sua presenza sarebbe molto gradita). In ogni caso confermiamo in settimana via sms, perchè la vita è piena sorprese e molteplici possibilità!

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