Incenso.

È bello scoprire, dopo anni, che quel decorato e decorativo oggetto che avevi comprato per una miseria in un negozio di cianfrusaglie usate, e che avevi nascosto nei recessi dove finiscono le cose inutili, è un incensiere – soprattutto quando hai da parte dell’incenso proveniente dal Vaticano e sei appena tornato a casa con dei carboncini.
Mi domando se chi è stato costretto a seguire messe per la durata di un’infanzia possa adorare, come me, l’odore pervasivo di questi grani.
Ne brucio in sequenza con il proposito di spandere il fumo nei recessi della stanza, sì che le lenzuola se ne impregnino – e, un giorno, analizzerò questo rapporto quasi fisico che mi lega feticisticamente ad alcuni dei simboli di Santa Madre Chiesa – che madre per me non è stata – eppure sono suoi i rituali che rimetto in scena, con il piacere immotivato di un figlio traumatizzato post-freudiano (e quindi motivato – ma Freud ci sta sulle palle).
Gli odori hanno un potere evocativo immenso, e perciò mi domando perché non ne sia nata un’arte – deve esserselo domandato anche Suskind prima di scrivere Il profumo.
Incapace di produrre musica, ho sempre mantenuto una certa, ma non troppo rancorosa, invidia nei confronti di chi invece sa farlo, perché la musica giunge all’intestino in modo molto più veloce e insinuante – come una scheggia che scivola dentro per non uscire più – della parola o dell’immagine.
Ma gli odori sono ancor più laidi – o forse è la mancanza di un’arte su di essi basata, e quindi la mancanza di uno spirito critico sviluppato in ognuno, a renderli così acuminati.
Incenso da chiesa bruciato in camera in un incensiere comprato con incoscienza è il Kitsch di una messa – è, ossia la riproduzione in piccolo mezzo sensazioni per il singolo di un qualcosa che nella sua genuinità non si può avere.
Certo, potrei andare a messa – ma quest’incenso mi ricorda la solennità di un prete che per me vorrei (la solennità – dopo, semmai, il prete), non il sedere su panche pregando – cosa che non ho mai potuto fare, se non nella sua versione kitsch, ossia il sedere e fare come se io fossi lì per gli stessi motivi di tutti gli altri preganti. Ma ne ho sempre potuto trarre solo un piacere estetico, non spirituale – quello spirituale lo derivo da altri luoghi di una chiesa, da altre prospettive, non dallo stare seduta pregando (preghiere che non conosco) assieme agli altri.
È la solennità del prete, il sublime dei Gesuiti della Controriforma – contro il pulpito infervorato della Riforma.
(Canto di un’anima lacerata tra Ignazio di Loyola e Jan van Leiden.)

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3 comments

  1. I referred to all those people who, after such a “christian” childhood, end up hating the Church – probably due to the fact they had to attended masses. Since smells “trigger” emotions, and memories, I wonder what effect that smell can have on them.
    For instance, sometimes when I enter a canteen, no matter where (I experienced this in Germany as well), and I recognize _that_ (horrible) smell, it reminds me of my childhood, when I spent one year in a nursery and nuns forced me to eat that food. (My only experience with catholic personnel.)

    1. I too believe in smell memory (I doubt this description is correct but it’ll do). What I wanted to explain is that the perfume of incense is not that easily associated with masses any more since it is not used so much.
      The reasons for this can be multiple.
      It costs too much for example
      Or maybe it’s not so essential as in the past, when putting a lot of people that did not wash themselves in a closed chamber (maybe in a hot summer day) could lead to think that burning as much incense as one could would be a very bright idea.

      1. [I too believe in smell memory (I doubt this description is correct but it’ll do). What I wanted to explain is that the perfume of incense is not that easily associated with masses any more since it is not used so much.]
        Nonetheless, it reminds nothing but churches, isn’t it?

        [Or maybe it’s not so essential as in the past, when putting a lot of people that did not wash themselves in a closed chamber (maybe in a hot summer day) could lead to think that burning as much incense as one could would be a very bright idea. ]
        Never thought about this.

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