M&M (Moleskine&Montblanc).

Just written to P. on Facebook. He sent me a PM some days ago and it was the kind of PM who relies on the fact that you and the person who wrote it get along in a rare way, you both are prone to waste your time thinking too much about issues few people would be interested in. I met him few times when I was in Kiel, mostly half-drunk outside the Schwemme. I used to drink tons of alcohol and then talk to twenty people whose names I wouldn’t have remembered the day after. In the meanwhile, I sometimes stumbled upon him and we started speaking about serious matters, placidly, as if we were drinking a 5:00 P.M. the.
I should write in English and let this Italian struggle for linguistic perfection die. We criticize the American because “they don’t know their own language properly” but you get sick of hearing people say they don’t want to speak in English because they feel embarrassed and then stutter sentences reluctantly. It’s quite annoying the fact that if I write in English some Italians won’t read me, not because they can’t but because they’re lazy.
But anyway.
I’d like to write in English, Italian, German and French, which I must study. Already searched for courses because there’s a university in Ottawa which I love and I must be able, at least, to understand the language of the Frogs. I like it, I would like to say, but actually I like Creole. Creole as “Kreyol”, language spoken in Haiti. Creole as “a language that has developed from a mixture of languages” as well. I miss the Anglo-German we spoke in Kiel, it made you feel free. Yes, free. Ever noticed that sometimes people argue about the meaning of a word for ages? I’m that kind of person, but I’m justified: I’m obsessed with etymology and would list all the meanings of a word, synchronically and diachronically.


Ieri sera avevo voglia di scrivere. Troppa. Abbastanza da ricaricare la Montblanc, prendere il Moleskine (ciao, vita a marche radical-chic intellettuale della domenica che si finge bohemienne) e iniziare a scrivere senza successo. Tutto è iniziato con il notare che Lovecraft e Rimbaud hanno qualcosa di simile. Solo in alcune foto di Lovecraft il fenomeno avviene, quelle in cui la sua preponderante bruttezza è celata dalla sovraesposizione. La mia mente ha vagato sul come gli orrori lovecraftiani siano la proiezione, non antropomorfizzata, del cuore di tenebra africano. Ma non funziona come incipit per un racconto da commerciare, perché siete dannatamente ignoranti, e io non so quanti di voi sappiano che faccia abbiano Lovecraft e Rimbaud. Per non parlare del cuore di tenebra conradiano. Concludiamo con il fatto che per collegare il cuore di tenebra conradiano a Rimbaud bisogna sapere che quest’ultimo in Africa ci è stato.
Insomma, vi odio.
E ho iniziato l’aborto di racconto parlando di stilografiche di marca.
È frustrante, sapete?
È frustrante come l’esimersi dall’utilizzare parole come “reificazione” con noncuranza. No, se la usi e vuoi essere capito devi spiegarla, o contestualizzarla di modo che il lettore abbia l’impressione di averla capita anche senza aver letto una definizione chiara. Finché scrivo qui sopra il problema non si pone, tanto non mi pagate, ma nella fiction ragionata queste cose mi mettono in crisi. Dovrei far firmare una petizione a tutti coloro che leggono questo LJ e mi dicono che gli piace quel che scrivo anche se non lo capiscono e portarla alla prossima casa editrice.

“È molto bello quel che ha scritto, ma dovrebbe renderlo più comprensibile.”
“Intende dire che lei non lo capisce e per non fare figure di merda mi dice che è bello?”
“No, è che il pubblico è pigro. Usi parole e costruzioni più semplici. Le spiego, il lettore medio di questo genere è-”
“So com’è il lettore medio di questo genere. So che devo scrivere ‘la Glock’ e non ‘la pistola’, mal che vada ‘la semi-automatica’ per non ripetermi. So di che altezza deve essere il personaggio protagonista e che non deve passare più di un minuto davanti allo specchio prima di uscire di casa. So che scopa donne e non si fa scopare da donne. Riflette, non specula. Ma vede, è anti-educativo. Se non si insegna al pubblico a usare google come dizionario e a uscire dai generi il mondo verrà sempre più settorializzato.”
“Eh, lo so, ma il mercato è così.”
“Scommetto che lei fotte il pubblico vendendo loro quello che vuole e non è il pubblico che le fotte il cervello dicendole come pensare.”

Perché vedete, io mi impegno a scrivere a livelli. Mi impegno a essere comprensibile a livelli virtualmente accessibili a chiunque. Insomma, ci sono tanti modi di essere incomprensibili. Ci sono ad esempio quelle persone che scrivono del proprio liricizzato Io saltando passaggi e usando parole a cui hanno collegato significati del tutto personali mai notificati al mondo, e nel farlo si sentono artisti.
Odio la democratizzazione dell’arte – qualsiasi cosa l’arte sia.

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