Giochi educativi e altre imbarazzanti velleità.

Per la puntata di oggi di "Ma come passano il tempo questi barbari?" vi illustrerò un gioco di carte tipicamente crucco, o perlomeno così ho evinto dal fatto che su wikiwiki italiana e inglese non lo trovo.
Il gioco è Feuer ("fuoco"), da non confondersi con Ring of Fire, gioco inglese-americano altrettanto stupido e potenzialmente altrettanto lesivo.


Feuer si gioca come segue.
Si prendono un numero di giocatori X abbastanza dementemente alla ricerca di demente divertimento. Se sono crucchi è meglio, per motivi che comprenderete apprendendo le regole. In mancanza di crucchi vanno bene anche dei soldati in addestramento.
Si gioca con un mazzo da 54 di carte francesi. Se volete essere clementi nei confronti di chi perde, eliminate dal mazzo tutti i 2, 3 e 4 (per motivi che capirete alla fine).
Vengono distribuite a ogni giocatore quattro carte coperte tranne che a un giocatore, che inizia con cinque carte.
Lo scopo del gioco è trovarsi in mano quattro carte dello stesso valore (cosa che credo si chiami "quartetto"), ad esempio quattro assi, quattro 6, quattro regine, etc…
Il giocatore con cinque carte scarta una delle carte e la pone coperta sul tavolo, così passandola al giocatore alla sua sinistra. Costui fa la stessa cosa, e via discorrendo per tutto il gioco.
Quando un giocatore raccoglie dal tavolo una carta che ha già avuto in mano (poniamo sia un Q♥) la scarta scoperta sul tavolo. Chiunque abbia in mano una Q deve porla scoperta sul tavolo. Dopodiché ognuno deve pescare tante carte quante ne ha messe giù.
Dal momento in cui un giocatore si trova ad avere il suddetto quartetto in mano è libero di urlare, quando vuole (tranne quando un giocatore sta pescando una carta), "Feuer!". Quando lo urla deve contemporaneamente buttare sul tavolo, scoperte, le carte che ha in mano. A questo punto tutti gli altri giocatori devono buttare sul tavolo, scoperte, le proprie carte.
… L’ultimo a buttare sul tavolo le proprie carte è la nostra Vittima.
Un altro giocatore deve rimescolare tutte le carte e tenere il mazzo in mano. La Vittima deve decidere una carta qualsiasi dal mazzo (ad esempio un 10♥), e dire se vuole che si inizi da sopra o sotto il mazzo a cercarla. Il giocatore con in mano il mazzo, difatti, dovrà girare una per una le carte (da sopra o sotto, come la Vittima ha deciso) finché non trova il 10♥. Tutte le carte venute prima del 10♥ corrispondono a penalità che la Vittima dovrà patire, impartite dai giocatori (Carnefici) in senso orario. Perché ciò avvenga, la Vittima deve porre la mano sul tavolo, palmo poggiato sulla superficie del tavolo.
Le penalità sono:

() Cuori – Il Carnefice deve accarezzare la mano della Vittima.
() Quadri – Il Carnefice deve dare un pizzicotto alla mano della Vittima.
(♣) Fiori – Il Carnefice deve chiudere la mano a pugno e strofinare con forza le proprie nocche perpendicolarmente rispetto ai tendini della mano della Vittima.
(♠) Picche – Il Carnefice deve dare un pugno sulla mano della Vittima.

Il lato culturalmente interessante di questo gioco risiede nelle regole che governano le punizioni, e che sono:
– La Vittima non può spostare la mano fino a che non ha subito per intero la punizione (ossia tutte le carte pescate prima di trovare il 10♥). Se la muove, dovrà subire tutte le carte del mazzo.
– I Carnefici devono fare il proprio lavoro con serietà. Se un Carnefice cerca di essere gentile e di non fare male alla Vittima, si beccherà al posto della Vittima l’intero mazzo in punizioni.

A Feuer abbiamo giocato ieri sera dopo tre ore di pre-preparazione bagagli. Io, che considero le mie manine troppo sacre per essere messe a rischio (eredità del considerarsi una pittrice e la coscienza di una persona che si reputa molto abile a letto) ho dato in pasto il mio avambraccio dopo aver proposto di sacrificare la mia spina dorsale. Giacché sono una personcina diligente che svolge bene il proprio lavoro quale esso sia, per dare un pugno sulla mano di Fabian ho smosso il tavolo e ribaltato un bicchiere spargendo J&B ovunque (sentendomi in colpa per ciò e non per il pugno tirato – l’esperimento Milgram impera).
Insomma.
… Non trovate questo gioco stupendo?
Non vi chiederò di giocarci (non è vero, lo farò comunque). Mi direste che è un gioco troppo stupido (per le vostre menti superiori) e che è inutilmente lesivo (chiediamoci cosa sia utilmente lesivo, oh comunità cattolica) e che non è che temete il dolore ma è insensato (certo, certo). E, se per sbaglio qualche essere umano di sesso femminile accettasse di giocarci, gli esseri umani di sesso maschile presenti si sentirebbero in dovere di non farle male, e quindi dovrebbero subirsi tutto il mazzo di punizioni e lo farebbero dimostrando che loro uomini si sacrificano per una donna, così rinforzando lo status quo. Sigh.

Il restante tempo è stato speso in maniera altrettanto elevante. Ho scoperto l’esistenza del verbo hamstern, che significa “mangiare come i criceti, ossia infilandosi il cibo nelle guance” (vi ho mai detto dell’imbarazzante quantità di verbi tedeschi che designano ventimila modi diversi di mangiare?). Abbiamo riso fino ai dolori addominali guardando video di future star attualmente con sindromi dal nome da me sconosciuto e di un tizio probabilmente malato di progeria. Abbiamo riso così a lungo che a un certo punto P. ha realizzato le implicazioni morali del suo ridere, e ha fatto di tutto per trattenersi – inutilmente. VB ha assistito alla scena non capendo, e il suo serio commento sul fatto che il tizio potesse venire da Černobyl’ non ha fatto altro che incrementare l’ilarità.
Dopo l’isteria collettiva, c’è stato il momento di ri-socializzazione, ossia quel momento in cui rientri nei ranghi e ti dici “Ommioddio, nella società in cui vivo quel che ho appena fatto è orribile” (e te lo dici tu, lettore, io no – io sono una santa con la coscienza pura), e di conseguenza è iniziata la fase delle spiegazioni. Eh, io ho riso perché… ma…
Il tutto è degenerato in analisi storico-sociali che non vi elenco, tanto sono simili a quelle da me accennate nell’ultima puntata. So che alla fine si parlava di gender e Daf e il suo ragazzo hanno cominciato a litigare sul colore dei giocattoli da regalare ai loro figli, e io ho fatto da mediatore (che sarebbe poi quello che dovrei essere, anche se non per coppie).

10 comments

  1. Quel gioco somiglia a Re/Boia che facevamo da piccoli.

    I ruoli si decidevano lanciano un pacchetto di sigarette sul tavolo invece che con le carte, ma il risultato era lo stesso: mani in ghiaccio per tutti.

    Gab.

        1. Re: Al

          [Che altro serve
          Un pacchetto di sigarette possibilmente mezzo usato, un tavolo, ed un numero indefinito di “cristiani”.]

          Yes my humour is horrible..

  2. C’è anche un’altra penitenza non male che consiste nel prendere una matita (a sezione esagonale, ovviamente) e usarla tipo mattarello sulle dita dello schiavo, che avrà la mano poggiata su un piano.

    G.

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