È Natale!

Sulla parete: di fianco a stampe anticate di navi, con nomenclatura annessa, compaiono cartoline di navi esistenti a tutt’oggi. Navi a Kiel. Ci sono nomi propri che ti ricordano che li ricordi, anche se non sapresti mai riconoscere la nave che li porta.
Sulla parete: una fake bambolina voodoo (ossia: una bambolina voodoo fatta in serie) pende con spilli infilzati qui e lì. Sono otto, per ora. La bambolina rappresenta VV, abbreviazione del nome di un personaggio creato da VB – e come noterete deve avere poca fantasia con le iniziali – che è stato rapito da una mia ispirazione mattutina mentre ascoltavo This Bitter Earth. Faceva moderatamente freddo ed ero a Kiel – ed ero alla ricerca di una trama a Kiel. Faccenda non facile, perché Kiel è perfetta e la trama doveva essere sul noir andante. Le nostri fonti d’intrattenimento si basano su presupposti negativi, ci avete mai pensato? Comunque, ambientare un noir qui è come ambientare un film di Visconti a Disneyland.
VV ha un carattere burbero e asociale. Sono personaggi che piacciono, certi esseri umani dal sapore amaro, e probabilmente piacciono perché sono per definizione preclusi, essendo asociali. Come rifiutano il genere umano, rifiutano trame messe loro addosso. Il cinismo porta alla piattezza. Continua a non essere facile immaginarmi del cinismo a Kiel, che vivo in tempo reale come certi vecchi vivono i ricordi d’infanzia. È la mia capanna sulla spiaggia, con un cane e un fucile per nemici che non arriveranno mai. Ma sto divagando.
VV non è un puntaspilli; le parti infilzate nella bambolina si riferiscono ad altri tipi di ferite. C’è il palmo di una mano bruciato, ad esempio. Un fianco scavato da una cicatrice, altro esempio. Il suo corpo è stato morbosamente ferito, come morbosamente io autrice mi soffermo nel decidere dove lo sia stato. Ripudio il criterio estetico e mi appello all’amore che ho per i simboli – lo dice la bruciatura tra le scapole.
Ho anche un fischietto da nostromo, che pende lungo la parete. Non che VV sappia usarlo, ma sa cos’è. Sa più cose di quelle che dovrebbe – e questa è la conseguenza del vivere tra navi senza mai darsi loro. Non so ancora cosa esattamente abbia fatto, per farsi ammantare da questo dubbio fascino che puzza di porto – adoro quella puzza, come adoro la puzza di Venezia. Anche a VV piace quella puzza – deve essere una specie di assicurazione contro il prossimo, che non stia troppo vicino a te. VV stesso non ha un sembiante allettante per i sensi – è un’altra assicurazione per la misantropia, una misantropia malevola.
VV subirà i limiti dell’autrice, e sarà uno straniero. Irlandese, ho pensato. L’Irlanda mi comunica una crudezza unica, vivace come fuoco scoppiettante.

Probabilmente riuscirò a vedere Shutter Island, infine. In tedesco, unica lingua disponibile. Ho testato la mia capacità di comprensione con Alexander, ed è andata abbastanza bene. Vogliovederlovogliovederlovogliovederlo. Il libro, portato qui da VB, attira la mia attenzione in maniera vergognosa – lo prendo tra le mani e lo sfoglio pregustandomelo e traendo piacere dall’eroticità dell’inconcludibilità (ciao, parole ri-assemblate a caso).

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