HooDoo

Pausa.

A volte gli elementi dell’equazione sono errati ma il risultato torna.
A lezione, stamattina, me che non ha letto il racconto che si sta analizzando, ma comunque il docente si rivolge a me quando nessuno risponde e non mi fa rispondere per prima secondo il presupposto per cui potrei rispondere sempre.
Credo in queste illogicità.
Mi sto ammazzando per seguire bene questo corso. Pile di saggi stampati e collegamenti e ridipingere le parole da leggere in un modo per cui il docente mi guarda stupito.
Oh, lo adoro.
Adoro il mio canadese preferito (nonché l’unico che conosco).
Mi piace il suo timido entusiasmo, una politeness cordiale di cuore.
Adoro che abbia aspettative nei miei confronti, perché così sono costretta a sbattermi.
(Un giorno analizzerò questa strana mia deviazione, l’adorare il creare aspettative nei docenti per poi ammazzarmi di lavoro – sindrome del mentore mancato?)

Di sottofondo: On the Nature of Daylight. Colonna sonora di Shutter Island. Che devo, e voglio vedere, e vedrò. Deve portarmelo C., amico della coinquilina, particolarmente benvoluto da quest’ultima.
Voglio vedere anche Was nützt die Liebe in Gedanken, perché mi ispira e perché ho trovato un filone di cinematografia tedesca.
Ho visto, finalmente, Inglourious Basterds, e l’ho moderatamente amato. Nietzsche ha ucciso Dio e Tarantino ha ucciso Hitler. C’è un che di sacro nella dissacrazione storica che quel film attua.
Leggo, intanto, Flight to Canada e saggi annessi. L’autore si è masturbato inventando il NeoHooDoo, nel modo in cui in cui da 150 anni ci si masturba con l’arte: scrivendone il manifesto. Ma, tolta tale auto-commemorazione, non posso che amarlo – per la parola HooDoo e per lo spirito che vi ha aggiunto, lo stesso che ho aggiunto io, V/Hoodoo e affini come religione contemporanea che accetta tutto e tutto mescola, e lo amo per come tratta la storia, sincronicamente. C’è Dio nella lettura sincronica della storia, e non sto poetando: Dio è antecedente alla nascita del tempo.
Molte discussioni, in questi giorni, con VB sulla storia; dopotutto VB ci è laureata, e io mi ci diletto da anni, e poi appaiono in continuazione cose come questo autore, tale Pache (tedesco nostalgico) che richiama l’esigenza di una rinnovata importanza per la storia della letteratura, dicendo che è stata affossata da una dwindling trust placed in an objective process of history, in history as a meaningful – even organic – sequence of events. Ha ragione, Herr Pache, e perciò se ne stia zitto anziché scusarsi per aver scritto questo saggio con cui vuole ravvivare un po’ di nazionalismo. Si fotta lui e il nazionalismo. Meglio il disorganico e improvvisato HooDoo come filosofia di vita per scrittori.
Sono iper-impegnata intellettualmente, tra un’ubriacatura con scopata annessa e l’altra, ma sono un po’ più me stessa: i docenti non mi fanno rispondere perché rispondo sempre io e riesco a importunarne altri con domande astruse anche in tedesco. Sì, un po’ più me stessa. Anche se cucino. A caso, più o meno. Finora non sono morta e non ho vomitato. Cucino e faccio una doccia al giorno, come pausa, perché non so fare pause se non scopando, ma dopo una scopata si propende più verso una bella dormita e lo studiare non s’ha da fare, oltre al fatto che con tutta quest’attività intellettuale e fisica, finalmente, Dio e Loa a caso siano lodati, mi capita di avere sonno.

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