Rosaspina.

(L’autrice è lieta di avvisarvi del fatto che nel frattempo Gesù Cristo è diventato una donna. Son cose che accadono, di questi tempi.)


«Su, dillo: non è poi così male.»
Nikolaus appoggia i gomiti sulle ginocchia, schiena comodamente piegata – una posizione rilassata con cui il suo corpo non si sedeva da quanto? – e avvicina le mani a congiungerle.
La sinistra cozza contro il gesso che fascia l’altro arto, e Nikolaus impreca.
«Non deve essere poi così male.»
La Donna Immota, ovviamente, non risponde.
l’Amante Di Morfeo, Rosaspina, Fortunella, Quella Che Finge Bene, la Donna In Coma… Quando non hai nulla da fare anche una tizia che non muove un muscolo dà buoni stimoli alla fantasia.
Anaïs ha poca fantasia e la chiama “Il Cadavere”.
Anaïs non capisce un cazzo.
«Se fossi in te me la spasserei.» dice Nikolaus, e tenta nuovamente una posizione noncurante. Rilassata. Di chi sa godersi la vita e sentirsi a proprio agio ovunque. «Tutto solo nel mio cervello, mi manderei in loop gli attimi migliori della vita. Ne ho accumulati tanti.»
Il gesso cozza contro il manico d’alluminio della sedia rimandando il suono di un flipper rotto.
‘Fanculo, “Ovunque” non è un ospedale.
Un destino atroce davanti a te e l’impossibilità di muoverti. Perché? Perché sei in degenza. Perché non puoi uscire se riesci a camminare? Perché sei in degenza.
E se non puoi cercare diversivi al di fuori dei tre corridoi che formano il piano, cerchi modi per attirarli – perché no, ovviamente Nikolaus non potrebbe stare neanche qui, paziente in degenza a far compagnia a una paziente che di sicuro non si lamenterà. Ma chi ha il tempo di seguire tutti i suoi movimenti? Le infermiere lo ignorano persino quando ce l’hanno davanti.
«Non so che vita avevi lì fuori, ma meglio finire come te che come me. Almeno non soffri.»
Rosaspina che è in come da due settimane.
Ad Anaïs il soprannome “Rosaspina” non è piaciuto.
Quel nome apparteneva a lei, ha fatto notare con una smorfia che minacciava un’offesa imperdonabile.
Rosaspina, tra le labbra di Nikolaus, era Anaïs – la bella addormentata nel bosco in attesa di un principe dal bacio fatale. Fiabe raccontate con incredulità e ironia a una bambina troppo sveglia per crederci.
Ma alla fine il principe è arrivato, senza cavallo ma egualmente cavalleresco, con tanto di titolo nobiliare. Simpatico, anche – non particolarmente sveglio ma sicuramente un bravo ragazzo, un ottimo marito per Anaïs.
Si sono fidanzati, con la segreta benedizione di Nikolaus: la sua piccola Rosaspina nelle mani di un vero bravo ragazzo – specie rara, in estinzione, ma per fortuna i miracoli, per le principessine, esistono ancora, anche quando queste non ci credono.
Quel nome è mio.
Rosaspina, quella in coma, probabilmente non capirebbe la faccenda. Tutta la faccenda. Nikolaus, Anaïs, l’incidente e come la sua vita adesso abbia più o meno il senso di una torta di mele per un diabetico.
Rosaspina, quella in coma, è al di sopra di tutti noi, ormai.
Ma è l’unica per cui non c’è bisogno di castrare la realtà con segreti.
«Sai quanti tagliatori di diamanti esistono nell’universo? Intendo diamanti di una certa caratura, non pietruzze in svendita. Intendo diamanti veri. Sai quanti? Tremilacentoquarantesette. Tutti registrati nel Consorzio, chiusi nel loro laboratorio dalla prima all’ultima pietra che tagliano. Sai quanti ne esistono di non registrati?»
Il gesso pesa come un martello di piombo nella mano di un bambino goffo.
«Conosco solo me.»

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3 comments

  1. Gesù Cristo che diventa una donna, interessante. Mi piaceva come l’avevi introdotto nell’altro spezzone, questo cambiamento è un po’ spiazzante ma ho bisogno di altri spezzoni per farmi un quadro generale. Del resto pensavo che Anais fosse una donna adulta, la compagna di Nikolaus o qualcosa del genere, ma ora la fai percepire più come una… figlia? Qualcuno che dipende da lui?

    Keep ‘em coming!

    1. Here I am e scusa per il ritardo.

      [Del resto pensavo che Anais fosse una donna adulta, la compagna di Nikolaus o qualcosa del genere, ma ora la fai percepire più come una… figlia? Qualcuno che dipende da lui?]
      Ambo le impressioni non sono infondate. 😛 Intendo, sono felice che tu abbia percepito entrambe le info.

      Scrivendo così non tengo in conto che il lettore NON è stato introdotto ai PG, e quindi sorvolo sulle descrizioni fisiche. Quando tutta questa roba verrà sistemata ci sarà la scaletta delle cose da fare (“controlla che tutti i personaggi siano introdotti”, “controlla che i personaggi siano chiamati sempre con lo stesso nome”, etc…)
      Si dice spesso “scrivo per me, non per altri”, e penso ogni volta che sia una cazzata, ma in questo caso scrivo per me a discapito degli altri, ossia: scrivo anche sapendo che quel che viene postato non sarebbe pronto per finire in pasto al pubblico.
      Tut mir Leid. 😛

      Anais è una ragazzina. 16, 17 anni. Schneider 32. Questo è nella mia testa. Quel che conta fuori dalla mia testa è che lei sia a metà tra la bambina e la ragazza e che lui sia un uomo fatto e finito. E non è sua figlia. Neanche adottiva. Niente di tutto ciò. (Ma su questo argomento verranno fuori cose pian piano, anche in un pezzo che ho già scritto e devo ancora postare.)

  2. [Si dice spesso “scrivo per me, non per altri”, e penso ogni volta che sia una cazzata, ma in questo caso scrivo per me a discapito degli altri, ossia: scrivo anche sapendo che quel che viene postato non sarebbe pronto per finire in pasto al pubblico.]

    Perfettamente comprensibile, e a me non dispiace affatto questo tentare di indovinare il disegno finale della demiurga, mentre è ancora in formazione, collezionando frammenti sparsi e variegati. ^^
    E poi leggerti è sempre una gran goduria, anche così a “singhiozzo”.^^

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