Stress.

Credo di essere stressata.
Le persone mi dicono di mangiare, e il problema è che mangio e ho fitte di fame nel cuore della notte – ottimo accompagnamento all’insonnia degli ultimi giorni.
Il problema è, credo, che non riesco a staccare: penso sempre a quello che devo fare, al punto che sto organizzando i miei giorni di vacanza in Italia con lo stesso metodo e la stessa ineluttabilità con cui organizzo i miei impegni qui. Ho interiorizzato l’organizzare ogni minimo dettaglio, sì che non debba pensarci all’ultimo. Ho chiesto oggi a Mater di prenotarmi il parrucchiere per il 28 dicembre – l’idea di prenotare un po’ prima è stata sua, ma l’ho presa decisamente alla lettera.
In alcune foto le mie spalle hanno poco più che ossa e tendini e muscoli, e i miei addominali sono di nuovo singolarmente contabili, ma non è la carenza di cibo di cui sono tacciata la causa, bensì il rigore quotidiano: quei pochi esercizi serali che mi impongo senza troppa resistenza. Chiudono la giornata come un caffè chiude un pranzo. E i pranzi stanno abbondando in carne – Currywurst, Currywurst, Currywurst amore mio. Carne. Se non la mangio ogni tot giorni mi manca terribilmente. Ho fame.
E sono stressata. Conto i giorni rimanenti prima delle vacanze – ho voglia di studiare, e lo faccio spesso con piacere, ma tutta la frustrazione correlata mi fa sentire esigenza di una pausa italiana come si sentirebbe l’esigenza di un sorso d’acqua tra una scopata e l’altra.
Mi sto, credo, disciplinando – sì, è scontato dirlo durante un soggiorno in Germania.
Rimango ore a letto sveglia senza arrendermi: devo addormentarmi.
Rimango ore a letto sveglia morendo di fame, perché alzarmi e mangiare significa ritardare l’arrivo del sonno.
Finora ho perso in tutto mezz’ora di lezione – non avevo sentito la sveglia – e questo è molto strano da parte mia, al punto che il giorno in cui non ho sentito la sveglia mi sono quasi sentita sollevata, sgravata.
Il tempo che intercorre tra il dirsi che si deve fare una cosa e il farla sta rasentando lo zero: per così dire, faccio senza pensare. E poi, sarebbe uno spreco di tempo. Nei miei modi spartani, la camera è quotidianamente in ordine, pulita e areata, quasi mai lascio piatti da lavare, no rotoli finiti di carta igienica lasciati ad ammonticchiarsi in bagno. Rimane la polvere che si accumula un po’ – non ho mai avuto nulla contro la polvere e qui non so perché c’è una strana polvere lanosa e bluastra che si accumula in un paio di giorni. Forse è velenosa e moriremo tutti.
L’unica eccezione all’autodisciplina è, come sempre, svegliarmi non all’ultimo. Si sa, non ho mai accettato il passaggio tra sonno e veglia e viceversa – il mio inconscio mi vuole a letto quando già ci sono, e non esistono buone ragioni sufficienti a smuoverlo.
Le letture “di piacere” del periodo sono: “Lord Jim” di Conrad (rinomatamente una prosa facile in lingua) e un libro che cerca di spiegare ai passanti la fisica quantistica (gentile regalo di VB). Credo che appena arriverò in Italia raccoglierò un giornale a caso solo per il gusto di poter leggere per pura distrazione, anche se non avrò esigenza di distrarmi.
E ho fame.
Promulgo la disciplina morale del cibo, contro questa ingorda/anoressicobulimica/psicosalutista cultura del cibo (tradotto: esiste o il mangiare per golosità, o il mangiare al condizionale con il divieto di farlo all’imperativo o il mangiare psicopaticamente solo alcuni cibi considerati “migliori” di altri – raramente esiste il mangiare senza significato aggiunto, mangiare quel che serve e basta), e mi trovo ad avere una fame allucinante in momenti casuali, senza aver fatto nulla per giungere a ciò. Ok, potrei cambiare ideologia e cominciare a concepire una “cultura del cibo”, e quindi smettere di comprare ragionando in termini di necessità anziché in termini di piacere e sfizio, ma proprio non mi riesce. È da settembre che sono qui e ho avuto in casa in tutto due volte cibi fatti per essere smangiucchiati davanti al PC. La mia dispensa, ho scoperto, assomiglia inquietantemente a quella militarmente data in dotazione. Frutta in scatola inclusa. In effetti potrei comprare delle barrette energetiche. Anzi, segniamolo sulla lista.
E dico di essere stressata perché il mio corpo sta andando (francesismo) a puttane. Il bruciare tutto e avere fame a caso è solo un lato – poi ci sono momenti di voglia sessuale a caso (a caso: sto pensando a tutt’altro, e continuo a pensare a tutt’altro mentre briciole di voglia vengono rigurgitate), il non riuscire a dormire (sì, sappiamo che è roba psicologica, ma mi sentissi almeno minimamente stanca la sera…), i muscoli che fremono a caso e che nel contempo sono di nuovo ridicolmente bloccati (se mi massaggio il collo la tensione arriva fino ai gomiti, e ho nodi che fanno invidia a quelli marinari stampati sulla mia tazza).
Per il resto, sto perfettamente: non ho freddo, non ho momenti di stanchezza fisica (per i momenti di stanchezza mentale stiamo su una media costante tollerabile), posso ballare per ore e continuo a reggere bene l’alcol.
Mi sento come se fossi andata oltre al dolore o alla fatica, e quindi il mio cervello non riuscisse a dirmi cosa provo. Ma sto esperendo qualcosa, è evidente. Oltre a un’estrema mancanza di voglia non di svegliarmi tra quattro ore, ma di andare a invocarle, quelle quattro ore.

2 comments

  1. Procediamo in ordine cronologico:

    1)”organizzando i miei giorni di vacanza in Italia con lo stesso metodo e la stessa ineluttabilità con cui organizzo i miei impegni qui. Ho interiorizzato l’organizzare ogni minimo dettaglio”
    SCORDATELO… non ho fatto tanta fatica a sopportarti in questi anni perchè tu vada all’estero per ammalarti di stress. A casa per le vacanze di natale farai relax e basta. Le uniche che possono stressarti un pò siamo io, diana e micio.
    Per il resto potrei diventare la madre rompicoglioni che non hai mai avuto (no… non come sono stata fino a oggi, molto di più!)

    2)”parrucchiere per il 28 dicembre”
    COME già detto il 28 è lunedì in italia son chiusi, vabbè che te volevi andar dal parrucchiere il 26 a santo stefano… lo stress non ti fa bene perdi colpi (vedi anche punto 1). Prenoto per il 29, poi ti faccio sapere

    3)”la camera è quotidianamente in ordine, pulita e areata, quasi mai lascio piatti da lavare, no rotoli finiti di carta igienica lasciati ad ammonticchiarsi in bagno”
    QUESTO punto lo tengo come cosa da rinfacciarti da aprile 2009 in avanti.

    4)”Per il resto, sto perfettamente”
    QUALE resto!??!? Non mangi, non dormi sei stressata, il tuo fisico va a puttane e per tuo dispiacere solo in senso metaforico, muscoli che fremono e son bloccati (che mi da l’idea che hai le convulsioni tipo burattino di latta)

    Stranamente sto facendo la mater, mi sorprendo da sola tranquilla, ma dopo essermi sorpresa ridendo e scherzando ti ho detto cose serie… remember… vieni a casa per riposare, se cerchi di far vita autodistruttiva qua, ti aizzo diana contro, convinco amore peloso a lasciarti tutti i peli sui tuoi vestiti neri e a farti pipì sulle scarpe…. ma se ciò non bastasse se non riposi, stai certa che ti stresso io 24 ore non stop brontolandoti dietro… Sna avvissato Sna salvato 😛

    1. 1) E non ho neanche scritto che comunque anche durante le vacanze dovrei studiare, perché mi sta rimanendo roba indietro. 😛
      E poi devo andare a trovare l’altro genitore (che non ho salutato quando sono partita e non ho più sentito – insomma, vado a trovarlo se non mi ha ripudiata), e devo vedere singole persone.
      Ma credo basterà cambiare clima per rilassarmi. Basterà sapere che non ho lezione, non devo tenere d’occhio la dispensa per la spesa e le sigarette etc etc…

      2) [“parrucchiere per il 28 dicembre”]
      Sono stressata, ricordo male – infatti l’avevo segnato sull’agenda, il 29. 😛

      3) Ackackack. Camera mia in Italia era in ordine come quella qui, circa. Il problema sono gli spazi condivisi. Per lasciarti la cucina pulita devo sentire che quello spazio non mi appartiene, e quindi non starci. 😛

      4) È importante non avere freddo, quando ci si sveglia al mattino e si esce di casa. E non avere botte di stanchezza. Per il sonno… Vecchia maledizione che si acuisce. Per la fame… passerà. La voglia di fare la spesa spesso mi manca, la roba in scatola pesa. 😛

      Il relax imposto è come il lavoro imposto: stressa.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...