°-°

Mi è stata data una copia originale di The Chronicles of Riddick.
Diamanti, oro e guerra è sulla scrivania. Lette due pagine. Non ho tempo. Ma conta il pensiero e l’accessibilità – come dice OE.
Ho un Osprey (se non sapete cos’è un Osprey, voi… voi… voi…!!!) sulla Seconda Guerra Boera.
Ascolto in loop l’inno nazionale britannico, quello sudafricano e amo quest’uomo.
Il racconto con Horton e Kendall scritto con Hyoga finisce con:

"Amen."

Ho voglia di rendere il mio cervello così, perché de-siderarlo esclude a priori lo sia già, il che sarebbe un buon punto di partenza.
Ho 4 giorni per preparare l’esame di Sociologia.
Poi altri 8 per preparare quello di Economia. (Risata del pubblico.)
In mezzo ventimila (no, un po’ meno) e-mail a docenti e ricevimenti per l’Erasmus. Cortese dottoressa… No, professoressa… No, dottore… L’ultima volta l’ho salutata cordialmente, stavolta i miei saluti migliori…
Devo scopare.
Ma ho (ri)scoperto che quando sono sotto stress e non scopo faccio un sacco di esercizi, il che è narcisisticamente soddisfacente.
Però voglio una come lei comunque, o anche uno come lui. O entrambi, reificati o meno, per un ripasso di multiculturalismo in vista dell’esame.
Ho dormito tre ore.
Voglio un Death Note e un assegno firmato da Dio (ossia dalla De Beers).
Vorrei appendere alla porta della camera la curva gaussiana come rappresentazione della distribuzione del quoziente d’intelligenza.
Vorrei bere, ma sono troppo stressata per, e le ultime due volte che ho bevuto (di giorno) mi si è solo appesantita la testa (che depressione).
Non ho voglia di studiare il Fattore Orgware per OE.
Vorrei solo dirgli che non mi importa se, come dice lui, la cultura europea è buona giusto per combattere e annettere e depredare, mentre quella orientale è destinata a svilupparsi pacificamente, perché al momento dell’Oriente non me ne fotte un cazzo, se non che comprano diamanti anche loro come tutti gli altri, e amo spassionatamente la cultura africana, che è come dire nulla, perché mi riferisco a questo vuoto post-colonialista in cui è tutto da ricostruire.
Ciò nonostante, al momento non avrei voglia di essere in una Sierra Leone. E poi non ricordo se ci sono machete in Sierra Leone. Voglio un machete. È un simbolo letale. Non come oggetto, come simbolo. Ho deciso che il simbolo "machete" ha una sua rilevante importanza (o importante rilevanza, e via di ridondanza).
E dio esiste. Sono seria. Se perdere la fede significa non trovare più scopo nella vita, trovare qualche briciola di scopo significa aver trovato qualche carato di Dio – che come ben sappiamo non è quello con la faccia buona e pedofila dei manifesti e dei feticci, ma un insieme di paradossi. E ride. È fondamentale che dio rida, ricordatevelo. Se il vostro Dio non ride significa che non vi sta dicendo tutto. Ovviamente non basta che rida perché dimostri di essere Dio, anche Babbo Natale ride. E anche zio Fester.

Ah.
Avete (non tu, e neanche tu, però tu sì e anche tu) rotto il cazzo con la fobia della pederastia, quella che voi chiamate "pedofilia", includendo comunque una violenza che non rientra in automatico né nell’una né nell’altra.
È una psicosi ridicola, questo terrore dell’uomo nero stagionato pronto a trapanare gli orifizi dei vostri gonnabe grassi figli, in un periodo in cui va di moda il gothic-lolitismo e in cui il mercato delle creme anti-rughe è alle stelle.
Per chi ha figli (o non ne ha ma diventa civicamente impegnato in presenza di tabù e non quando cerca di fottere il prossimo nella piccola quotidianità), citerò una parte del libro sul genere che mi sta sfracellando l’intestino, che dice:

"Esiste presso voi mpondo un tipo di virilità che si esprime con la forza nei combattimenti?"
"No, questo non è essere virili, questo è essere assassini."

"Esiste un tipo di pedofilia che si esprime con l’impalare bambini a mo’ di spiedino con il proprio fallo?"
"No, questo non è essere pedofili, questo è essere stupratori."

“Amen.” disse Horton.

Scusate (di che? La lettura è una libera scelta), ma ho avuto un rigurgito di necessità di trasgressione. Gli aumentati controlli per il copyright su UTube, la censura aumentata in Rete e il clima da caccia alle streghe immigrate comincia a farmi temere che io possa un giorno stare zitta o evitare di agire come credo per timore di essere denunciata/censurata/ingabbiata.
Non ho nulla contro i vostri figli, né a favore (non sono pedo-fila, invero trovo i marmocchi ripugnanti, e non solo sessualmente). Se hanno compiuti i sedici anni, invece, parliamone.

(… Torno ai riassunti.)

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