Inversa proporzionalità.

Non faccio apposta a inciampare in miniere ovunque (ed è inquietante il fatto che, pensandolo la mia testa in inglese, mines, poi io in italiano dica "mine" al posto di "miniere" – inciampare in mine non deve essere granché; sempre meglio che inciampare e finire in un diatrema, che morte orribile).
(Tengo a sottolineare che le mine miniere vere non sono come nel video; non quelle De Beers; metti un uomo davanti a un diamante e prima o poi avrai un ladro.)

Riassunti di sociologia in corso. Siamo a Sociologia e genere, con uno studio su dei (toh!) minatori (toh!) sudafricani alla fine del (toh!) diciannovesimo secolo. Gruppi di minatori composti da soli uomini che ricreano famiglie omosessuali, con il "giovane" che assolve ai lavori di casa e il "vecchio" che lo "paga" con protezione e regali (un’assoluta novità, per chi come me ha da anni una morbosa passione per prigioni&collegi).
Le mogli rimaste a casa, assumendo i ruoli lasciati vacanti dai mariti neo-minatori, vedono calare su di sé il termine ubudoda, che significa "virilità", ossia "capacità gestionale della fattoria".

Ubudoda è mpondo.
Non chiedetemi chi siano gli mpondo, non ho ancora capito la differenza tra zulu e xhosa.
Sì, so che non sapevate neanche che i secondi esistessero; e questi due gruppi rappresentano solo due dei gruppi la cui lingua è ufficiale in Sud Africa:
– Afrikaans
– English
– Southern Ndebele
– Northern Sotho
– Southern Sotho
– Swazi
– Tsonga
– Tswana
– Venda
– Xhosa
– Zulu
E il passaporto sudafricano è scritto in inglese e francese – perché in francese?
E perché in Sud Africa, terra dilaniata dall’Apartheid, che fino a pochi anni fa rendeva la Germania nazista un gruppo di ingenuotti intolleranti, il matrimonio gay è legale?
E qualcuno mi spiega l’esistenza di due Stati-enclave?

Il Sud Africa è all’avanguardia, nel senso che il cyberpunk ci si sarebbe divertito.
Anziché limitarsi ad avere due gruppi etnici, ne ha tre: bianchi, coloured, neri. Che avevano ognuno i propri diritti (o mancanti tali).
I bianchi si suddividono in ex-britannici ed ex-boeri – che li immaginerei come quei preti apocalittici del cyberpunk, con la bibbia in una mano e il fucile nell’altra. Solo che erano così poco più di un secolo fa, oggi hanno smesso (credo).
Perché il Sud Africa è il Sud Africa, i bianchi li chiami Afrikaners. Tutti gli altri invece no. (D’altro canto Dio aveva promesso quelle terre come terre promesse ai boeri, che erano olandesi e francesi ugonotti e qualche tedesco – pure qualche piemontese, pare.)
Ma l’Afrikaans non lo parlano tutti gli Afrikaners: solo i boeri.
E con ciò ho un quadro sommario di 4 "etnie" su 11. Nell’inno nazionale sudafricano ce ne sono 5 (la quinta è il sesotho). La parte più ridicola è quella inglese:

Sounds the call to come together,
And united we shall stand,
Let us live and strive for freedom,
In South Africa our land.

Ci sarebbe poi da chiedersi cosa pensi un ex-boero a sentire “God bless us, your children” cantato in zulu, considerato che la terra promessa ai boeri da Dio andava liberata dai selvaggi zulu.

Nel 1990 l’aspettativa di vita era: 61 anni.
Nel 1998: 64 anni.
Nel 2005: 48,4.

Nel 1990 l’indice di sviluppo (UNDP) poneva il Sud Africa alla posizione: 62.
Nel 1998: 89.
Nel 2005: 120.
(Più alto è più lo sviluppo è basso.)

PIL pro-capite 1990: 4,9.
1998: 4,3.
2005: 10,3.

Istruzione (alfabetizzazione e istruzione superiore) nel 1990: 70%.
1998: 81%.
2005: 82%.

Riassunto: sempre più ricchi, sempre più alfabetizzati e sempre più morti. O forse muoiono piccoli e quindi i cadaverini non vengono contati nella non-alfabetizzazione adulta. Nel PIL pro-capite però dovrebbero, e com’è che il PIL pro-capite cresce e crepa più gente?
Non ho le competenze per trarre conclusioni (né ho le competenze per cercare i dati necessari per farlo), ma penso di poter asserire che la caduta dell’Apartheid, oltre a non aver cambiato un cazzo (a parte i diritti per le coppie gay che ora si possono sposare, ok) ha peggiorato la situazione.
La questione interessante sta proprio in questa inversa proporzionalità tra PIL pro-capite + alfabetizzazione e aspettativa di vita + indice di sviluppo UNDP.

Non so un cazzo del Sud Africa.
So così poco del Sud Africa che mi indigno da sola.

Ricordo quando, qualche anno fa, mi trovai a studiare per i fatti miei qualche cenno di storia della decolonizzazione, scoprendo indignata che l’indipendenza di un sacco di Paesi era di pochi decenni fa.
E mi sono indignata in due direzioni opposte.
Da una parte mi sono sentita indegnamente ignorante.
Dall’altra mi ha indignato il fatto che il contesto che mi aveva cresciuto mi aveva permesso di essere così indegnamente ignorante, mentre si era ben premurato di stamparmi a caratteri cubitali la data della scoperta dell’America (so quando un europeo ha scoperto che il mondo non era piatto e non so quando gli europei hanno attuato il primo massacro nell’altra metà di questo mondo non piatto) e della Rivoluzione francese.
Rimango indegnamente ignorante su una larga serie di faccende, come: storia e attualità del mio Paese d’origine. O: le guerre o pseudo-non-tali degli ultimi 20 anni. Se da una parte tali mancanze possono essere talvolta imbarazzanti (“Scusa, ma dov’è Kabul?” o “Pardon, ma per la storia dell’Iraq sono rimasta a Lawrence d’Arabia.”), dall’altra sono felice di non essere stata informata per come avrei potuto, ossia tramite quelli che vengono chiamati “mezzi di (dis)informazione di massa”.
Continuo a non voler sapere cosa sia lo jihad (o la jihad; a seconda del genere ha due significati diversi) se non da un esperto del settore, continuo a non sapere cosa sia Osama bin Laden, e so di non sapere il senso del Lesotho e cosa stracazzo differenzi uno xhosa da uno zulu. Di che ceppo linguistico sono le loro lingue? Che religione hanno? (Hanno una religione? O l’avevano? È cambiata, si è dissolta come mille altre da quelle parti?)
So che un diamante rosa da 3 carati (ossia più piccolo di una biglia) è prezzato $1,200,000, so che da certe parti una vita umana può valere $100 (anche meno ma stiamo larghi), quindi un diamante rosa virtualmente vale 12000 vite. Ovviamente una vita da $100 non sarà granché influente, non abbastanza da valere una prima pagina, quindi devi metterne assieme un bel po’ per conquistarla. Quante? Quanto vale una prima pagina di un giornale internazionale, ossia una testata che pubblichi al di fuori del Sud Africa? Le morti valgono come i diamanti, per cui 1 gemma da 30 carati vale più di 30 gemme da 1 carato? Ma per i diamanti non si stermina nessuno. Mentre in Germania i tedeschi sterminavano gli ebrei il Sud Africa conosceva i campi di concentramento da decenni (per i boeri) e la rigida suddivisione sociale da secoli. Poi la Germania ha perso, gli ebrei hanno conquistato tutti i diritti, mentre gli zulu e i coloured no. Non c’era d’altro canto bisogno di sterminarli: erano poveri e lavoravano. Non erano una minoranza, ma la consistente maggioranza.

… Ma tutto questo è solo il background, lo sfondo, dello Stato che ospita la De Beers – che poi fa società direttamente con gli Stati del Botswana (Debswana Diamond Company, Diamond Trading Company Botswana) e della Namibia (Namdeb Diamond Corporation, Namibia Diamond Trading Company). Con l’Angola, ai tempi, dovette accordarsi con i Fronti di Liberazione (non ricordo come si chiamasse il Governo angolano, non ricordo se ce ne fosse più di uno e quale o se nessuno fosse ufficiale, quando venne fuori lo scandalo). La Sierra Leone non l’ho mai approfondita. (… Until the 1980s, De Beers was directly involved in Sierra Leone, had concessions to mine diamonds offshore, and maintained an office in Freetown. Since then, however, the relationship has been indirect. De Beers maintains a diamond trading company in Liberia and a buying office in Conakry, Guinea.)

Devo far coesistere nella mia testa due immagini del nostro caro Nicky Oppenheimer: il cinico miliardario che sfrutta le debolezze di mezzo continente e il tenero padre di famiglia che si considera sudafricano e che ama il proprio Paese con il cuore. Sarebbero letali entrambe, tanto. E non so se voglio scoprire che una De Beers compartecipa al calo dell’indice di sviluppo di mezza Africa o se voglio scoprire che la De Beers funziona a mo’ di salvagente in situazione disperata.
D’altro canto, giusto quello certe zone dell’Africa hanno, e a un prezzo assolutamente concorrenziale (semi-monopolio nel mondo): diamanti. L’esportazione di qualsiasi (o quasi) altra cosa è loro svantaggiosa.

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