Martini bianco e.

Martini Bianco & succo di mela verde.
Il colore del composto vira verso un verde a me familiare – un verde che ammicca al giallo, vagamente fosforescente.
Anni fa avrei voluto un completo giacca&cravatta di quel verde – e a tutt’oggi non lo rifiuterei.
Quel verde mi rincorre, negli ultimi giorni, simbolico come un rosso per una Dorothy de Il meraviglioso mago di Oz: lo ritrovo nelle cartellette comprate nel tempo, nelle candele profumate che accendo per coprire un po’ di fumo stagnante, nell’aloe vera, nella grafica fatta.
E ora potrei scrivere quale sia l’attrazione che si instaura tra una persona e un bicchiere contenente alcol, e penso che la relazione di attrazione non voluta, il non saper trovare motivo per contrastarla, possa essere espressa negli stessi termini di una relazione di coppia.
(Ma credo di aver già detto che Jack Daniel’s è la mia fidanzata.)

Giornate provanti. Picchi di terrore e desolazione qui e lì. A volte mi addormento sul divano dopo essermi trascinata agli estremi della veglia, di modo che io piombi nel sonno senza soluzione, costretta a non muovermi o cadrà qualche cuscino o si disperderà il calore. Sonno come fatalità. Che mi trascina e rapisce e io non ho scampo, che benedizione.
Qualche sera fa, così addormentata, sono stata svegliata da Mater. Ho aperto gli occhi e ho percepito con nettezza la mia volontà di non tornare al mondo della veglia, e non per motivi di sonno fisico. Non volevo ripiombare nella veglia, territorio desolato.
Quando ho iniziato Requiem del coccodrillo avevo un incipit senza scopo sul taccuino:

Per un attimo il corridoio del treno sembra infinito – no, non infinito, lungo come tutti i passi fatti.

Era stato scritto mentre leggevo A Secret History, in un momento di desolazione ispirato dall’inverno descritto nel libro. Il corridoio era il mio, ma dell’autobiografia me ne faccio ben poco, quindi è stato appioppato a Erich.
A volte apro gli occhi al risveglio e un po’ tutto è quel corridoio. E vomiterei. Esistenzialmente, beninteso, e non so dove devo ficcare due vita per farlo, questo è il problema. Ho voglia di tirare lo scarico, ma non capisco se sto dentro o fuori dal cesso.

Nel mentre, traduco brocardi (sono infiniti), studiacchio, trascrivo narrativa, lavoro al sito.
Nel mentre, il GDR con Capi è giunto a uno scopo: un’idea per un romanzo. Un’idea non per la trama, ma per la struttura. Un’idea che trovo innovativa e sensata e esprimente il mio punto di vista, il che mi sprona a lavorarci.

E adesso testiamo Martini Bianco e succo di pera.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...