Varie&Eventuali.

Quando chiudo il libro di storia tedesca, il gatto mi sta guardando con stalattiti sulle vibrisse.

Quando Capi mi saluta congedandosi, e non ho più gioco di ruolo ad accompagnare lo studio di quel mattone che Storia della Germania è, la concentrazione si fa ardua. Ottica del multitasking.

Le stalattiti sono dovute alla finestra aperta. Fumo, come sapete. Rifilo un "fumo un pacchetto al giorno", in realtà solo quando dormo tanto. Di media è un pacchetto e mezzo.
Ma amo l’aria fresca nelle narici, sì che il fumo possa uscirne agevolmente. Per ciò, si richiede la porta-finestra aperta. Quella a un metro da me a novembre. Per ora non sento freddo, vediamo cosa dirò a gennaio.
È un novello desiderio, quello di non patire temperature basse. Figlio di viaggi in Germania gelidi, per cui la soluzione ottimale per alleggerire il bagaglio è abituare il corpo a temperature più basse. Ci sto lavorando. Anche io un giorno potrò girare a Berlino in collant e ballerine, anche se non porto ballerine.

Tra l’altro, a Parma ho preso un nuovo paio di stivali. Grigi. Non troppo tacco né troppo poco. Metà polpaccio. Finto scamosciato. In pieno horror vacui ci si consola puntando all’estetismo. Non sto comprando degli stivali ripresi dal ’44 tedesco solo perché non donerebbero all’attuale armadio, solo per quello – e non sono ancora abbastanza alienata da poter girare nuda in stivali, no. E soprattutto non sopporto il freddo così bene.

Oggi dovevo svegliarmi di mattina, sapendo che Capi era a casa tutto il giorno.
Mi fa bene avere questi moti, questo puntare la sveglia solo per trovare una persona on-line. Prendo il moto positivamente, come un miglioramento.
Sono stata brava, e ho anche avvicinato di un passo alla formalizzazione il caffè (o quel che sia) da bersi con Jack. Domani ci accorderemo nel dettaglio. Mi ha salutato con un’emoticon-birra, buon segno. Teniamo entrambi una scaletta a punti dell’altro, con una base di partenza di qualche migliaia di punti a testa per avere le stesse passioni.

Mi offre un caffè: +2 punti.
Senza correzione: -1 punto.
Conoscenza di Peiper: +3000 punti.
Visione di La notte dei generali: +2000 punti.
Accennno a Tanz: +600000 punti.

(Vi ricordo che Tanz, prima di essere nome di una parte della mia coscienza, è un personaggio fiction de La notte dei generali.)

Continuo la lettura de Le benevole con inquietudine per il fatto di leggere miei pensieri messi su carta da qualcun altro. Capita ogni tanto, no? Tanto non mi abbandonerà in fretta, con le sue quasi 1000 pagine.
Lo consiglierei a chiunque, ma l’autore si è troppo infervorato nella ricerca e nella fedeltà di riproduzione, usando termini in lingua senza tradurli. Io li capisco, un po’ grazie alla conoscenza dell’ambito, un po’ grazie alla generale conoscenza della storia tedesca nelle sue strutture burocratiche, un po’ grazie alla conoscenza della lingua. Un lettore qualsiasi si troverebbe a leggere parti senza capire una sega dei riferimenti.
Rende molto bene anche la burocratizzazione della guerra (falcidiare ebrei in catena di montaggio) – mi ricollega allo studio de Purificare e distruggere di Semelin – ma è proprio questo a rendere quella parte un mattone. Non per pesantezza morale, ma perché questa svanisce sotto procedure da seguire.
Ci ha ficcato anche un tendere all’assoluto che così ben si confà alle tendenze tedesche. Ci ficca anche sprazzi di tenerezza inaspettati, il che conferma la germanicità del tutto – inaspettati e commoventi il triplo, e non di conseguenza.
Penso sia un’opera che andava scritta, e penso che un tedesco ne sarebbe stato meno capace. Aspetto con fervore che arrivi a Stalingrado, adesso. Poi credo scriverò qualcosa di breve nella cornice di Stalingrado.
È molto frustrante avere come passione la II guerra dal lato tedesco: qualsiasi opera derivata verrà letta con un massiccio pre-giudizio, vanificando una buona parte del lavoro di chi scrive. Scrivendo si delineano mondi e ottiche: in questo caso un sapiente e pervasivo (non devo dire indottrinamento) lavorio educativo funge da premessa a priori.

(Prima dell’89 i tedeschi spendevano mensilmente la stessa cifra per l’alloggio e per l’auto. Psicopatici.)

Andiamo a fare una doccia e a toglierci un po’ di patina di decadenza.

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