A volte ritornano.

Prendiamo per buono che in questo periodo la sfera onirica fa da padrona…

Nel sogno, sono in un paesino. Un paesino italiano moderatamente minuscolo, moderatamente bello, moderatamente benestante.
Sono lì perché sono andata a trovare un gruppo di persone sulla scia delle mie accidiose ricerche su Peiper – accidiose: ricerche che non chiudi ma che lasci germogliare per i fatti loro, senza intervenire – in compagnia di un gruppo di quasi-vecchietti appassionati di storia. Tendo ad andare d’accordo con chiunque sia appassionato di storia, per quella curiosità comune, e si instaura quindi un clima di simpatia a scadenza – quel genere di simpatia che setti per un tot di giorni, per sfruttarli al meglio.
Uno dei vecchietti, il più serio, mi dice di mettere il braccio sollevato in un certo modo (avambraccio perpendicolare a terra, gomito piegato) e di tenerlo così. Me lo dice tra il gioco e la serietà, lo dice alla sottoscritta che prende ogni gioco con serietà perché non esiste nulla di serio e tutto è un gioco, e prende tutti i giochi come sfide – la conclusione è che quel cazzo di braccio rimane sollevato per ore, mentre passeggiamo – tutti in fila – per il paese, rimane sollevato fino a che diventa faticoso tenerlo su, fino a che diventa doloroso, fino a che si è oltre il dolore e riportarlo giù sarebbe lacerante.
Il braccio è ancora su quando la fiaccolata senza fiaccole si ferma nella piazza del paese, e io leggo il mio nome in una lista. Lo intravedo in diversi luoghi, mi intravedo “accettata” in un gruppo di persone, che evidentemente considerano un onore ciò, perché tale accettazione mi permette di presentarmi alla abbondante figlia del vecchietto più serio, che ovviamente è il capo (di cosa, non si capisce). L’incontro ha un che di rituale, viene sancito un legame esclusivo tra me e l’abbondante figlia. L’inizio di un legame, che mi permette di capire la situazione, vederla nella sua interezza, e quindi dire, circa:
“No, avete capito male. Io non sono con voi.”
E trovarmi nella situazione della persona che deve nascondersi e scappare perché ha tradito, con l’abbondante figlia del vecchietto serio che mi nasconde e questi e il figlio maschio che mi cercano con un coltello da cucina in mano…

… Beh. Mr Pumpkin mi ha mandato la scan del pessimo disegno ritraente Peiper da sistemare, e sto cercando di sistemarlo. weir_wanderer mi ha fatto notare che c’è del manga in mezzo, avendo perfettamente ragione (ho cominciato a disegnare disegnando con quello stile).
Adesso che rivedo il disegno, a parte constatare ciò, constato nel mio (rispetto alla foto originale) il collo più reclinato, come se stesse ascoltando con maggiore attenzione; il sorriso più stanco e una punta di perplessità.
Osservare come una persona interpreta senza volerlo fare dice molto, troppo.
In ogni caso, vediamo di dare un aspetto migliore a quella scansione. L’ideale sarebbe trasformarlo nel tipico disegno d’epoca a grafite – ma temo sarà già tanto se non lo trasformo in un’illustrazione con influsso nipponico contemporanea.
Non ho ancora capito se Mr Pumpkin, non riuscendo a usarlo per la rivista di novembre, voglia usarlo per quella di dicembre o se come pubblicità nel numero di dicembre per l’uscita dei tre volumi sul Terzo Reich o se come illustrazione o copertina per uno dei volumi del Terzo Reich. Il mio disegno di Peiper mi guarda e mi dice:
“Cambia qualcosa?”
“Beh, la portata. Non so se hai notato, ma sei vagamente amatoriale…”
E vediamo di collegare la tavoletta grafica e svezzarlo un po’.

In loop, in questi giorni:

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