Mascella e mandibola.

Le questioni ora in testa sono tre: i miei denti, l’università e l’università.

kijomi mi ha notificato che di notte smascello. Smascellare: stringere mandibola e mascella e muoverle una sull’altra. Si tende a fare quando si è nervosi. Indicavo tale cosa a Kijomi durante la visione di American History X, prima del sonno, dicendole quanto fosse bravo Norton in quanto attento a riprodurre anche finezze quali lo smascellamento.
“Che cosa da psicopatica.” le ho detto quando mi ha notificato che lo faccio nel sonno. Non ha smentito.

All’uni ci vado per capire che cosa dovrei studiare, e mi trovo davanti a un abisso di non-informazione in quanto informazione-poco-accessibile. Non per massonici piani, semplicemente per pessima organizzazione della stessa. Me ne rendevo conto da frequentante, agevolata, me ne rendo conto di nuovo adesso, non agevolata.
E l’uni mi chiama didatticamente parlando, dicendomi: “Potresti seguire le esercitazioni”.
E io cerco di capire come agguantare le informazioni che mi servirebbero per farlo.

All’uni ci vado per capire che cosa dovrei studiare e trovo un pranzo sociale per la “Questione Uni” attuale.
E mi chiedo se dovrei sentirmi come se l’uni mi stesse chiamando anche non didatticamente. Il mio pensiero mi direbbe “agisci”, ma sono tante le cose a togliere “entusiasmo”. Essere avvicinata da una delle organizzatrici che mi invita al suddetto pranzo sociale, parlarci, vederla esaltarsi massimamente non quando mi dice dei bei progetti usciti, ma di come gli sbirri dicessero di andare a destra e il corteo andasse a sinistra. E io penso: “Sarebbe esaltante da narrare se andando a sinistra i partecipanti avessero saputo che sarebbero finiti arrestati, e l’avessero fatto comunque per portare avanti i progetti usciti.”
Ma è un singolo fatto. Sono rinfrancata dal movimento universitario. Non mi viene neanche di fare una lista dei perché: mi sembra troppo scontato. Dovrei approfondire, e trovare le pecche della mia opposizione. Non ne ho voglia. Sono una persona che procede a stimoli, sia pure auto-indotti, e pare non ce ne siano abbastanza. Seguo in sordina. Sono intimamente compiaciuta del fatto che a Milano il polo di Mediazione sia in testa al movimento (compresi i docenti a fare lezione in Duomo). E intimamente spaventata dall’idea che tutto si spenga.
L’auto-smentita berlusconiana, a parte essere una barzelletta, è un segnale chiaro e dice chiare cose. Se dinnanzi a tale chiaro segnale la direzione generale del popolo elettore non cambia posizione, allora avrò paura. Non amo la democrazia e siamo in una democrazia, ma se una democrazia va contro i propri virtuali principii in nome di se stessa mi inquieto. Il mio modo di seguire la situazione è aggiornarmi ogni tot con un paio di testate estere, e leggere il loro punto di vista. Che ultimamente inquieta. E mi inquieto ancor più quando non c’è neanche. (Per fortuna lo Spiegel odia l’Italia e quindi la segue con attenzione.)

Lo scandalo Cercignani (docente che “vendeva” 30 in cambio dell’acquisto dei propri libri) vissuto dall’interno mi ha mostrato un parco studenti da bruciare in piazza, che il sistema universitario agevolava nell’essere tali. Una riforma ci vuole, ma tenendo conto del fatto che gli studenti non cambiano moralmente da un anno all’altro: se togli altri soldi, bisognerà alzare anche il prezzo dei voti per far quadrare il bilancio nelle tasche dei docenti rimasti.

6 comments

    1. Re: Mater

      COLPITO E AFFONDATO!
      “Lo scandalo Cercignani (docente che “vendeva” 30 in cambio dell’acquisto dei propri libri) vissuto dall’interno mi ha mostrato un parco studenti da bruciare in piazza, che il sistema universitario agevolava nell’essere tali. Una riforma ci vuole, ma tenendo conto del fatto che gli studenti non cambiano moralmente da un anno all’altro: se togli altri soldi, bisognerà alzare anche il prezzo dei voti per far quadrare il bilancio nelle tasche dei docenti rimasti.”

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