Ci deve essere un che di languido nella malattia, o il Decadentismo non sarebbe mai esistito.
E trovo molto languido che il mio corpo mi costringa quantomeno a una certa calma, ma ciò è ben lontano dal languore dell’essere umano tra altri esseri umani. È più il languore di un ventre materno, o di una bara – sempre che siano cose poi così distanti. Languore solitario.
Ho cercato più volte, nella mia breve esistenza, di comprendere il languore sessuale della malattia, ma non mi è mai riuscito. Tendo perlopiù a cacciarmi ancor più in casa, in un angolino caldo, preferibilmente lontana metri e metri da qualsiasi altra forma di vita umana. Tipo: lasciatemi agonizzare in pace. L’unico malore che mi permette di essere accudita con piacere è quello dovuto a oggetti contundenti & similia – ma, capirete, è cosa rara. Ribadisco sovente che preferisco il dolore di un colpo inferto alla lenta agonia di un malessere che ti fa tremare, ma il mio corpo non si mette in pausa solo per compiacermi.

Mi sto ammalando, sì.

Mi è stato proposto il rimedio irlandese: miele, whiskey, zucchero, cuocere tutto assieme.
Ho optato per il rimedio locale shakerato a quello personale: Jack Daniel’s, latte, miele, tutto assieme, pastiglie multivitaminiche a parte. Niente flessioni, stavolta: rimedio incompleto.
In aggiunta, bestemmia libera. Mi viene spontanea, quando il mio corpo non funziona. Per me “bestemmiare” comprende l’offendere qualsiasi cosa esistente, me compresa.
Tanz, dal Fronte, mi tiene d’occhio – sia mai che io mi faccia ammorbare moralmente solo perché sono ammorbata fisicamente. Dice che mi vede. Dio sa come faccia a vedermi dal Fronte – Dio sa come possa una parte della mia coscienza essere al Fronte – Dio sa quale Fronte, soprattutto.

Il corpo surriscaldato surriscalda la testa, sì.

Mi sto rifacendo il sito. Alla fine, ci sono cascata. Buona scusa per mettere ordine al mio archivio, e trovare conferma di un fatto: non riesco a trovare una suddivisione logica di ciò che faccio.
All’inizio ho optato per: grafica, disegni, scritti – ma le cover erano un contenitore a sé. E quelle carte da poker che avevo fatto usando foto mie e di conoscenti e aggiungendo grafica e pennelli di photoshop? E il sito di Clorofilla, grafica e HTML&CSS? E il logo per il Pampero? E le copertine ai miei racconti, vanno con i racconti o con la grafica? E l’Acero? Perché c’è il racconto, la copertina, la grafica e pure il forum.
Dio maledica me e il linkaggio di tutto con tutto.
Sito in HTML (non ho voglia di sbattermi perché sia vero&puro XHTML convalidato) + CSS + Javascript – rubati e modificati con credits annessi. Ero rimasta indietro. Ho dovuto aggiornarmi. Rendermi conto che oggi un’immagine deve aprirsi con Javascript o Flash (perlomeno, credo sia Flash, non so usarlo). Aggiornarmi sulle mode, anche – moda del layout a colonne a copia dei blog.
Comunque, rimane il problema della suddivisione, che è il solito problema esistenziale. Come unire armonia e completezza? Bisogna tagliar via qualcosa? Rinunciare alla simmetria concettuale per la verità sostanziale? Fottermi e basta? Cerco di farlo, fumando sigarette mentre la temperatura corporea sale. Fumare sigarette, bestemmiare e gestire l’incipit di una malattia denota una certa capacità di multitasking – sempre tenersi allenati.

6 comments

  1. Sulla via della malattia pure io. Non credo sia di conforto, ma comunque sei più brava di me ad utilizzare il tempo ora libero in qualcosa di costruttivo. L’ammorbamento mi rende lenta, e inconcludente. *soffre male*
    Andrò a studiare giapponese per non sentirmi del tutto un fallimento u_ù!
    Buon proseguimento e buona guarigione, e sappi che vorrò vedere il risultato del cambio grafica. (E sbattitene dell’ordine. Lo senti dire da una che è una perfezionista maniaca di questo genere di cose. Ma se più cose si fondono assieme o si ripetono le pagine sotto diciture diverse oppure si posizionano una volta sola e ce se ne – o_o” ??? – frega allegramente della coerenza. L’importante è che ci sai coerenza mentale, del resto. u_ù *delira male per il mal di stomaco e se ne va* Lascia perdere il commento e grazie per il dizionario di Deutsch!

    1. [ L’importante è che ci sai coerenza mentale, del resto.]
      È quella che manca. -.-

      Buono studio, e sopravvivi. ç_ç

      (Studiare tedesco da malati è delirante, non voglio immaginare giapponese…)

  2. Ci famo compagnia allora, cara. Io sto vagamente uno schifo -anche se più che la malattia in sé, è il fatto dia vere i miei genitori addosso che mi fa andare fuori di testa.

    [Comunque, rimane il problema della suddivisione, che è il solito problema esistenziale. Come unire armonia e completezza? Bisogna tagliar via qualcosa? Rinunciare alla simmetria concettuale per la verità sostanziale? Fottermi e basta?]

    Mi sa molto di discorso da drag-nerd (che affascinante connobio)

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