Sono reminiscenze nerd a far comprare un IPod non per motivi musicali.
Welcome to Israel (Wu Ming 4) convertito in e-book I-pod leggibile. Lunedì andare a prendere dizionari inglese e tedesco. In Inghilterra prenderò quello inglese-tedesco – e nei miei bagagli non ci saranno quintali spesi in dizionari. (Sì, lo so, un vero dizionario è tutt’altra cosa, ma nella mia precaria posizione preferisco avere la schiena più leggera.)

Letto invaso di vestiti. Scrivania di fogli e lattine.
Scarpe comode da città prese. Un altro paio di pantaloni. Ascolto canzoni di e cantate da Flo. Guardo punti casuali nella stanza, mente così sovraffollata da essere vuota.
Mi chiedo dov’è situato il prossimo punto in cui mi sentirò bene. Una traversa di Londra? Una piazza affollata? Un letto, un bar, un museo? Un viaggio di ritorno, una partenza per Sarajevo? Temo un crollo morale come temo un crollo fisico in Bosnia-Erzegovina. Il timore è lo stesso: debilitata e lasciata a me stessa. Temo meno il crollo fisico, però. Se la morale è forte, il fisico rimane in piedi. Se è debole, basta un mal di testa. Temo più di non riuscire a sfuggirmi. So che sto per partire anche perché se rimango qui mi bracco di sicuro. Se me ne vado, invece, non so. La strana sensazione di proseguire senza sapere dove si stia andando, sapendo che tanto indietro non ha senso tornare. Non voltarsi perché si sa cosa si ha alle spalle.
Questo mese di viaggio ha una lista di adempimenti da portare a termine. L’ha compilata Tanz, ovviamente, dettandomela.
È scritto: fai quello che devi per imparare una lingua. Abituati a ciò a cui dovrai essere abituata.
È scritto: non lavori da troppo tempo. Ne sei ancora capace? Sai reggere due settimane in un ambiente di cui non conosci abbastanza la lingua dovendo usarla come mezzo per lavorare? Sai reggere un lavoro umile, o quello che disprezzi per te può annichilirti?
È scritto: sai buttarti in un Paese in cui dovresti temere? Saprai farne tesoro, o ti rifugerai di angolo in angolo?
Perché si può fare qualsiasi cosa – più difficile è saper fare tesoro di qualsiasi cosa.
Mater dice: “E a Sarajevo non lavare neanche la frutta con l’acqua del rubinetto. Prendi cibo confezionato. Non andare in giro di notte.”
Io rispondo: “Sì, tranquilla.”
Tanz sta dicendo: “Non sono quelli i problemi. Sono quelli i problemi? Se fossero quelli, i problemi, non vedo a che scopo ti sveglieresti ancora ogni mattina.”
Tanz continua:
“I problemi sono scalini.”
Il problema non sono i problemi. Il problema è che il cielo è grigio, nel mio cervello, in ogni parte del mondo.
Tanz dice:
“Se fosse grigio, lo sarebbe per tutti.”

6 comments

  1. Quando parti, quando parti?

    Io mi sto impigrendo nell’organizzare le mie gite in Europa…sigh.
    Sarà la vecchiaia che avanza.

    DIvertiti a Londra!
    E a Sarajevo – ma un altro posto no?
    C’è Budapest che è tanto bella…

    1. Martedì volo. 🙂

      [Io mi sto impigrendo nell’organizzare le mie gite in Europa…sigh.]
      Non ho capito quali sono tutte le tappe. O_o

      [E a Sarajevo – ma un altro posto no?
      C’è Budapest che è tanto bella…]
      Non cerco il bello. 🙂 Vivo, nel Bel Paese.

        1. L’assicurazione che starei per fare include:

          – Rientro della salma, in caso di decesso dell’assicurato;

          La domanda è: se esplodo, come fanno? Mi raccolgono col cucchiaino tipo cenere d’ebreo?

          (Siamo alla frutta.)

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