I treni tedeschi sono puntuali.

Sottotitolo: non demordere per Sarajevo.
Unica informazione disponibile, avuta in agenzia: rivolgersi alla biglietteria internazionale a Milano. Cerchiamo online, e inciampiamo in report di persone che dicono:
“Oppure andate in DB, vicino a Centrale, ottimo servizio.”
Cos’è DB?
Appare online Ponsi, si chiacchiera, le dico:
“Sarajevo.”
Mi dice:
“Bella Sarajevo.”
“Ci sei stata?”
“Sì, tre anni fa.”
“Tu, mia salvezza…!”
Ma Ponsi ci è andata, allora, in aereo – quando Alitalia funzionava.
Le spiego la mia situazione, passa un minuto, e lei mi linka:

Deutsche Bahn

Cosa me ne faccio di un sito tedesco, se devo fare la tratta Milano-Sarajevo, quando Trenitalia non arriva oltre Zagabria?
Ma il fottuto sito tedesco ha la fottuta tratta Milano-Sarajevo, e non solo! Ha sedi in Italia – una vicino a Centrale, ossia: DB.
Ora, capiamoci.
Io, in Italia, per andare a Sarajevo uso un’agenzia tedesca – perché quella italiana non mi fornisce i mezzi. Altre buone ragioni per bruciare questo Paese? No, ok, la smetto. Domani a Milano a cercare la DB, che credo sia a circa 50 metri dalla stazione, a occhio.

Sono 23 ore di viaggio.
2.30 + 8 + 10, con attese in mezzo.
La parte centrale (Mestre-Zagabria) ha carrozze-notte.
La parte finale sarà una mazzata: dieci ore senza sigarette (suppongo) su un treno la cui unica indicazione su modello, servizi, carrozze-notte o -bar, fumatori o non fumatori, prenotazione obbligatoria o meno, consiste nella solitaria scritta Zug (“treno”).
Ora: domattina andare in Centrale. Valuteremo quando fare prenotazione. Avuta quella, Mater potrà portarla in questura per velocizzare le procedure per il passaporto. Ha già la delega per il ritiro.
Domani sera svaligiare armadio di Mater di tutti i vestiti common e non aderenti, marsupio & eventuali in suo possesso. Con 24 ore di viaggio si richiede un agevole e solitario zaino in spalla, scarpe comode e i vestiti più truci. Tornerò il 24, e ho intenzione di partire il 26. Dovrà essere in gran parte tutto già pronto.
Lunedì, partenza per Londra. Valigie da farsi tra sabato e domenica. Quindi, entro sabato capire cosa devo acquistare. Lista medicinali e utilità varie.
E teniamo in conto che i prezzi per Sarajevo sono preventivati come bassi, ma saprò solo domani.
(Certo che come primo viaggio in solitaria zaino in spalla potevo scegliermi una tappa più semplice, eh.)
Dovrei pensare a Londra, non a Sarajevo, ma mi riesce male. Distanza tra ciò che è utile e ciò che è voluto e basta. Ricaccio le sfaccettature meno positive – vedi: mancante tessera sanitaria – chiedere in DB tutte le informazioni che hanno. Se non sono abbastanza, faremo la prenotazione al telefono dopo esserci rivolti all’ambasciata o a chi di dovere. Non pensiamo al fatto che non capirò una parola della lingua locale. E che, se ho ben capito, le truppe EUFOR a Sarajevo sono in minoranza tedesca e maggioranza italiana. (Non si scappa, sono ovunque.)

Ah. Voglio questo libro.

Ah, dimenticavo: i capelli sono tornati rossi.

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