Visto Saints and Soldiers. Visto Welcome to Sarajevo.
Il primo era ciò che pensavo, aggiunta una resa dell’immagine spettacolare. Gustosi cliché accatastati: gli americani, l’americano protagonista traumatizzato, l’inglese individualista, i tedeschi, il tedesco ma buono. Americani impulsivi che scappano facendosi sparare, tedeschi rincoglioniti che sparano quando dovrebbero correre facendosi colpire, e corrono quando dovrebbero sparare mancando i protagonisti. L’amicizia tra un americano e un tedesco illumina l’anima dei superstiti. Tutta quella neve e riprese in tinte seppia, americano e tedesco a intermittenza.
Ieri, in libreria:
“… Visto che sono qui, ne approfitto. Hai niente sul processo di Dachau?”
“Come si scrive?”
“D… A… C… H…”

Q: Isn’t it also a fact that during that time you had on your desk the skull of a prisoner?

A: Yes, I had a skull on my desk. And I had this skull brought from the pathological station and it had already been prepared. I had that brought to my office so that each doctor had the opportunity to look at it.

Q: It was a shrunken head, was it not?

A: It was a skull, a bone can’t be shrunken.

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