Comincio a pensare a una petizione rivolta a uno stato da decidersi in cui chiedere:
“Gentilmente, invadeteci.”
No, non per i risultati. Non è quello. Ma giungere al termine e vedere in faccia i risultati (e probabilmente fossero stati diversi avrei avuto la stessa reazione, ho questa strana sensazione) mi ha messo addosso angoscia e tristezza.

27 comments

  1. Beppe Grillo l’ha chiesto alla Germania con una lettera spedita e pubblicata ad una delle principali testate crucche. Ma, essendo la Tedeschia un paese senziente, non ripete i propri errori e non si accollerebbe mai, di nuovo, una palla al piede come l’Italia.

      1. Ja. T_T

        In compenso, ne approfitto per invaderti il LJ con la lettera, tragicamente godibile ma purtroppo vera:


        “L’Italia lancia un appello ai fratelli tedeschi. Dichiarateci guerra. Ci arrenderemo volentieri. Non dovrete sparare neppure un colpo di fucile. Lanceremo violacciocche e mimose ai vostri Franz e Gunther in sfilata. Siete la nostra ultima speranza. Intanto, mentre riflettete e preparate i vostri carri armati, vorremmo che vi prendeste cura dei nostri dipendenti pubblici. Ogni giorno vi inviamo i nostri rifiuti dalla Campania in treno. I nostri politici sono rifiuti tossici, basta aggiungere qualche vagone in più, ben chiuso per farli arrivare a Berlino o a Colonia. Prendete anche loro per favore. All’arrivo termovalorizzateli subito, sono contagiosi più dell’Ebola e della febbre del Nilo. Vi pagheremo bene. Vi do la mia parola che non avrete in cambio bond della Parmalat, il più grande fallimento della Storia, o della Cirio e neppure azioni dell’Alitalia, che perde un milione di euro al giorno. Posso rassicurarvi anche sui titoli di Stato: non faranno parte del compenso. L’Italia ha il debito pubblico più grande di Europa, circa 1.626 miliardi di euro. Se dovesse rimborsare tutti i BOT e i CCT lo Stato italiano dichiarerebbe bancarotta e la gente sparerebbe per le strade.”

        Beppe Grillo

        Continua tutto qui: http://www.beppegrillo.it/2008/02/fratelli_tedesc.html


    1. Ma, essendo la Tedeschia un paese senziente, non ripete i propri errori e non si accollerebbe mai, di nuovo, una palla al piede come l’Italia.

      Oddio, per quanto riguarda il mondo odierno ci sto, ma nel passato quanti imperatori tedeschi se ne sono altamente fregati dell’Italia, mentre se si fossero interessati di più le cose sarebbero andate diversamente? C’è da rifletterci, eh.
      (Non per giocare allo scaricabarile, non sia mai. Ma la storia è un concatenarsi di cause annodate l’una all’altra -come nodi in una rete-. Insomma, un bel casino X’D)

      1. C’è un mio carissimo, stimato e amato svevo che se ne interessò anche troppo, della crescita, del risanamento e del potenziamento dell’Italia, che con maestria rese stimatissimo luogo di cultura, e ne pagò tragicamente le conseguenze. 🙂 Maledetto Innocenzo IV (e anche il III!).

        Per il resto, l’uomo ripete spesso i propri errori. Ma, essendo i crucchi un popolo molto religioso, sanno che errare è umano e perseverare è diabolico. Dopo qualche ricaduta imparano e, diciamocelo, la ricaduta di una settantina d’anni fa è stata un po’ un abisso. 😛

        [(Ma la storia è un concatenarsi di cause annodate l’una all’altra -come nodi in una rete-. Insomma, un bel casino X’D)]

        **;; sì. Ma non farmi iniziare a parlare di storia, non *ora*. Rimarrei attaccata qui per ore, e non posso: ho cinquanta bolle papali da ricordare a memoria, almeno fino a domani.

    1. Esponevo il seguente mio pensiero ad un compagno di corso, oggi:
      Per espatriare, non basta guardare il governo che ha vinto. Il fatto che un paese possa andare meglio o peggio, be’, sì, conta, ma relativamente. Non è la motivazione che ti farà *davvero* stare bene lontano da qui. E’ tutto un insieme di cose, sensazioni, motivazioni. Indole.
      Parto dalla mia esperienza, ovvero che da quando solcai suolo americano a nove anni decisi che la mia vita non sarebbe stata vissuta in Italia. E, ormai ne sono passati alcuni (dio, quanto mi sento vecchia quando ci penso), e il mio pensiero è sempre, sempre più forte.

      (Non so se riesco a spiegarmi, ma quei simoniaci dei preti di Storia del Cristianesimo mi stanno un po’ dando alla testa.)

      and…

      Spagnolo? Non sono più carini gli olandesi? 😛

      1. [Per espatriare, non basta guardare il governo che ha vinto.]
        Ribadisco che mi cambia poco quale governo abbia vinto. È una cosa strana, e la comprenderò.
        (Kokott: post ’68, Null-Bock-Generation, ossia Zero-voglia-generazione.)

        [Spagnolo? Non sono più carini gli olandesi? :P]
        Essendo gay, però, forse la Spagna è meglio.
        (O Berlino. Inaugurano a breve l’ennesimo monumento alla memoria delle vittime. Omosessuali, stavolta.)

        1. [Essendo gay, però, forse la Spagna è meglio.
          (O Berlino. Inaugurano a breve l’ennesimo monumento alla memoria delle vittime. Omosessuali, stavolta.)]

          Be’, l’Olanda non è esattamente un popolo omofobo. E poi che diamine, shhht! Non ti piacerebbe un tour guidato ad Amsterdam? 😛

          Che tenero quel monumento, erano anni che aspettavo si decidessero a sceglierlo e lo ultimassero. Hanno messo i televisori al plasma, poi? L’idea di qualche tempo fa, almeno, che si vociferava, era di poter inviare immagini e video di baci omosessuali che sarebbero stati poi trasmessi.

        2. Io lo trovo molto utile. Be’, voyeurismo a parte. La cosa triste è che in Italia (e no, non nella patria del nazismo) quel monumento verrebbe devastato nel giro di due giorni.
          Civiltà e barbarie, ogni tanto si invertono.

        3. Ci sarebbero tre discorsi separati.
          1) L’utilità di un monumento a.
          2) A che cosa.
          3) L’omosessualità trattata come specie a parte.
          Ich habe null Bock zu diskutieren.

        4. 1) Fino a pochi anni (e tuttora, Italia compresa) l’omosessualità è stata socialmente nascosta. Dedicarle un monumento è affermare l’abolizione di questo tabù/pudore di una Nazione intera.
          2) Se anche una sola persona che vive un possibile dramma di outing riuscirà a prendere coraggio e confessarlo a se stesso, accettarsi, e vivere in modo migliore, per me quel monumento sarà utile.
          3) Omosessualità come esempio di ogni tipo di ‘diverso’. Avrebbero potuto farlo agli zingari, anche loro massacrati nella IIWW, ma avrebbero rischiato di replicare il tentativo di Hitler. Inoltre, l’omosessualità è più politically correct.

          😉

        5. Ich habe null Bock zu diskutieren.
          Es tut mir leid, Ich mag Schwuler nicht. Da du diskutieren will, gibst du ein Wörterbuch. Hab Spaß.

          😉

        6. I “monumenti a” in sé secondo me servono a poco. Un po’ come le “giornate della”. (la giornata dei bambini del Darfur, la giornata dell’AIDS, la giornata della fibrosi cistica, ecc.): servono, spesso, solo a stare meglio quelli dall’altra parte della barricata -un po’ come i cimiteri, in effetti.
          Il problema è che siamo così costantemente bombardati da simboli -di ogni natura-, che essi per lo più perdono il loro significato. E diventano mere tradizioni -riferendosi appunto alle “giornate della”- o contenitori di qualcosa da guardare con distaccato interesse -i “monumenti a”-.
          Certo, ci sarà sempre qualcuno che magari crederà al significato autentico insito dietro il simbolo, ma la percentuale è troppo bassa: vorrei qualcosa che la ottimizzi ^^;

          Omosessualità come esempio di ogni tipo di diverso… sì e no. Nel senso che purtroppo ho notato che i “diversi” non sempre sono solidali tra loro. Quindi un tipo di “diverso” esclude l’altro per gli stessi motivi per i quali i “normali” hanno etichettato loro come “diversi” -oddio, si è capito qualcosa di questo scioglilingua? ^^;;;- e penso che di questo siano esempio lampante gli omosessuali. Temo saranno sempre un caso a parte, ahimè. Senza arrivare alla secessione ideologica cui tendomo molti miei “colleghi”, eh.

      2. Riesci a spiegarti benissimo. Ma devo quotare Sna: non è tanto perché Tizio è salito al governo invece che Caio. E’ quello che c’è dietro -o alla base, se preferisci.
        Qualcosa che c’è da prima di Berlusconi o Veltroni o chi per loro, e che purtoppo penso ci sarà ancora dopo di loro. Penso che in Italia manchi la concezione di Stato. Per tanti motivi, uno fra tanti sono le modalità con cui l’Italia è nata come Stato -e con che ritardo rispetto agli altri Stati maggiori europei: non devo dirtelo a te, che studi storia, che l’Italia è stato uno degli ultimi. Però, anche lì: la Germania si è unificata dieci anni DOPO l’Italia, ma alla fine mi pare molto meglio organizzata. Sarà che lei ha sempre avuto questa doppia natura -unitaria e frammentaria insieme. Mentre l’Italia è sempre stata frammentaria e basta. Ma di cause ce ne sono molte, potremmo tenere un comizio di 12 ore e non esaurire neanche la metà delle questioni.

        Comunque, gli olandesi sono tendenzialmente sporchi, antipatici e arroganti. Non per fare il razzista u_u

        1. [la Germania si è unificata dieci anni DOPO l’Italia, ma alla fine mi pare molto meglio organizzata. Sarà che lei ha sempre avuto questa doppia natura -unitaria e frammentaria insieme.]
          Ha un diverso concetto di rispetto della gerarchia (non che a noi manchi, ma è diverso), di senso civico, di unità di popolo, etc etc… La Germania è un luogo in cui nel ’98 *è stato deciso* che ci sarebbe stata una riforma ortografica, e alcuni dei cambiamenti hanno motivi di cui si stenta a capire il motivo – ma l’hanno accettata e applicata. Pensala in Italia.

  2. Vero motivo per cui Camilla se n’è andata a vivere negli Stati Uniti: il patriottismo che mi commuove e il fatto che qui le cose funzionano davvero – anche se non sanno fare il Caffè >_>

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