Pfui teufel!

Lo sbirro ha detto che un cinico redento sa essere più mieloso di un canto di Natale orchestrato da Dickens.
(Lo sbirro non ha usato questi termini, ma io non ho memoria bensì tanta fantasia.)
Questo l’ha detto dopo avermi insegnato il modo di dire “Pfui teufel!” (“Che schifo”, circa), e sono seguiti discorsi su pro e contro della lingua italiana, di quella inglese, di quella tedesca – per poi disquisire di Pietismo, Sturm und Drang, Classicismo e Romanticismo.
Alla dicotomia Gesuita/Protestante (ove io prendevo le parti dei Gesuiti perché li adoro senza sapere il perché), è quindi seguita la dicotomia Pietismo/SturmUndDrang, in cui a me toccano i Pietisti perché sono la cinica redenta che l’ha chiamato più volte “mio buon amico” nel corso della serata.
È seguita la citazione Meine Ehre heißt Treue, “Il mio onore si chiama fedeltà”, motto SS, e io ho nuovamente riflettuto sul fatto che l’ormai polverosa ma ancor tenace dicotomia comunismo/nazismo, i due grandi titani che nel ventesimo secolo ci hanno fatto ripiombare nel dualismo, hanno come maggiori radici di riferimento esponenti della Germania. Segue il pensiero: “Hanno fatto tutti da soli”, non fosse che quel “tutto” si è poi esteso al globo inglobando nella propria definizione, ed esaltando, altri movimenti. (Visione vagamente eurocentrica, sì, ma lo è per mia ammessa ignoranza.)
Dovrei leggere più libri di storia scritti da orientali, ma l’ultimo parlava di Gesuiti.
Dovrei leggere tutto.

… Andrò a fare esercizi di tedesco.

8 comments

  1. Un amico aveva/ha l’abitudine di usare ‘Pfui’ come iteriezione.
    Nel suo caso prevaleva la valenza onomatopeica.
    Ora non potrò più trattarlo come un deficiente.

    (…Ripensandoci. Credo che continuerò lo stesso. E’ divertente. :P)

  2. Spiace, io sono più dalla parte dei Protestanti u_u

    Dovrei leggere più libri di storia scritti da orientali, ma l’ultimo parlava di Gesuiti.

    Yes. Ma ho notato che non serve neanche, alla fine, piombare in oriente: basta leggere qualche comune, idiotissimo libro di storia scritto in Francia, in Germania o in Gran Bretagna -soprattutto, direi. Non devo parlarti io dellla tendenza degli inglesi a differenziarsi in tutto- per rendersi conto della differenza.
    La Storia(quella con la S maiuscola) sembra quasi un fenomeno soggettivo. Ma probabilmente è una questione di prospettiva: se riuscissimo a mettere insieme tutti i dati, potremmo vedere qualcosa di più completo (come vedere un oggetto da destra, da sinistra, dall’alto e dal basso contemporaneamente. Vedere l’oggetto nella sua totalità). Però oltre alla diversa angolazione prospettica di stampo più “nazionale” vi è anche quella di stampo “personale”, e… insomma, ci facciamo ‘na capa tanta 😛
    (probabilmente non c’entrava niente… scusa mi sono lasciato trasporatre)

    Tutto vive nel dualismo.
    La verità/il giusto/il bene/decidi tu cosa si trova nell’esatto centro dei due poli.
    Ovvero mediocritas.
    Ovvero temperanza.
    Ovvero me. 8)

    Stronzate a parte, penso che dipenda anche da cosa s’intende per dualismo. Due poli perfettamente opposti(Bene e Male, Dio e Diavolo, Ahura Mazda e Angra Mainyu, Yang e Yin -potrei continuare) o qualcosa di più sfumato. La classica scala di grigi, al posto del bianco e del nero.
    Oddio sto per scrivere un poema quindi mi autocensuro.

    1. [Spiace, io sono più dalla parte dei Protestanti u_u]
      Lerci cani venduti a Lutero 😛

      [Yes. Ma ho notato che non serve neanche, alla fine, piombare in oriente: basta leggere qualche comune, idiotissimo libro di storia scritto in Francia, in Germania o in Gran Bretagna -soprattutto, direi.]
      In quel senso la mia libreria è già variegata. E anche americani. Ma vedi, rimane pur sempre Occidente.

      [La Storia(quella con la S maiuscola) sembra quasi un fenomeno soggettivo. Ma probabilmente è una questione di prospettiva: se riuscissimo a mettere insieme tutti i dati, potremmo vedere qualcosa di più completo (come vedere un oggetto da destra, da sinistra, dall’alto e dal basso contemporaneamente. Vedere l’oggetto nella sua totalità). Però oltre alla diversa angolazione prospettica di stampo più “nazionale” vi è anche quella di stampo “personale”, e… insomma, ci facciamo ‘na capa tanta :P]
      La Storia mi ricorda sempre l’importanza del dubbio, e il fatto che un insieme di punti di vista soggettivi non fa un punto di vista oggettivo. (A Munster credevano tutti – o la maggior parte – nella discesa di un miracolo. Ma il miracolo non c’è stato.)

      Dualismo. Citando wikipedia per non sfornarti io una definizione:
      “… è una concezione filosofica e teologica che, a differenza del monismo sostiene che la realtà sia costituita da due sostanze fondamentali, ontologicamente separate ed incapaci di interagire causalmente l’una con l’altra.”
      Tra l’altro il monismo l’ho appena circumnavigato con Wolff, e puzza di qualcosa che potrei condividere appieno.
      Sulla base di un dualismo o di un monismo, approfondendo, si tenderà sempre a sporcare il concetto puro cercando similitudini tra le due controparti (dualismo), o differenziando l’unità (monismo). Quel che cambia è il presupposto di base. Quel grigio lì, che vedi, se lo scomponi quanto più possibile ti darà “particelle” di grigio o particelle bianche e particelle nere che mescolandosi danno il grigio?
      Non amo il dualismo perché, ridotto all’osso, divide in due branche, permettendo all’essere umano di riconoscersi in una anziché nell’altra, e quindi di vedere nell’altra il Nemico.
      Frase scontata: per me Male e Bene sono due facce di una stessa medaglia.
      Che, nel soggettivo, esiste vorticando a tale velocità che non si possono distinguere, né estrapolare, né dividere, né riconoscere.

      Fatto io il poemetto 😛

      1. Non amo il dualismo perché, ridotto all’osso, divide in due branche, permettendo all’essere umano di riconoscersi in una anziché nell’altra, e quindi di vedere nell’altra il Nemico.
        Per me, il dualismo è un cancro antico. Malattia molto occidentale, propria della nostra cultura. E paurosa, nelle sue possibili implicazioni.
        IO CREDO, FORTISSIMAMENTE CREDO che tutto è uno.
        Sono molto “orientaleggiante”, in questo, e forse molto utopista. ^^
        Ma qualunque divisione mi fa star male, soprattutto se ontologica. Non la concepisco, mi lacera, mi destabilizza.
        Non so che erba paradisiaca avevi fumato, quando hai concepito questa frase:
        Che, nel soggettivo, esiste vorticando a tale velocità che non si possono distinguere, né estrapolare, né dividere, né riconoscere.
        … ma sappi che mi ha incantata.
        Grazie.

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