Una domenica sera.

Profumo di doccia evaporata.
Cuffie che diffondono i Letzte Instanz.
Sul tavolo: testi di linguistica e sulla Scapigliatura. Sigaretta, sempre. Nello zaino: ricambio per una notte fuori. Ula, domani sera. Pomeriggio: una lezione di glottologia.
Ai piedi: calde ciabatte a forma di cinghiale.
(Shhh. Sono bellissime.)
Sono anche riuscita a trovare un paio di stivali che mi soddisfacessero. Qualcosa di meno profugo degli stivali bassi che indosso da una settimana. Qualcosa che – strane necessità – dia un po’ di serietà al mio sembiante. A certe cose ti abitui. Al velluto sulle gambe, ad esempio. A uno stile ricercato. A qualcosa che suoni confortevole ma perentorio. Astrazioni autunnali…
(È da anni che cerco soluzioni ottimali per unire “comodo” e “con stile”; non finirò mai.)

Mi manca l’essere colei che gira con tutto il necessario appresso. Ti dà l’impressione che – qualsiasi cosa possa accadere – tu sei pronta. Tutto il necessario: libri compresi. Sto divorando letteratura tedesca, e vorrei avere un dizionario etimologico nascosto nel culo per poter conoscere in diretta ogni sfumatura dei termini che incontro.
Parliamo di Zinzerdorf, ad esempio, che fonda una comune (il tema ci è caro, sì) in pieno Pietismo, e che considera Gesù come il “miglior amico” – e si sofferma sulla sua sofferenza, che salva tutti i credenti dalle sofferenze, sfogandovi tutta la carnalità che il Pietismo non ha. L’amore del fedele si traduce nel desiderio di poter baciare la ferita sul costato del Salvatore. Zinzendorf che unisce finissima e colta prosa con gergo dialettale; che fa sermoni e vi unisce poesia improvvisata.
Zinzendorf.
(È frustrante leggere di un movimento, e di esponenti dello stesso, all’interno di un testo che tratta anche di questo; è come vedere un film di cui capisci la metà delle parole, o entrare quando lo spettacolo è già iniziato.)

Comunque, dicevamo, domani Ula – e nel fine settimana Caine. Casa mia, o casa sua, non si sa. Qualsiasi posto è meglio – suppongo – di Mestre alle cinque del mattino quando tutto è chiuso e fa freddo. (E lui è azzoppato dalla fatica e quindi non si può accelerare il passo per vincere il freddo.)

Va tutto bene.
Devo solo:
1) Trovare un lavoro.
2) Capire come stare a casa con le bestie se faccio uni e lavoro.
Dovrei informarmi sulle linee telefoniche hot e sul come lavorare da casa.
(Se il cane abbaia nel mentre, però, è un casino…)

8 comments

      1. assolutamente si anche perchè mi hanno detto tutti che ho una bellissima voce al telefono.
        Questo mi porta a pensare di sfruttarla nel migliore dei modi.
        mmmm però sono assolutamente vergine in questo campo e non saprei nemmeno da che parte iniziare.
        A te ti vedo già più sparata all’interno del circuito 😛

        1. [A te ti vedo già più sparata all’interno del circuito :P]
          Nah, solo qualche giochetto quando ero piccola.
          Così almeno troverei un senso economico alla mia “r” mancante. *nods*
          (“Oh, sì, pvendimi, pvendimi, pvendimi!!!”)
          (Il trash, eh, il trash.)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...