Sconsigli per gli acquisti.

Giornata a rincorrere informazioni in università.
(Pioggia. Continua. Scopri a che servono le sopracciglia, mentre grondi. Riscopri i piaceri della vita, a casa, doccia calda.)
Ora siete ufficialmente autorizzati a lanciarmi uova, essendo a mia volta intrappolata in quegli incastri di corsi che pretendono che tu finisca alle 10.30 qui e sia alle 10.30 – di mezzo ci sono due fermate di tram.
Acqua calda a surriscaldarsi per il secondo the caldo della giornata.
Poi, verrà l’ennesimo tentativo di schema per capire come sarà fatta la mia settimana.
Poi, con il tempo (poco, speriamo), verrà l’abituarsi ai tragitti quotidiani, e quindi il poter leggere ininterrottamente da che scendi dal treno a che arrivi a destinazione.
Intanto, mi godo il treno.
Il treno che in verità non ha nulla di godibile – è umido, sempre; puzza; spesso è intasato; sei incastrato in un angolo – tranne che per una cosa: è un treno. Si muove mentre tu stai fermo. Si muove, e quindi ti permette di stare fermo. (Questa la capiranno solo i Veri Frenetici.)
Il treno e il moleskine sulle ginocchia. Oggi è stato il turno di Wyrd, che poi è il titolo di quel qualcosa (si sa lo svolgimento, ignota è la lunghezza) che sto scrivendo con roninreloaded
Intanto attendiamo e non attendiamo che la Mater abbia cogitato a sufficienza per dare risposta a un discorso iniziato. C’è un che di grottesco nel fatto che intanto intavoli con me amabili chiacchierate come se nulla fosse. Senti l’effetto frozen sul tempo, come se si potessero – si può? – stoppare alcune cose e posporle mentre tutto il resto va avanti. Quel che mi rende maggiormente basita è il fatto che riesco a rientrare perfettamente in questo meccanismo di “dolce ignorare” (un dolce dal pessimo retrogusto); non devo forzarmi per settare positivamente il mio stato d’animo, per sorridere, per annuire, per essere al solito; all’input rispondo, liscia come olio. Ora so che un giorno potrò pugnalare alle spalle un fidato collaboratore che ha fiducia in me. Grazie, mamma. (Ja, siamo alla frutta. Marcia.)
Immagino che il mio stato vitale (oh, queste espressioni così new age…!) starà molto meglio quando avrò risolto. O forse molto peggio. Beh, starà diversamente, e ci piacciono le cose che cambiano. (Fobia da quotidianità.) Devo solo decidere quanti giorni siano ragionevolmente necessari a una persona per riflettere prima di darti risposta. I contro del “dolce ignorare” è che si ha l’impressione che non ci sia nulla da attendere, e tutto si sia risolto. I contro nella situazione attuale è che le tempistiche di mia madre hanno pessimi precedenti, e amano risolversi con “non ho voglia di responsabilità”. Devo pensarci? Devo tenerne conto? I contro di una situazione da risolversi in cui ti senti offeso – “offeso” in ogni senso – sono, se hai quello stupido orgoglio tanto utile in certi frangenti e tanto dannoso in altri, che cominci a stare scomodo.
Horton fa un cenno con la testa, indicando la soluzione.
Il Sergente Istruttore – che era andato in vacanza sul set di Jarhead a giocare a palle di neve nel deserto – ricomincia a urlare.
Dice:
“O urli tu o urlo io.”
Dice:
“O tu o io.”
Amor proprio.
L’importante è mantenere lucidità. Si sa come funziona con un Sergente Istruttore offeso nell’orgoglio quando non c’è lucidità. Lui urla, tu urli, lui urla. Se entra un terzo, si urla anche addosso a lui. Ci si spintona, tutti hanno ragione e nessuno ha torto, tutti vogliono avere ragione e decisamente nessuno se la sente di avere torto. Ci sono torti che non accetti. Si sa.
Animali in gabbia.
Adoro il tema delle carceri per questo: metti nella stessa gabbia tanti animali che non hanno voglia di quel torto, o – se ne hanno voglia – è meglio per loro dimostrare il contrario. Le guardie sulle passerelle procedono stoiche. Se non puoi rifarti del torto subito, ti rifai su quello che hai di fianco.
La prigione sei tu.
E il sergente istruttore si sfrega le mani.

Non mi piace dirlo, ma… Vorrei stare meglio.
E decisamente in questo periodo dovrete gustarvi i miei racconti di vita non vissuta, i resoconti di vita che sto vivendo non sono granché gustosi.

(La prima volta ho risolto i miei problemi di aggressività con l’autolesionismo.
La seconda, con fight club, palestra e un romanzo.
Ora non vanno bene né l’una né l’altra soluzione.)

8 comments

  1. Parli a ME di pioggia, amore?
    Io ce l’ho fin dentro al culo, e perdonami il francesismo. Infatti sono pure malato -.-

    Comunque, non farti scoppiare una vena per i trasporti -cosa purtroppo molto facile, devo riconoscerlo- . Ogni volta che stai per esplodere, immagina di seviziare un Uke così ti tiri su^^

    Senti l’effetto frozen sul tempo, come se si potessero – si può? – stoppare alcune cose e posporle mentre tutto il resto va avanti.

    Si può, si può. L’ho fatto pure io per anni. Spero per te che sia meno lunga l’attesa.

    Ora so che un giorno potrò pugnalare alle spalle un fidato collaboratore che ha fiducia in me

    Oh yes.
    Tutti dicono “oh, non lo farei mai, io” ma più o meno tutti lo farebbero, chi più chi meno. Penso che sia la naturale cattiveria dell’essere umano, unito alla consapevolezza che nessuno è insostituibile, con una spruzzata finale d’istinto di sopravvivenza. Evviva il pianeta Terra.

    Un abbraccio, mia Seme preferita. Spero sinceramente che le cose vadano meglio al più presto. Più che questo non posso fare, purtroppo. Neanche una vicinanza prettamente fisica -posso inviarti sono i miei pensieri. Spero che bastino.

    1. [Parli a ME di pioggia, amore?
      Io ce l’ho fin dentro al culo, e perdonami il francesismo. Infatti sono pure malato -.-]
      Ahi ahi ahi
      Avevo letto una novella (manga) riguardo a un Uke malato e a una supposta…

      [Comunque, non farti scoppiare una vena per i trasporti -cosa purtroppo molto facile, devo riconoscerlo- . Ogni volta che stai per esplodere, immagina di seviziare un Uke così ti tiri su^^]
      Nah, non esplodo.
      Al peggio mi otturo la narici quando la puzza è eccessiva.
      (Però partono le scommesse sul quanto ancora sorriderò a tutti.)

      [Si può, si può. L’ho fatto pure io per anni. Spero per te che sia meno lunga l’attesa.]
      Non si spera.
      Si agisce.
      (*Musichetta solenne di sottofondo.*)

      [Oh yes.
      Tutti dicono “oh, non lo farei mai, io” ma più o meno tutti lo farebbero, chi più chi meno. Penso che sia la naturale cattiveria dell’essere umano, unito alla consapevolezza che nessuno è insostituibile, con una spruzzata finale d’istinto di sopravvivenza. Evviva il pianeta Terra.]
      Non sfruttare le mie parole per giustificare qualcuno o qualcosa.
      Non credo nell’esistenza di gesti ingiusti. O immorali. Certo, la morale personale dà il suo giudizio, ma…
      Per me l’importante, in qualsiasi cosa, è essere consapevoli.

      Pugnalare qualcuno – alle spalle o in altro modo – per cattiveria non mi piace granché, come concetto. Diciamo che la “cattiveria” non è da me reputata un degno motivo, mi fa venire in mente una specie di prevaricazione spicciola e insensata.
      Per altri motivi, do molte più concessioni… Questione di priorità. *nods*

      [Un abbraccio, mia Seme preferita. Spero sinceramente che le cose vadano meglio al più presto. Più che questo non posso fare, purtroppo. Neanche una vicinanza prettamente fisica -posso inviarti sono i miei pensieri. Spero che bastino.]
      Ce li faremo bastare.
      Puoi aggiungere uno spogliarello bonus, se vuoi. 😛

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