unastoriaqualunque

Mentre l’acqua diventa caffè, vi scodello (come dice Hyo) l’inizio di un pezzo che quando (Hyo) avrà tempo e ispirazione proseguirà (Kendall è robbba sua). Scritto in dieci minuti di pausa. Il nostro caro Horton. Mi fa venire in mente il titolo di un libro con cui B. mi ha rotto le palle fino all’inverosimile: Il sex-appeal dell’inorganico. Un libro geniale, dice B. Può essere.


È buona abitudine di Cody “Banshee” Horton bussare all’appartamento di Kendall e dire, prima che chiunque possa rispondere:
«Sono il lupo cattivo.»

Cody è una persona semplice, e affidabile.
È un regolare figlio-di-puttana, con più abitudini che desideri, e sai che non farà mai qualcosa di strambo o incoerente solo per romperti i coglioni. Si sveglia al mattino, si alza, va al lavoro; stacca, torna a casa, beve una birra e dorme. Non lo troverai mai in mezzo a una rissa, o in un locale gremito e confusionario, né tantomeno nelle zone calde della città.
Ama la proprietà privata, Cody Horton, e da bravo cittadino americano che rispetta la legge facendola rispettare agli altri tiene un colpo in canna per gli ospiti indesiderati. La pistola è quella d’ordinanza, automatica in dotazione a qualsiasi poliziotto di N.Y. Non ne abusa, perché odia il rumore. Odia tutto ciò che possa rompere la quieta vita senza troppe pretese che scandisce la sua quotidianità.
Vizi, Cody Horton?
La birra non è un vizio, ma una buona amica.
Che vizi, Cody Horton?
Qualche sospettato, in centrale, a volte, diventa il buco di una puttana. Infilare il proprio uccello in un baby-spacciatore o in una teppistella un po’ troppo idealista fomenterà l’entropia? Forse. Cody Horton non sa cosa sia l’entropia, ma sa che non sarà una scopata ad avvicinare o allontanare la fine di tutti noi.

Anche questa sera Horton è comparso alla porta dicendo:
«Sono il lupo cattivo.»
Kendall ha aperto la porta al collega, gli ha passato una birra, si è seduto sul divano.
«Però stavolta Cappuccetto Rosso mi è uscita dal culo.»
«Cazzo significa?»
«Che c’è un barbone da bruciare.»

Persino l’abitudine più atroce, con il tempo, viene scandita da passaggi sistematici. Si può ritualizzare qualsiasi cosa, e farla divenire rassicurante routine.
Di norma, un sospettato prescelto per divenire Buco oppone resistenza. Funziona così, lo sai; saperlo ti rende un po’ più forte nella tua saggezza. Di norma un Buco scalcia, morde, graffia, si oppone fino a che non gli sei entrato dentro, gli hai fatto chinare la testa e stringere denti e muscoli. Poi è semplice questione di ritmo, avanti-e-indietro, fino a che il vizio non viene espletato con il piccolo sacrificio quotidiano.
È importante il sacrificio: ci ricorda che ogni cosa ha un prezzo.
Sollevare il proprio pugno e direzionarlo verso la guancia di uno sbirro, ad esempio, ha come prezzo una manganellata tra le scapole.
Ma non tutte le cose hanno un prezzo.
Ci sono gesti che non si possono calcolare sul momento, restituendo l’ammontare. Ci sono azioni che rompono la quotidianità e rischiano di inficiare il sistema.

Horton, birra in mano e chiappe sul divano neo-nipponico di Kendall, scosta i capelli dalla fronte rivelando un ematoma. Piccolo, bluastro, contorni ingialliti e un aspetto sgradevole.
«Qualcuno ha fatto il passo più lungo della gamba.»
Come quel barbone, quella volta; quel barbone che si è trovato davanti a Kendall e Horton il primo giorno in cui erano in servizio assieme.
Quello che ha osato difendere la propria dignità.
Quello che è divenuto una torcia umana nella tediosa notte della periferia newyorkese.

Quando un sospettato compie un passo più lungo della gamba, non lo punisci.
Non estrai il manganello per percuoterlo; non gli apri la carne con frustrate umide che non lasceranno segni; non lo rendi un’ameba che a malapena si trascinerà a casa. Niente affatto. Lo lasci invece integro e libero, e lo rispedisci a casa. Ti segni l’indirizzo, e aspetti di finire il tuo turno.

«Credeva di non aver nulla da perdere.» spiega Horton, paziente. Lui sa bene cosa significhi non avere nulla da perdere, assaggiare l’assoluta libertà di fare qualsiasi cosa perché non si temono più le conseguenze – il che sarebbe auspicabile, se non coincidesse con la sgradevole sensazione di non avere più poi così tante cose che si vogliono fare. «Andiamo a trovarlo?» domanda, e sul bigliettino che stringe tra indice e pollice, Kendall lo sa, c’è scritto un indirizzo.


Proporrò a Hyo di intitolarla Whatever. Odio questa parola.

Ne approfitto per ribadire a favore di tutte le persone che trovano Horton attraente: siete degli psicopatici, sappiatelo. Il mio divano è più erotico. Soprattutto ora, con copertura da cambiare e polvere, briciole e peli di bestie amalgamati negli angoli.

Ne approfitto anche per ribadire a weir_wanderer, che per puro culo ha vinto contro di me giocando a Tekken, che il signor Horton lo aspetta qui a casa. Fra due giorni. Come da accordi. *grin*

4 comments

  1. Ma è davvero così cattivo?

    Vorrà dire che non avrò niente da perdere anch’io… a parte il fatto che devo prima vedermela col cattivo numero 1, cioè mio padre, prima di venire da te o continuare una qualsivoglia attività lavorativa che mi consenta di pagare forse l’ultimo dei miei affitti nella nebbiosa ma stranamente accogliente Piacenza (umida e accogliente…la prima metafora che mi viene in mente è una sabbia mobile, umida, accogliente, fredda, stagnante e avvolgente, sono gli a-sociali psicolabili la vedrebbero come un ventre materno…).

    Riprendo il discorso del cattivo numero 1… sul mio blog. *pubblicità*

    …E comunque minimo 7 vittorie di fila (dieci in tutto? non ricordo beeeeneeee…) non sono culo. Se sono culo m’incazzo col distributore di culo, perchè così tanto culo per Tekken 3 con una gnocca bisessuale nerd a casa di due donne carismatiche, invece che in disco, in palestra o alla lotteria?

    (va be, mi rispondo da solo, sono mesi che non vado in disco, anni che non vado in palestra e forse non ho mai giocato seriamente alla lotteria…)

    1. Horton è la versione scazzata di Stagger Lee.
      “Yeah, I’m Stagger Lee and you better get down on your knees
      And suck my dick, because If you don’t you’re gonna be dead”
      Testo.

      Cmq.

      Culo 😛

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