L’Ispanica.

Svuotiamoci il cervello, o passeremo tutto il tempo a pensare in loop alla stessa cosa mentre aggiorniamo ClorofillaShop.

L’Ispanica.
Ragazza ispanica (mavvà?) che lavora come commessa in un negozio in centro famoso per la bellezza delle sue commesse. Prima c’era solo la bionda, prototipo di Barbie da copertina-vetrina monofissata con il proprio aspetto – ove questo è indiscutibilmente da sbavo.
Poi venne l’Ispanica, che invero all’inizio non notai, neanche mentre Betty, al mio fianco quel giorno, le fissava il culo senza sosta (e Betty sarebbe etero; sarebbe; non ci crede neanche lei).
L’Ispanica che qualche tempo fa apparve alla SonnyBono svegliando in me un sorriso da orecchio a orecchio. Ricambiò. (L’Ispanica sorride meravigliosamente.) E mi chiese gentilmente se potevo aiutarla a vestire…
“Il mio ragazzo.”
E mi indicò quest’uomo, che pareva Bruce Willis in miniatura. Stesse proporzioni, stessa faccia, alto quanto me.
E lo odiai vagamente.
Aiutai l’Ispanica e il suo ragazzo che non parla bene italiano con dedizione, mossa dalla professionalità e dai radiosi sorrisi che lei elargiva – e dal culo perfetto, la vita stretta, il collo attira-morsi.
Alla fine, come da norma, l’Ispanica mi ringraziò sollevando le mani quasi volesse prendere le mie e, guardandomi negli occhi, sussurrarmi:
“Grazie.”
(“Sei gentilissima etc etc…”)

L’Ispanica è tornata oggi, sorridendo in modo ancor più meraviglioso, preoccupandosi di ringraziarmi nuovamente e disquisire dei miei capelli e di come stessi bene così e stronzate varie.
Dietro, il suo ragazzo.
Che mi ha sorriso in modo altrettanto confortante e “ti-viene-da-pensare-che-la-vita-è-bella”.
E poi, diciamocelo, il ragazzo-Bruce-Willis non può starmi sul cazzo. Troppo palestrato, per starmi sul cazzo. Troppo con la faccia di quello a cui è rimbalzato troppe volte il cervello nel cranio. Troppo con l’espressione di chi si porta dietro una fortuna fottuta ma si è arreso dal capire come mai se la meriti. Diciamocelo: se non fosse stato il ragazzo dell’Ispanica, mi sarebbe stato da subito simpatico.
Gentilmente mi sono proposta di spostare a pedate i due bambini che saltellavano sul divano nella zona calzature, perché lui doveva provarsi un paio di scarpe. Gentilmente lei ha rifiutato.
L’ho osservata chinarsi e amorevole parlare con i due bambini. Ho osservato lui osservarla, sorridere, interagire a sua volta con i due insopportabili marmocchi urlanti.
(Che poi mi sono sorbita io, cercando di corromperli. “Se vi faccio un disegno fate i buoni?” “Se vi dò questo fate i buoni?” “Su, fate i buoni.” “Bravi, fate i buoni.” E quella troia della loro madre che girava per il negozio. Troia. E quando sono riuscita a farli tacere si sono rimessi a frignare perché non volevano più staccarsi da me. Stupidi bambini.)
… Comunque.
Ho osservato l’Ispanica e Bruce Willis in un piccolo quadretto famigliare. Sarebbe stato credibile, se i due bambini non fossero stati senegalesi e l’Ispanica e Bruce Willis bianchi.
Ho osservato l’Ispanica e ho sorriso. Bruce Willis ha smesso di starmi sul cazzo. Ho osservato qualcosa che non mi appartiene (la situazione, non l’Ispanica) sorridendo distante. Mi ha anche dato la voglia di curare le due pesti frignanti, poi.
Ho osservato qualcosa che non appartiene (per modo di dire, l’Ispanica), e mi sono chiesta se una cosa simile mi apparterrà mai.
Ho guardato lui trovandolo amichevole. Ci piacciono le persone la cui espressione denota che il cervello è rimbalzato troppe volte nel cranio, e l’impressione è che l’Intelligenza sia silenziosa ma profonda. Essenziale. Ho trovato lui umano e familiare e lei vagamente divina e quindi non troppo da rimpiangere.
L’Ispanica.
Può una persona guardarti con l’affetto con cui lei guardava lui, e avere per te quella dedizione, senza che tu prometta rapporti elitari finché morte non vi separi? O almeno per qualche anno?
Può una persona guardarti con quell’affetto, e avere quella dedizione, se non sei capace di osservare tale affetto e tale dedizione in qualcuno pensando che oltre a quella persona dal sorriso radioso, e alle sue spalle, ci sono montagne e montagne di cose che devi conoscere e fare, e vorranno tutto il tuo affetto e la tua dedizione?

Right, rimettiamo i Megadeth e lavoriamo al sito.

2 comments

    1. Dai, se tu l’avessi vista sarebbe peggio.
      Molto peggio.
      Ci sono bellezze che non dimentichi più. Sono la base da cui poi ti capita di dire: “Ecco, mi ricorda quella persona.”

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