Lavori.

A pezzi.
Ma Mister Sonno non si vede neanche a pagarlo.
Breve post, e matematica. Jaja. OpOp!
(Musica da rave trance nelle orecchie non aiuta ad assopirsi, c’è da dire.)

Sentendosi bianchi, ci si trova al telefono con weir_wanderer che mi fa notare che il bianco è un colore importante: è il colore delle lenzuola.
Gli sottopongo il mio caso: le mie lenzuola sono rosa o blu.
Mi dice che allora potrei sceglierle nere.
Puntualizzo che in tal caso sarei propensa a lenzuola in seta.
Etc etc…

Sei ore in negozio a cartellinare ogni fottuto capo causa passaggio al 70% da farsi entro la serata. Dalle 16:00 alle 22:00. Con le invasioni barbariche, orde umane pronte a lanciarsi su qualsiasi merda sia al 70%. Metà clientela richiede gran pazienza, in quanto l’italiano poco lo sa e ancor meno lo capisce, quindi: scandire e ripetere ogni fottuta e semplice frase. (Per fortuna devo esplicare dove si trovano indumenti e non chi è Dio: mi suiciderei.)
Ma l’interazione con persone – bambini strillanti a parte – in verità ci piace-e-basta. Anche con i peggiori soggetti, che paiono mostri da videogame creati apposta per fungere da nemico a fine livello. Giuro, mi piace veramente avere a che fare con ogni tipologia umana. Beh, adoro essere adorata per aver fatto stronzate e gentilezze gratuite. Per aver semplificato a qualcuno la vita per cinque minuti. Per aver dimostrato a qualcun altro che una commessa può metterti a tuo agio e non fissarti critica gli abiti che indossi, valutando la tua taglia. Per essere andata oltre alle difficoltà linguistiche comprendendo i desideri del cliente. Per aver trattato un senegalese-oddio-sono-in-un-negozio-borghese-in-una-città-razzista come il più esigente cliente doppio-petto-voglio-la-manica-che-faccia-sporgere-la-camicia-di-un-centimetro-come-da-Regola. Per aver sorriso candida alle avance di un cliente laido (non si aspettano che tu sorrida come la più candida infermierina-che-tutto-fa-ma-a-te-non-la-dà.) Tirare le giacche sulla schiena dei clienti per capire se stanno loro larghe. “Scusa, posso?”, manine amorevoli ed esperte come quelle di una sarta (AH-AH!… non so mettere un bottone) ad alzare braccia per domandare se il capo sia comodo. Simpatia e intesa con la ragazza che deve regalare qualcosa al suo lui e non sa quale sia la taglia media maschile. Accorta e puntigliosa precisione con la signora di mezz’età con cui meditare su come customizzare la maglietta addosso al nipote.
Sono meravigliosi.
Desideri facili, sono pagata per sorridere. So cosa devo fare, devo solo farlo.
Jeans aderenti, cintura altezza ossa del bacino, tacco bianco. La parte mi riesce così bene che la capa si è accorta che il mio avambraccio sinistro è cosparso di cicatrici solo dopo due mesi in mezze maniche della divisa.
La parte mi riesce così bene che quella che sopporta tutti i clienti sono io. (AH-AH!) Quella a cui non vengono attacchi isterici. Quella che alla fine ride anche del più petulante bambino con incapace madre al seguito. Quella che serve la categoria nord-africano-voglio-essere-fastidioso-perché-mi-vuoi-così. Quella che non sbotta mai sgarbata.
Quella che durante il turno va al Bennet a fare la spesa per le altre; quella che va a prendere la caffetteria e torna zampettante con vassoio sollevato fieramente.

C’è qualcosa di immensamente liberatorio nell’essere pagati per fare un tot di cose e non di più. Un di più sarebbe solo di fastidio, metterebbe solo a disagio: è da evitare.
Sei ore tra le più devastanti mai provate fino ad oggi e non avevo vere lamentele. Mi sono lamentata un po’ per condivisione con la collega stremata. L’unica postilla è che – poi – devo tornare a casa e devo fare tutte quelle cose per cui non sono pagata e che non sono richieste.
Quelle complicanti.
Cagacazzo.
A volte pedanti.
Esaustive.
Quelle che non mi paga nessuno e per cui chiedere il triplo di quello con cui vengo pagata alla Sonny Bono. (Il triplo come minimo.)
Insomma, voglio essere pagata per continuare a esaurirmi il cervello imparando.
Voglio essere pagata per migliorare.
Pensate a quanto sarebbe bello un mondo in cui tutti sono pagati per migliorare se stessi.
Pensate al fatto che potrebbe non essere un’ipotesi, magari.

(Ah, gioco anche con i bambini.
Mi adorano, i bambini.
Mi guardano di nascosto e mi sorridono, e se sorridono ridono e corrono felici.
AH-AH!… Stupidi bambini.)

12 comments

  1. ti invidio…cioè anche io amo quando le signore non sanno più come ringraziarmi per l’aiuto. In questo caso non me la prendo nemmeno quando mi accorgo che per una mise ho tirato fuori mezzo negozio se non 3/4.
    Il fastidio mi arriva dai bambini >.< e le acide donne di varie razze, età, colori, e astinenza sessuale.
    In quel caso mi rifugio in magazzino ed iniizo a taccheggiare. Taccheggiare è per me qualcosa di rilassante.
    Non saprei far come te. Ti invidio.

    1. C’è un che di perverso nel mio voler vendere mezzo negozio particolarmente a chi rompe i coglioni.
      Tipo il classico cliente che arriva e dice:
      “Mi fai vedere un maglione?”
      “Preferenze di colore?”
      “No.”
      “Stretto o largo?”
      “Boh.”
      “Questo?”
      “No… Qualcosa di meno… Beh, è orribile.”
      “Mmm… Vediamo se riesco a trovare qualcosa… Questo?”
      “No, per favore!”
      “Ok, allora proviamo con… questo può piacerti?”
      Etc etc…
      Sai la soddisfazione di vendere una camicia porpora rigata con annesso maglioncino rosa aderente a un ragazzo timorato medio-borghese che veste solo beige e blu? :9

      [Il fastidio mi arriva dai bambini >.< e le acide donne di varie razze, età, colori, e astinenza sessuale.]
      XD

      [In quel caso mi rifugio in magazzino ed iniizo a taccheggiare. Taccheggiare è per me qualcosa di rilassante. ]
      È vero: è zen. Come ogni questo ripetitivo.
      (Anche arrotolare le cravatte e disporle per colore è zen XD)

      C'è da dire che non servo donne… Con i complessi maschili sul fisico ho una certa navigata abitudine, quelli femminili non so se li sopporterei… O_o

      1. mi hai incuriosito: sentiamo, quali sarebbero i complessi maschili sul fisico?

        [(Ah, gioco anche con i bambini.
        Mi adorano, i bambini.
        Mi guardano di nascosto e mi sorridono, e se sorridono ridono e corrono felici.
        AH-AH!… Stupidi bambini.)]
        G-U-L-P-!
        non so perché, ma sa troppo di sceneggiatura horror :S

        1. [mi hai incuriosito: sentiamo, quali sarebbero i complessi maschili sul fisico?]
          Pancetta, perlopiù.
          E che cose troppo aderenti siano da checca.
          O avere le spalle strette.
          O il culo troppo in vista.

  2. Sna, se può servirti sappi che hai tutta la mia più profonda comprensione.

    [Pancetta, perlopiù.
    E che cose troppo aderenti siano da checca.
    O avere le spalle strette.
    O il culo troppo in vista.]
    Stai dimenticando il complesso del pacco invisibile! ^^
    So di un tipo che ci metteva l’imbottitura delle spalline, sull’inguine.
    Come dice Panariello: “si vede il marsupio?” ^_^

    1. Avrò anche una persona in più che si sbatte per trovarsi un lavoro che le permetta di migliorarsi? 🙂

      [Stai dimenticando il complesso del pacco invisibile! ^^]
      Abbiamo pantaloni così aderenti che a qualcuno stanno stretti *lì*. O_o

      1. [Avrò anche una persona in più che si sbatte per trovarsi un lavoro che le permetta di migliorarsi? :)]

        Beh io mi sto sbattendo parechio per trovare un lavoro che mi permetta di migliorami – e fare un bel po’ di soldi.
        A mio parere, se ci si focalizza e ci si pone uno scopo, si arriva, punto e fine.
        Un ruolo importante può giocarlo la determinazione e la volontà, per fortuna non mi mancano – mi spavento talvolta per quanto sono ferrea nel mio perseguire obiettivi – e non mancano nemmeno a te.

        Ti dirò, dopo aver provato a fare il lavoro che mi piace e intendo fare per tutta la vita, non riesco più nemmeno a pensare di fare un lavoro che non mi permetta di ragionare e migliorarmi…. :/

        1. Ma tu sei ineccepibile, Cam.
          Il tuo unico problema è che sei un’individualista del cazzo. 😛 (Che poi non è tuo, questo problema.)

      2. [Abbiamo pantaloni così aderenti che a qualcuno stanno stretti *lì*. O_o]

        Anfatti.
        Questo è IL problema della moda attillata: è propedeutica alla sterilità.
        D’altro canto, un buon stratega che si rispetti, non infliggerebbe mai inutili pene alle sue armate. In tempo di pace poi, tutto ciò è assurdo.

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