Frammenti.

Mirtilli dal Piemonte e corpo assolato da giornata al lago.
Nelle orecchie il ricordo di alcuni pezzi che WarEmp mi ha suonato ieri sera.
Fa piacere sapere di conoscere tali, naturali, talenti.
Nella memoria parole di Camilla lasciate su MSN – su quanto avesse voglia di vedermi, sull’idea di noi due su un letto e sigarette ed escludere il mondo. Serve, a volte.
Ci pensavo, oggi, con la testa sulle gambe di Joglara; la mente focalizzata sull’incessante succedersi di pensieri a sfondo sessuale, e null’altro.
Non è male, non avere null’altro in testa.
Passa in secondo piano anche il fatto che il sesso non lo stai facendo, ma ipotizzando. I pensieri acquisiscono la consistenza della carne soda, liscia; le domande della carne non sono mai tragiche. Dammi le tue cosce, Jog, che vado in modalità stand-by.
Sna che parla a Jog di una certa nostalgia di un corpo con cui prendere familiarità. Discussioni sui rapporti umani. Jog che dice che Sna è fatta in quel modo che le permetterebbe di familiarizzare con un corpo ignorando la persona. Sna risponde caustica sull’accettabilità di ciò. Jog la finto-rimprovera, dicendole che Sna dà risposte degne di una Sna di tre anni fa.
Sna dice che, e capisce che, c’è una piccola differenza: tre anni fa avrebbe avuto intento di ferire l’altrui persona; ora non vuole ferire nessuno; solo che, a volte, non ha voglia di pensare al bene del prossimo.
Essere attratti da persone che non riescono – pur magari volendo – darti fiducia non è male, dice Sna. Riporre fiducia rende labili. Feribili. Mortificabili. Sna che parla di grossi e muscolosi omoni senza altro scopo nella vita che scopare e farsi scopare – sono rassicuranti, gli scimmioni muscolosi, dice Sna – danno l’idea che non puoi fare loro del male.
Jog blatera incomprensibile su triangoli delle Bermuda di Dio.
“Eh?” chiede Sna, che non capisce.
Jog parla di posti in cui, non si sa il perché, ciò che vi passa viene inghiottito.
Jog dice di come la fiducia altrui sia per Sna complicata perché non le fa avere tutto sotto controllo.
Perché se una persona ha fiducia in te, dice Jog, ti mette in mano responsabilità senza che tu abbia chiesto niente.

Pomeriggio seduta davanti a un lago che non ha più spiagge libere.
(Troppe. Persone.)
Pomeriggio con due viaggi in macchina, andata e ritorno, a pensare che questi luoghi sono in qualche modo splendidi. A pensare che ogni luogo è splendido. A pensare a luoghi. A pensare. E lanciare sassi sulla superficie d’acqua per farli rimbalzare. Gare a chi lancia più lontano, letture di Dickens ironiche, Donna Medicina che si offre di aiutare quattro anziani alle prese con la propria imbarcazione da portare a riva, Donna Medicina che dice a Sna di mettersi le ciabatte, e dai, aiutali. (Perché io?) (Ce lo siamo domandati; non lo sappiamo; non importa, ci fa piacere di essere stati noi a essere chiamati in causa.)
In auto in galleria a fissare il serpente di luci sul soffitto. Pensieri amari e stritolanti, e pensare come si sarà quando non ci si sentirà né amari né stritolati.

Stanchezza da dopo-sole, divano. Seicento pagine da studiare per un test. Non sapere abbastanza. Il sonno, tentare di dormire, svegliarsi.
Essere qui, e dirsi che si deve dedicare qualche pagina al LJ.

6 comments

  1. Sna, anche tu al lago ieri!
    Dev’essersi verificata qualche arcana congiunzione astrale, conosco almento quattro persone che hanno passato la domenica in 4 laghi diversi, sparsi per l’Italia torrida e sonnolenta. Me compresa.^^
    Sto smaltendo i postumi di una razzata storica, ho le ginocchia ustionate e la schiena abbrustolita come una cotoletta.
    Ogni anno la stessa storia, non imparerò mai un cazzo!^^
    Hai mica letto la mail che ti ho spedito?

  2. Io ci ho provato a fare il bagno nel lago una volta e l’ho trovato orrido… mi ha fatto senso. Non è cattiveria, ma sono troppo “snobbisticamente” abituata (e legata) al mare per potermi accontentare di una pozza fangosa. ^^’

    1. L’infanzia l’ho fatta a bagni al mare, pur abitando sul lago.
      Li trovo fondamentalmente diversi, e amo entrambi.

      Il mare è un distesa tendente allo sconfinato, spiagge di accomodante sabbia che gradualmente scende. Onde, poi. Ah, le onde…! Amo il mare a bandiera rossa 😛

      Il lago è più fermo. L’acqua scorre ma impercettibilmente, ed è in qualche modo più “pesante”.
      Poi: il lago, qui, è un’incognita. Fai un metro e puoi sprofondare perché il fondale precipita, e tre metri dopo può esserci un letale mulinello. Paradossalmente, in qualche modo, il lago è molto più minaccioso per chi vi fa un semplice bagno. Ma al contempo è rassicurante, pozza circoscritta.

  3. ***il lago è molto più minaccioso per chi vi fa un semplice bagno. Ma al contempo è rassicurante, pozza circoscritta.***

    Il punto è proprio questo: sono insofferente alle pozze circoscritte, le detesto.
    Per dirtene una: il picco di serenità è stato domenica mattina, ore otto meno un quarto (o giù di lì), alzare lo sguardo e vedere cielo e mare dello stesso identico colore.

    Tutto lo stesso celeste-grigio, ed io nel mezzo.

    Ah, e un paio di rondini che sfrecciavano sul filo dell’acqua (proprio sul filo… del tipo che bastava sbagliassero di un millimetro ed erano giù).

    Tutto, tutto identico.

    È stata una sensazione stranissima, ma molto, molto bella.

    Capisci perché l’idea di pozza circoscritta mi sa di claustrofobia?

    È una cosa mia, ne convengo (ma sono strana, lo so), ma davvero non posso farci nulla. Se mi metto a parlare (scrivere) di mare non la finisco più. ^^’

    Perdona l’intrusione.

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