WuMing & discorrendo…

Un solitario sarà sobrio, pio, porterà un cilicio; ebbene, egli sarà santo; ma io non lo chiamerò virtuoso che quando avrà compiuto qualche atto di virtù da cui gli altri uomini avranno tratto beneficio. Fintanto che è solo, non agisce né bene né male; per noi non è niente.

Voltaire, Dizionario filosofico.

Citazione introduttiva a Manituana, ultimo libro (uno di tre) di Wu Ming.
Preso oggi, correndo per averlo tra le mani, perché…


Oggi ero un po’ depressa.
Sono passati dieci minuti.
Ho contattato eredhikr, esponendole tutta la mia depressione (venti secondi di esposizione).
Eredhikr, dal nulla, ha detto:

“Ci sono cose che non si possono comprare. Per tutto il resto, c’è Serge.”

Nel frattempo, g_pz mi aveva passato (non sapendo l’avessi già sentita), dal nulla, una canzone su Q, fatta da sconosciuto gruppo italiano.

Canzone del capitano Gert

In quel momento, la canzone recitava…

Ho brindato con la daga

All’epopea dei nuovi santi

Un profeta fornaio

Un poeta pappone (<— Jan di Leida)

A ripulire il Tempio

Dai mercanti in confessione

… E questo accavallarsi di cose, questo coincidere di due magnaccia – Serge e Bockelson – mi ha risollevato l’umore.
Sono stupida, eh?
Però mi ha risollevato l’umore.
Grazie Joglara, grazie Jeep.
… E poi sono corsa a comprare Manituana.


Ci rendiamo conto che la canzone sia la tipica canzone da ritrovo bonario comunista, vino aspro e camicie a quadri.
Ma il testo è, a tratti, spettacolare. Ed è anche un riassunto di Q.

Nella piana a Frankenhausen

Nel massacro degli eletti

Sotto ai colpi di Lutero

Ho battezzato i contadini

Con il fango e con la falce

Ho imparato la rivolta

Nei solchi delle loro facce

Era il tempo in cui il Maestro

Incendiava chiese e altari

Di chi ha tradito dio e gli oppressi

Lavandosi le mani

Quello che devo fare

Quello che devo fare

Accettare la sconfitta

E mettermi a scappare

Quello che devo fare

Quello che devo fare

Coltivare la vendetta

Negli occhi di chi ha sete e ha fame

Braccato senza tempo

Dalla Santa Inquisizione

Ho ritrovato dentro a un pozzo

La follia della ragione

Nei bordelli dell’impero

Nelle locande straboccanti

Ho brindato con la daga

All’epopea dei nuovi santi

Un profeta fornaio

Un poeta pappone

A ripulire il Tempio

Dai mercanti in confessione

Quello che devo fare

Quello che devo fare

Rivestire la mantella

E cominciare a camminare

Quello che devo fare

Quello che devo fare

Rimboccare la bisaccia

Di ferro, piombo e rame

Ma seminare la gramigna

In una terra concimata

Può portare a fioritura

Una rosa avvelenata

E se il frutto dell’orrore

È annaffiato con premura

Il raccolto di cancrena

È cosa assai sicura

Re Davide scortato

Dagli unti e dai bambini

A partorire il suo delirio

Tra le braccia dei becchini

Quello che devo fare

Quello che devo fare

Sputare su ogni scettro

Il groviglio del mio errare

Quello che devo fare

Quello che devo fare

Annusare senza tregua

Chi ha tradito come un cane

La mia memoria, la mia sacca

Solamente han conservato

Quattro lettere ingiallite

Sopra a un nome camuffato

Ma il sapore della rogna

E l’odore della merda

Basteranno per guidarmi

Dritto dritto alla tua reggia

Ho fottuto banchieri

Raggirato i loro affari

Per finire ad aspettarti

Tra le spezie ed i canali

Quello che devo fare

Quello che devo fare

Imbastire coi giudei

Una trama colossale

Quello che devo fare

Quello che devo fare

Portare il vaticano

Tra i tedeschi e le puttane

Venezia che galleggia

Sulla punta di un diamante

Venezia che mi accoglie

Senza far troppe domande

Con Demetra al Caratello

E il “Beneficio” nella mano

Ho cambiato le mie vesti

Con quelle di Tiziano

Ti ho attirato nella gabbia

Come un topo col formaggio

Per vedere com’è fatta

La faccia di un vigliacco

Quello che devo fare

Quello che devo fare

Assistere alla fine

Di una storia trentennale

Quello che devo fare

Quello che devo fare

Toglierti il cappuccio

E iniziare a ricordare…

Ripercorro nella nebbia

L’esistenza di un perdente

Tra i morti dietro a un sogno

E le spine del presente

Due vecchi, due racconti

Scritti sullo stesso muro:

Io non sono uguale a te

Non ho servito mai nessuno

Agli occhi dei potenti

E degli sbirri al loro soldo

Son tra quelli che han sfidato

L’ordine del mondo

Quello che devo fare

Quello che devo fare

Ridere di voi

E solcare ancora il mare

Nella bonaccia di chi attende

Di scagliare un’altra pietra

Possano i miei giorni

Trascorrer senza meta

… Tra l’altro, questa mi ricorda un’altra canzone.

50 years drunk at sea
di _earthshine_

Oh, the sea.
It calls everlasting redemption.
Oh, it’s wanting my soul for it’s own…
.

(Insomma, dal tavernello siamo passati al bourbon.)

16 comments

    1. Nota tecnica: per rispondere al singolo reply e non al post, clicka su “Rispondi” sotto al reply.

      [Il gruppo WU Ming rappresentano una realtà viva?! :)]
      Nel senso…?

      [Nel bigotto panorama intellettuale italiano sembrano essere i più creativi e originali. A loro va tutta la mia ammirazione.]
      Anche la mia.
      Non fosse che non condivido appieno il manifesto de I quindici, avrei cercato di entrare in contatto.

  1. Manituana un libro e nulla più?

    aristofane sembra aver colto il nodo del discorso: i wu-minghi sono una realtà viva nel panorama intellettuale italiano. I cinque simpaticoni, quasi fossero stati colti da sindrome Tarantinesca:

    1) resuscitano esplorazioni letterarie dimenticate nell’oblio: i libri game (r)esistono ancora

    Una decina di giorni dopo l’uscita di Manituana in libreria (20 marzo 2007), il sito dedicato al libro ovvero manituana.com si sdoppierà in due livelli. Il livello-base è espressamente rivolto a chi non ha ancora letto il libro. Niente “spoiler”, niente eccesso di anticipazione, nessuna sorpresa rovinata. Il secondo livello sarà accessibile con una password che si evincerà dalla trama del romanzo, e accoglierà chi avrà già terminato la lettura. Non un livello di mero “approfondimento”, bensì un tentativo di espandere l’universo del libro, arricchire l’esperienza di chi vi si è addentrato (e vuole proseguirne l’esplorazione), far incontrare autori e lettori in un modo non banale. Più luoghi, più testi, più immagini, più suoni, più link, domande e risposte, progetti transmediali. *
    Comunicare col pubblico in tutti i modi è una fatica d’amore. (Charles Dickens)

    2) espandono il concetto (e la fruizione) di audiolibro: con L’obiettivo di innalzare la colonna sonora (le colonne sonore) del romanzo. *
    Un approccio di questo tipo era necessario per spezzare la squallida equazione:
    audiolibro = succedano di narrazione fiabesca parentale.
    La ost attuale la trovate all’indirizzo: http://www.casasonica.it/casasonica_wuming.html

    [* manituana.com]

    detto questo, Cherchez la femme 😛

    1. Re: Manituana un libro e nulla più?

      :O

      Ero rimasta alla sezione del sito “riservata a”.

      (Ma l’hai letto, cucciolo?)

      (Sono cresciuta a libro-game *_* Lupo Solitario *_*)

      1. Re: Manituana un libro e nulla più?

        ehm … non ancora…
        mi state sommergendo di “originals” *fischietta innocentemente*

        lupo solitario *.*

        io avevo uno ciu dinociauli ^_^

        1. Re: Manituana un libro e nulla più?

          [ehm … non ancora…
          mi state sommergendo di “originals” *fischietta innocentemente*]
          Ahhh, il gergo da slasher…

          [lupo solitario *.*]
          È stato molti di noi. *__*

          [io avevo uno ciu dinociauli ^_^]
          Eh? O_o

  2. (sono in ritardo, ammaccato per la barriera…)

    Sono stupida, eh?
    Però mi ha risollevato l’umore.

    E questa è la cosa importante. Negli anni recenti, ho venuto a credere che — se no faccia male nessuno — dovremmo fare le cose che ci aiutano.

    (Credo che quella frase sia un casino, ma spero che tu capisca.)

    Insomma, dal tavernello siamo passati al bourbon.

    Mi piace quella immagine. Forse solamente insieme possiamo sopportare nostri carichi… 🙂

    1. Re: (sono in ritardo, ammaccato per la barriera…)

      [(sono in ritardo, ammaccato per la barriera…) ]
      Me la dici in inglese? 🙂

      [E questa è la cosa importante. Negli anni recenti, ho venuto a credere che — se no faccia male nessuno — dovremmo fare le cose che ci aiutano.]
      È questa la cosa importante. Negli ultimi anni, ho finito col credere che – se non facciamo male a nessuno – dovremmo fare le cose che possono aiutarci.

      Sottoscrivo.
      Stare bene è un dovere, non un diritto. 😛

      [Mi piace quella immagine. Forse solamente insieme possiamo sopportare nostri carichi… :)]
      Forse gli amici servono a questo.
      Forse le persone servono a questo.
      Ma forse sono le stesse persone le responsabili dei carichi.
      Insomma, è un circolo vizioso. 😛

        1. Re: (sono in ritardo, ammaccato per la barriera…)

          Mon dieu, cucciolo, se parli come un bambino poi non lamentarti se non ti capisco.
          Almeno parla come un bambino cerebroleso.

      1. Re: (sono in ritardo, ammaccato per la barriera…)

        Me la dici in inglese?

        Sì: “I am late, bruised by the [language] barrier…” 🙂

        Stare bene è un dovere, non un diritto.

        Mi piace.

        … Insomma, è un circolo vizioso.

        Davvero… ma penso che il mondo — con queste persone o no — metterà i carichi su noi. 🙂

        (…e spero che io sia una persona che aiutarti.)

        1. Re: (sono in ritardo, ammaccato per la barriera…)

          [Sì: “I am late, bruised by the [language] barrier…” :)]
          Modo di dire non traducibile, ecco perché 😛
          Si può dire…
          “Ostacolato dalla barriera linguistica.”

          [(…e spero che io sia una persona che aiutarti.)]
          Tu sei una persona che mi piace, e non c’è modo migliore di aiutare. È stimolante trovare persone che ci piacciono. 🙂

        2. Re: (sono in ritardo, ammaccato per la barriera…)

          “Ostacolato dalla barriera linguistica.”

          OK, lo capisco. “Obstructed from the barrier…” Grazie.

          È stimolante trovare persone che ci piacciono.

          Sono d’accordo. Sono fortunato avere molti vecchi amici cari, ma è sempre rinvigorente trovare i nuovi.

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