Citando…

… Inutile, in questi giorni i miei ritmi poggiano sulle fragili basi della relatività.
4.19 del mattino e una manciata di secondi.
E domani pomeriggio dovrei essere sveglia e reattiva per vedere due amiche.
(Che convincerò a venire qui. Voglia di uscire lasciando a casa le due bestie da sole è tendente allo zero esponenziale – cioè, nel tempo, sempre zero rimane.)

Alle 4.20 del mattino e una manciata di secondi vi voglio riportare una breve parte della Terza Prova per il Seme Rulez che sto facendo a kusobaba.
Prassi e accortezza vorrebbero io chiedessi prima a lei il permesso, ma mi appellerò al lato paraculo del Seme Rulez:

Le chattate prova sono eligibili alla pubblica fruizione ad insindacabile giudizio dei membri esaminatori – fermo restando un esplicito diniego del candidato, che dovrà essere espresso preventivamente.

(E pensare che una nuova arrivata ha detto che il Triskell è un forum serio. Certo. Insindacabile giudizio. Serissimo.)

E quindi, Kuso non me ne vorrà…

“Fino a che punto hai deciso di provare?” La domanda è un soffio roco su carne rossa e tumida, su un desiderio ancora non esaudito. “Fin dove?” Un dove inteso in senso fisico, carnale, intimo, ma anche recitativo, ma anche troppe cose per poterle far stare tutte in uno sguardo di un azzurro profondo.

… Giusto per farle sapere che è stato a questo punto, in questo preciso istante, che mi sono sentita immensamente onorata del fatto che una persona che sa scrivere così sia venuta a bussare alle porte del Seme Rulez.
Mi hai dato un brivido, Kuso.
Io e te ci conosciamo e non ci conosciamo – insomma, ci conosciamo in un modo assai strano, ossia per pochissimi contatti avvenuti metà e più dei quali molto profondi e personali – l’altra metà tramite commenti di racconti.
Non so quanto fosse chiaro, alla fine della chattata, il mio esprimerti quanto io sia felice di scrivere con te.
Non so quanto fosse chiaro perché un po’ tutti si sciolgono in elogi e faccine estasiate, più o meno volgarità rafforzative, e via dicendo.
Non so quanto fosse chiaro infine perché sono io e io non sono credibile.
Ma spero ti sia chiaro ora.

… E sulle note della poca chiarezza della sottoscritta, vorrei nominare cauchemar_73, che l’altra sera mi ha colto veramente alla sprovvista.
È stato dopo, solo dopo, quando la notte è passata e il giorno dopo mi sono svegliata, che mi è salita una certa calda sensazione al cuore.
Quel che mi è rimasto particolarmente impresso è stato il sentirmi percepita. Insomma, come dire… mica cazzi. Ho perso la speranza di essere compresa genuinamente. Non sono una persona genuina, nah. E più si va avanti più la situazione peggiora – per meri motivi di… vita, ecco, quella che si sceglie di arrivare a stringere tra le mani mentre la Vita ti fa vivere.
Non sono per un cazzo genuina, e non mi aspetto quindi fiducia o cuori aperti.
I doni non attesi sono i più graditi.

Citiamo ashuchan, a cui tengo. Una di quelle personcine per cui mando a fare in culo la sacra regola “ma fatti i cazzi tuoi” (il “ma” a inizio frase è fondamentale), rischiando di essere mandata a fare in culo – ma tant’è, e anche mi mandasse a fare in culo, ciò che conta è che sia sempre più pienamente stessa.
Ci teniamo, Ashu.
Che tu sia sempre più te stessa.
Perché te stessa, in te, equivale a qualcosa di speciale.
Ogni persona è speciale, sì, lo sappiamo – e sappiamo che si erge sempre chi ci sta simpatico.
Vorrei ergerti perché credo potresti insegnare tante cose a tante persone.
Anche a me.

Un’altra, piccola piccola, citazione a 2_6midsummer, che nel nostro scambio di PM ha tra le altre cose scritto il passaggio:

C’è sangue? C’è qualche fascinoso bastardo prevaricatore?

E voi direte: «E allora?»
E io vi dirò: «Un attimo di pazienza e vi spiego, cazzo!»

Leggendo quella parte, grazie all’incredibile capacità riassuntiva da lei dimostrata nel coniare tali parole, mi sono resa conto che ha riassunto nel tempo di un secondo di lettura il perfetto esatto cliché in cui devo essermi scontrata tot anni fa, e che devo aver eletto a idolo personale.
(Noi siamo esserini che si immedesimano, quindi gli idoli sono la proiezione futura di noi. Imparate, imparate.)
Da che ho letto quelle parole, la mia mente è andata in loop alla ricerca dell’origine del male. Ovviamente, non la ricordo, non ricordo l’esatto momento in cui si è stagliata dinnanzi ai miei occhi questa chiara immagine, ma riflettere male non fa.
(Neanche dormire, a dirla tutta. Cazzo.)

Passiamo poi a brynhyld, sulle note di Iris dei Goo Goo Dools. È lei che mi ha fatto riscoprire questa canzone, con lei vi ho scritto una fic, e mi sono commossa, e ho pianto e mi sono sentita felice.
Lei che ha creato uno stupendo personaggio di gringoiriana estrazione.
Un sornione Artois, grazie a cui, leggendo, mi sono sentita meno sola.

Non può non mercanteggiare.
È un gitano.
Sangue.
È nel sangue.
Sesso, soldi e musica.
Null’altro conta.

… Non prendetemi alla lettera prendendo alla lettera il pezzo. Sono priva di senso del ritmo e considero i soldi un mezzo. Giusto il sesso si salva.
È lo spirito, quello spirito vagabondo e con un sorriso stampato folgorante tipico di alcuni personaggi di Bryn. È la vita che ha dentro, voglio dire.
E voglio dirle che ci tengo che la faccia diventare anche realtà.
È ingiusto far godere gli altri di ciò che la nostra mente concepisce e non goderne noi mettendolo in atto, senza pudore in ogni sfumatura ci sovvenga.

Penso sia (insindacabile) dovere di chiunque sfondarsi di piacere e autocompiacimento.
Lo penso perché penso che solo quando ti sei dimostrato che puoi avere ciò che desideri, come lo desideri e anche più, che puoi smetterla con il frenetico giochetto di darti scosse di piacere, smetterla con la frenetica ricerca di approvazioni; smetterla, e cominciare a fare cose all’esterno di te.
Penso sia (insindacabile) dovere di chiunque fare quante più immani stronzate – e che siano fatte appena possibile, così l’effetto non sarà devastante per i terzi coinvolti.
Cerco sempre di fare qualche stronzata, per mantenermi in allenamento.
Sia mai ch’io possa convincermi di essere una persona che non ha nulla da imparare.
(O peggio una persona che guardandosi allo specchio si annoia. ARGH! Nonono, sarebbe assolutamente intollerabile…)

(… Cioè. Questo post non ha un tono saccente. Di più.)

(Poi un giorno quelli che tra voi si dicono felici di conoscermi mi spiegheranno come diavolo fanno a essere felici di una persona narcisista e arrogante e megalomane e metteteciunepitetoesageratoascelta quale quella che io sono. Giuro, io non ce la farei. Non prima di aver assestato i ranghi con un qualcosa di esemplare che mostri mortificabile la coda di pavone così gloriosamente esposta.)

(Anche nel chiederlo riesco a essere saccente, ma è allucinante! Sono prigioniera di me stessa! T_T )

(Sì, sì, dormo. Dormo.)

Ah, un’ultima aggiunta. A florachan, che quasi mai cito perché così raramente sento. E che mi piacerebbe sentire per una lunga chiaccherata al telefono, uno di questi giorni. Perché lo scrivo anziché farlo? Perché sono le 5.19 del mattino, ovviamente. E ovviamente mi sovviene sempre in orari simili…

7 comments

  1. btrava DORMIIIII :-))) condivido molto del tuo post …ma prima o pi bissogna provare a mettere da parte le stronzate e dire ok ora sono pronto/a e “matura”se mi passi il termine,sbagliare aiuta sempre ma sempre si sarà un pò stronzi e si sbaglierà anche senza volerlo ! riguardo te in ogni persona ci sonolati che l’interessato stesso fatica a scorgere…secondo me tu non sei poi cosi male …ps : anche io vivo sempre meno le feste di qualunque genere esse siano…consolati è l’età e il disincanto un giorno torneremo a viverle nel giusto modo… baci ^_^ beyond

    1. [ma prima o pi bissogna provare a mettere da parte le stronzate e dire ok ora sono pronto/a e “matura”se mi passi il termine,sbagliare aiuta sempre ma sempre si sarà un pò stronzi e si sbaglierà anche senza volerlo !]
      Il punto è che secondo me si smette di sbagliare facendo errori.
      È secondo me errato il decidere arbitrariamente “da qui in poi non posso più fare errori di questo tipo perché non si confà…”, perché ci toglie esperienza.
      Quell’esperienza necessaria a far sì che più una persona acquisisca anni, meno folli e cieche siano le cazzate che fa.

      [anche io vivo sempre meno le feste di qualunque genere esse siano…consolati è l’età e il disincanto un giorno torneremo a viverle nel giusto modo…]
      Per vivere certe feste nel giusto modo dovrei farmi cattolica. 😛 Al momento non lo sono, ma rispetto profondamente la fede, motivo per cui – se ho voglia di festeggiare (e lo faccio) – non mi appello a feste non della mia cultura. Sarebbe un gioco, un inganno, un furto. Una messinscena. 🙂

  2. Kuso non te ne vuole affatto, anzi.
    E fa un po’ fatica a replicare in maniera coerente (il che avviene sempre,cosa che la fa risultare apparentemente fredda, quasi ingrata, ma che in realtà sta solo metabolizzando).
    Diciamo che…
    all’epoca bussai per fare un’esperienza nuova (scrivere a quattro mani), e per mettermi alla prova, vedere dove potevo arrivare rapportandomi con chi sapeva scrivere a livelli così buoni.
    Il che include ovviamente anche il fatto che ritenevo la storia delle tre prove d’accesso estremamente divertente.
    Diciamo anche che se avessi fatto la terza prova all’epoca sarebbe stata molto diversa, perché l’avrei vissuta in maniera molto più “istituzionale”.
    Aggiungiamo, per dovere di onestà, che se un annetto fa creai Eric in modo che risultasse “un certo tipo di seme fondato su un certo tipo di principi” oggi lo sto muovendo in maniera del tutto istintiva, e senza riflettere troppo sul ruolo che dovrebbe non solo rivestire, ma incarnare in pieno.
    Eric agisce perché è così che immagino la sua testa, e nutro il sospetto che non ci stia capendo nulla di quello che gli sta accadendo intorno.
    Confessiamo spudoratamente che non ero affatto convinta di quella frase, perché il sonno si faceva sentire, e qui chiudiamo la delirante parentesi per tornare al punto di partenza.
    Il concetto mi è chiaro, ieri notte lo era all’80% magari, ora lo è del tutto.
    Solo che non riesco a far capire io quanto tutto ciò sia importante per me (ti ricordi che in un post del mio lj feci cenno ad un’amicizia che avevo rischiato di perdere? La prima crepa si formò proprio per colpa di questo), quanto sia stupita ed imbarazzata.
    Davvero, grazie, mi sembra sempre di fare poco (e dire che quando parlo così Silvia mi urla sempre improperi dietro…).

    1. [Solo che non riesco a far capire io quanto tutto ciò sia importante per me (ti ricordi che in un post del mio lj feci cenno ad un’amicizia che avevo rischiato di perdere? La prima crepa si formò proprio per colpa di questo), quanto sia stupita ed imbarazzata.]
      Sono la prima a incespicare, e a temere fraintendimenti.
      Ieri sera ti ho detto che non ti avrei mollata tanto facilmente.
      Userò questo tempo, oltre che per godere delle chattate e dell’ottima scrittura, anche per capire il tuo stupore e il tuo imbarazzo, che non comprendo.

      1. L’imbarazzo è la mia reazione standard per qualsivoglia tipo di complimento, lo stupore è riferito alle parole del post, non pensavo di aver scritto qualcosa che potesse aver colpito al punto di meritare una citazione.;)

        1. Non dovevi pensarci tu, ma io. 😉
          Ho deciso dopo di citarti, al momento, semplicemente, quella parte mi ha fatto fermare e riflettere.
          Citerei tutto, perché sei una giallista e il buon prodotto si crea nella totalità.
          Lo citerò, appena la Terza Prova sarà esaminata, corretta, postata.

  3. E che mi piacerebbe sentire per una lunga chiaccherata al telefono, uno di questi giorni.

    Farebbe piacere anche a me. Le pause che scandiscono gli interstizi silenziosi tra i nostri contatti mi appaiono sempre più brevi di quanto in realtà non lo siano – riempite come sono dagli impegni quotidiani, dalla frenesia dei giorni, dall’impilarsi disordinato delle ore – per poi accorgermi, all’improvviso e senza preavviso, che invece di tempo ne è passato eccome, e stupirmi di quanto mi manca il sentirti un po’ più vicina.
    Mi mancano quelle lunghe chiacchierate che ci concededevamo quando il tempo era un po’ più clemente con noi – o almeno con me – e vorrei poterle ritrovare, qualche volta, fuori dalle sporadiche pagine di un blog o di un sito – e dentro una voce calda e leggera, che mi parla all’orecchio.

    Ci sentiamo presto, prestissimo.

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