Rush

… Sna che si fa venire mal di testa cercando di studiare CSS e Javascript sul portatile di Mater, su cui non può provare praticamente non avendo installato Dreamweaver.

Tra l’altro, lunedì – se Padre non s’è fatto sentire – sarà il caso di chiamarlo.
Padre dovrebbe venire in quel di Lecco e portare la devota Sna al negozio da cui Padre si rifornisce da che Sna era una pupattola strillante incapace di parola, qui accompagnarla ad acquistare il (fottuto) portatile.
Sna spera di non doverci andare infine da sola.
Sna ha tanto atteso in quanto acquistare materiale lì, oltre al fatto che le permetterebbe un notevole risparmio, le permetterebbe anche di avere un tecnico affidabile vicino a casa.
Sna comincerà (ha già cominciato) a dipendere dal PC lavorativamente, e ciò significa che non potrà permettersi di smollare il PC a un tecnico amico che lavora gratis ma ci mette mesi.
Nono, proprio no.
Voglio il culetto protetto e garantito fino al secondo sfintere.
E devo anche prendere l’adorata tavoletta grafica dall’Illustratore consigliata, e usare le mie manine per scopi più nobili dell’onanismo.
(Oggi siamo raffinati, nevvero?)

Sapete…
Il capitolo “Di come si possa costruire un sito” è una cosa infinita.
Sapete…
A livello teorica Sna non sarebbe portata all’apprendimento di tutto ciò che anche solo lontanamente sfiora la programmazione.
… Ma non pensiamoci. Volere è potere. Amen.

Sapete…
Non ho la benché minima voglia, questo fine settimana, di andare a pernottare nell’albergo-ristorante per cui si è lavorato e per cui si lavora, per andare all’inaugurazione di una mostra incentrata sui temi della nostalgia e della condizione esistenziale della solitudine umana, a cui presenzieranno importanti personaggi locali, al fine di inserire il tutto in un’offerta da annettersi al ristorante-albergo.
Preferirei stare a casa e darmi all’onanismo.
Non ho neanche voglia di andare alla press preview prevista per il 13 aprile p.v. di cui gentilmente mi porgono l’invito con mail con notifica di ricevimento (…) e nota a margine da studio legale che specifica che i contenuti della mail sono privati etc etc… (Ma alla press preview parteciperanno un po’ di autorità – “un po’”, un “forfait di autorità”, insomma.)
A Sna è stato proposto un articolo sulla Stazione Centrale di Milano.
Sna si è detta, a fronte del metodo di studio sviluppato grazie allo studio sul XVII secolo, che voleva scrivere un cazzo di articolo che analizzasse i dati economici e politici della questione, mica scrivere stronzate da post-adolescente sovversiva.
Ciò nonostante, Sna non ha voglia di andare alla press preview. Proprio no. Preferirebbe stare a casa a darsi all’onanismo.

Per la cronaca, Marco si è rivelato vivo e MSN-scrivente.
Per la legge di Murphy l’ha fatto stasera mentre Sna stava per staccare perché già in ritardo per l’appuntamento con purple_vertige, di conseguenza l’esordio di Sna è stato:
“Mi perdonerai se procrastino, ma sono in ritardo a un appuntamento e devo scappare.”
… Molto in linea con me, c’è da dire.

(Mi sono immaginata, a letto con qualcuno, dire:
“Scusa, avuto l’orgasmo? No, è che sarei in ritardo…”
Sono al delirio.)

Per la cronaca: sono dimagrita.
Per la legge di Murphy: fotte un cazzo di essere dimagrita, non ho tempo di guardarmi allo specchio.
Per la cronaca: sono diventata esattamente ciò che volevo e – per la legge di Murphy – non avevo annotato i contro di quello che volevo. (Sempre la solita testa di cazzo, Sna…)
Mi dico che ci sarà occasione di sfruttare cotanta self-confidence. Spero l’occasione arrivi prima di tramutarsi in una sveltina omaggio a me offerta in previsione dei vantaggi professionali che ciò potrebbe significare per l’offerente… O_o (E se l’offerente fossi io? ARGH. Basta, basta, andiamo a dormire…)

6 comments


    1. Ho scritto un articolo, sul film.
      Articolo inutile perché capo-sa-il-perché-non-verrà-pubblicato, senza che nemmeno l’abbia letto.
      Il finale però era carino.

      Finisce così:

      Si potrebbero trattare tante tesi quanti gli uomini di Leonida. Siamo in una democrazia: verranno discusse tutte e trecento in trecento diversi ambiti mentre il messaggio del film – quale esso sia – penetrerà nelle viscere direttamente saltando a pié pari l’analisi raziocinante.
      Siamo in una democrazia, e il vero cattivo è Terone, laido politicante che non a caso si definisce realista, e che acquisisce potere disconoscendo la ferrea dualistica visione epica.
      L’idea di poter essere un integerrimo spartano privo di debolezze senza dover, come lo spartano, essere selezionato da un addestramento che falcerebbe metà dell’attuale democratica popolazione, è indubbiamente un diversivo allettante.

      So già che espressione hai ora. *grins*

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