Settimana culturale

Primo, per placare i timori della Madriiiiiiiiina taurie_2020, facciamole sapere che…
Torchia rientra in quel di Venezia nel 1626. Viene processato, cause ignote, ignota la sentenza, noto che esce illeso dal processo e con un titolo quale Cavaliere di S. Marco (l’unico ordine cavalleresco veneziano).
Finisce al Fontico dei Tedeschi, ufficialmente come scrivano. Il Fontico dei Tedeschi est il luogo in cui passa tutto ciò che viene dalla Germania.
Ha 22 anni, Torchia, e diverse case di proprietà della famiglia.
Dato che della sua famiglia è rimasto solo lui, ed era stato dato per morto, comincerà quest’anno una serie di piccoli processi per riacquisire proprietà e usufrutto dei suddetti beni, che nel frattempo sono finiti agli altri rami della famiglia Torchia.
Nel 1627 Torchia è ancora scrivano, ma comincia a occupare uffici temporanei e brevi presso magistrati quali “esecutori contro la bestemmia”, “inquisitori di stato” (ricordiamo che sono laici, non centrano una sega con le questioni religiose), varie ambasciate e non da ultimo “riformatori dello studio di Padova“. È qui che finisce nel 1628, all’età di 24 anni.
Appena maggiorenne, è plausibile pensare abbia avuto accesso a questa carica – che è parte del Consiglio dei Pregadi (ossia, il Senato) – grazie all’amicizia che intercorreva tra lui e Renier Zen. Renier Zen, poi, verrà fatto Procuratore di S. Marco (una delle cariche più alte – il padre di Torchia era tale, se non cambio idea), e Torchia rimarrà riformatore.
Compiti di questa magistratura sono: ordinamento della famosa università di Padova, luogo che è stato crocevia e diffusore della dottrina luterana in Italia; regolamentazione del metodo d’insegnamento, degli autori da adottarsi, e poi…
… Della censura e del licenziamento dei libri in Venezia, la cura delle biblioteche, delle gallerie, delle collezioni aperte al pubblico – e infine rapporti con l’istoriografo della Repubblica (Paolo Sarpi fu tale).
Nel 1629, all’età di 25 anni, alle elezioni di settembre, Torchia viene fatto Savio agli Ordini.
È una carica molto, molto alta – ma infine più che altro rappresentativa.
I Savi agli Ordini, assieme ai Savi del Consiglio e ai Savi di Terraferma, compongono il Pien Collegio, organo a cui è attribuito l’onere di discutere le parti da proporre in Pregadi. Aveva facoltà nei rapporti con la Chiesa (i pessimi rapporti che Venezia ha con Roma), nel campo giudiziario doveva risolvere le controversie in materia di benefici ecclesiastici, si occupava di dazii e una serie di altre cose.

Ovviamente dietro a tutto ciò c’è un senso.
(O non starei esultando.)
Sono riuscita a intrecciare la Guerra dei Trent’anni con le vicende storiche di Venezia con la vicenda personale di Torchia – Torchia che dal 1628 in poi prenderà in mano attivamente il proprio ruolo politico, e si creerà una rete di amicizie bastante a proiettarlo in Pien Collegio, richiesto come consulente per ambasciate in tedesca terra e talvolta dal Consiglio dei Dieci.
Come dire… Mica poco.
Come dire… Fino a sei mesi fa non avrei capito una sega di quello che ho scritto qui sopra: sto migliorando. 😛
Ora sarà questione di rendere facilmente comprensibile tutto ciò al lettore…

Riguardo all’amato (…) Nicola Corner, ricordiamo che è parente di ramo ricco di quel Corner che nel 1628 è Doge.
Ricordiamo che il fratello di Nicola, benché la legge della Repubblica non lo ammetterebbe, è parte dei Pregadi.
Sappiamo che il fratello di Nicola, di cui non ho ancora deciso il nome (suggerimenti?), odia Torchia. Chissà perché…

E su Nicola, lo Sna-taccuino dice:

Aveva bisogno di un folle disposto a rischiare l’Inferno pur di rubare i cori angelici dal Paradiso.
Nicola Corner, l’unica volta in cui cristallizzò le proprie aspettative in questo aforismo, non poté che riconoscersi nei cori angelici.
Non poté che ricordare che gli angeli non hanno sesso, ed egli era quindi una bestemmia.

Amen.

Questa è roba per il fandom, io ho voglia di scrivere di mosse burocratiche e tattiche di guerra. 😛


Stasera in quel di Milano, a vedere lo spettacolo Attori della Compagnia delle Muse.
Ho già avuto modo di conoscere il lavoro della suddetta Compagnia, quindi so di andare sul sicuro.
Poi, seguirà intervista breve e articolo – al solito.

Domani lezione di Storia della Stampa. Dio, quant’è bello essere a lezione. Pensare che c’è una persona lì solo per insegnare cose a te è quasi mistico per un esserino che si arrabatta cercando con la lente bibliografie da spulciare.

Dopodomani conferenza stampa al P.A.C. (Padiglione d’Arte Contemporanea) a Milano. Mostra: Street Art – Sweet Art (nel caso siate interessati, anche solo a farvi un giro alla P.A.C. – ne vale la pena, quel luogo ha la capacità di rilassarmi a priori).

Che settimana culturale…

4 comments

  1. Primo, per placare i timori della Madriiiiiiiiina taurie, facciamole sapere che…

    appunto che una madriiiina intimorita, è una madriiina pericolosa^_-
    E tutto quello che ho letto mi è piaciuto assai*_*

    Come dire… Fino a sei mesi fa non avrei capito una sega di quello che ho scritto qui sopra: sto migliorando. 😛
    Ora sarà questione di rendere facilmente comprensibile tutto ciò al lettore…

    sappi che sono letteralmente deliziata*_*
    io ho capito tutto^^ dovresti farne molti di più di questi post!!!

    Riguardo all’amato (…) Nicola Corner, […] Questa è roba per il fandom, io ho voglia di scrivere di mosse burocratiche e tattiche di guerra. 😛

    non commenterà neppure i puntini di sospensione accanto ad amato!!!
    Io ho voglia di leggere di burocrazia e guerra!!! Scrivi!!!
    E a costo di sembrare una madrina snaturata: il fandom aspetterà^_-

    1. [Come dire… Fino a sei mesi fa non avrei capito una sega di quello che ho scritto qui sopra: sto migliorando. 😛
      Ora sarà questione di rendere facilmente comprensibile tutto ciò al lettore…

      sappi che sono letteralmente deliziata*_*
      io ho capito tutto^^ dovresti farne molti di più di questi post!!!]
      Io ho capito perché ho appena studiato sta roba.
      Tu perché avevi già le nozioni.
      Ma ho come l’impressione che una larga fetta di pubblico si annoierebbe dopo la terza parola che gli suona difficile. 😛

      1. ##Ma ho come l’impressione che una larga fetta di pubblico si annoierebbe dopo la terza parola che gli suona difficile. :P##

        il pubblico va educato… prima di trovarci a fare il Festival di Sanremo, invece che a studiare il 1630^_-

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