Potendo…

«… Vedi, Sere, io penso che se io e te dovessimo partire dalle stesse basi, con lo stesso scopo e gli stessi mezzi, tu ci metteresti un quarto del tempo ad arrivare.»
«C’è un problema. Se a me dicessero “ti dò 5000 euro e mi dai il culo”, mezz’ora ed è fatta, io probabilmente accetterei, tu no. Sono queste inezie il problema…»

È una questione di priorità, ho detto.
Anche l’orgoglio è all’interno della scala di priorità, ho detto.
Il problema, però, è che la gente non bussa a casa tua dicendoti liscio liscio:
«5000 euro – (ma anche 1000, non formalizziamoci) – mezzora e il tuo culo.»
Il problema è che quello che ti si chiede di prostituire, se ti si chiede di prostituire qualcosa, è lo scopo; o il tuo modo d’operare; o il tuo senso di correttezza.

Ciò nonostante, lanciamo un “grazie” all’Angelo, che non è il primo deficiente che passa, e oltre ad avere una serie di qualità non elencabili perché pervadenti il suo essere, è una di quelle personcine che stimo per il concetto che ha e a cui lavora di “carriera”. Non poco. Vedere una persona che considera il proprio lavoro null’altro che “un modo di fare soldi e quindi sopravvivere” ci deprime sempre. Ci deprime vedere persone dare la loro fiducia, la loro speranza, le loro energie non a ciò che occupa 8 ore di ogni loro giornata, ma a hobbies limitrofi.

Lanciamo un “grazie” all’Angelo anche perché forse grazie a lui faremo un breve stacco in quel di Trento, in albergo con piscina e bagno turco e bagno turco aromatizzato e sauna e cazzo sì un po’ di fottuto relax. Che bella cosa le pagate trasferte di lavoro…

… Che bella cosa avere la fiducia delle persone.
Sto avendo, in riscontro, molto di questa cosa chiamata “fiducia”. Gente che asserisce io abbia le carte.
Sna è un esserino invero insicuro: molte delle cose che raggiunge non le raggiunge grazie a oculata disamina, ma grazie al fatto che è un testa di cazzo che tenta e si stima eccessivamente.
Per ciò, le è – diciamolo – necessario leggersi negli occhi altrui. Lo sguardo altrui attesta o confuta le follie potenziali che la mente di Sna partorisce.
Mi piace vedere quegli sguardi, sentire quelle frasi. Frasi che, mi sono detta, ascolto come si ascolta qualcosa quando si è ubriachi e coscienti di esserlo, e quindi non si riesce a dar troppo peso a quello che ti viene detto – perché i tuoi sensi sono offuscati, potresti star recependo male.
Ma non sono ubriaca.
E il fatto che conoscenti ed emeriti sconosciuti confidino in me mi galvanizza e mi mette un po’ d’ansia.
Ma va bene così.
Sono solita darmi, e mi sono data, obiettivi follemente grandi – e perciò non posso tentennare già adesso.

(E ora torniamo a darci a una persona che confida in noi e con cui lavoriamo – e poi a colmare con lo studio le mille lacune che abbiamo.)

Amen.

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