Pausa.

Prossime ore a Milano.
Mi manca, un po’, quel buco nero tinto di grigio.
Mi manca la confusione totale e quei brevi attimi in cui percepire di essere un po’ più vicini al centro del mondo.
Non mi manca, magari, la metro all’orario sbagliato, in cui a 360° hai squarci di vite ai margini (ma ne basta una nel campo visivo, per riflettere).
Mi manca anche la statale, a cui andrò a seguire una lezione.
La statale con i suoi colonnati, e quell’apparenza da teatro di cultura aperto al mondo.
Milano munita di abbastanza librerie in concorrenza da offrirmi ciò che la stampata lista di libri richiede io abbia.
(L’inglese sta facendo molto male alla costruzione delle mie frasi in italiano.)
Tra l’altro, lista compilata grazie all’aiuto di alcuni fra voi.
Grazie.
E ora, a prendere un treno che mi attende.
(Il fatto che io senta questo giorno come un giorno di vacanza denota il tenore del mio amore per lo studio, suppongo.)

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