W3C

Ok.
Ora sediamoci tutti in cerchio.
Inspirate.
Espirate.
Ora prendiamoci tutti per mano.
Inspirate.
Espirate.
Siete pronti…?


… Premessa.
Anzi, premesse.

Premessa 1.
Esiste una cosa (ahhh, i termini tecnici) chiamata W3C (World Wide Web Consortium, alias WWWC, alias 3-volte-W), che qui wikipedia vi riassume in italiano, fondata niente meno che da un tizio del MIT (Massachusset Institute of Technology), che non è niente meno che il luogo ove hanno creato il primo PC.
Il suddetto W3C, oltre ad aver creato le basi di tutto ciò con cui oggi tanto comodamente vi destreggiate, ha creato una cosa chiamata XHTML, che altro non è che una versione di HTML (Hyper Text Mark-Up Language) che vuole essere universale (eXtensible) – che, per come la vede Sna che è in fondo un’idealista, altro non è che un tentativo di tornare all’era pre-babelica.
Una pagina scritta in XHTML ha una sintassi, ossia una serie di regole. Se la pagina non segue queste regole ma segue quelle dell’HTML, la pagina è comunque leggibile. Ma…!… Ma non è XHTML.
Non starò qui a spiegarvi perché una pagina debba essere XHTML e non HTML, tanto non ve ne frega (francesismo) una sega, l’unica cosa che vi spiegherò è che il W3C mette a disposizione un “convalidatore” di codice. Tradotto: voi andate qui, gli date la pagina da voi scritta in XHTML (e l’XHTML utilizza il sotto-linguaggio CSS – Cascading Style Sheets, sì detti “fogli di stile”, quello che mi sto studiando nel frattempo), e il convalidatore vi dice se la pagina è valida o meno.
Se la pagina non è valida, vi spiega il perché. (E Sna si trova alle quattro del mattino a scrivere su forum inglesi chiedendo umilmente quale cazzo è il codice ASCII o sostituto dell’apostrofo accettato dall’XHTML.)
Se la pagina è valida, invece, vi dà un’icona da applicarsi alla pagina che attesti che, cazzo, voi stupide teste di cazzo che avete studiato fai-da-te tutto il necessario, avete passato il test.

Adesso passiamo alla…
Premessa 2.
Sna aveva già cominciato a studiare XHTML e CSS, in linea teorica.
Poi, però, perché Sna fa dalle 4 alle 20 cose assieme, si è trovata oberata di scadenze e altre priorità, e si è detta:
«Tranquilla. Studierai poi
Poco dopo, però, Sna va a una festa, dove una ragazza le dice:
«Avrei proprio bisogno di un sito.»
E Sna non resiste e…
«Ma… di che tipo? Rappresentativo del negozio o da utilizzare per vendere anche online?»
«No, solo rappresentativo.»
«Ah, allora…»
«Sai fare un sito?»
«Mi paghi?»
«Sì.»
«Ok.»
Questo accade sabato.
Entro mercoledì (domani) Sna deve scrivere due articoli e un racconto e correggere gli articoli dell’uscita del giornale di mercoledì.
Il più in fretta possibile deve creare il definitivo del logo.
E poi l’etichetta.
C’è una questione di marketing in cui Sna non sa com’è finita – marketing…? Guh…? – che occupa tempo.
Qualche commissioncina da fare.
C’è la ragazza che contatta Sna e, scoperto che Sna non va a Roma ma è qui, chiede:
«Possiamo incontrarci venerdì sera per il sito?»
«… Sì? Sì, sì, certo!»
Sna arriva a martedì sera con quasi tutte le cose da fare fatte.
Ha fatto tutto quel che poteva fare, ora deve solo attendere risposte per proseguire il lavoro.
E, soprattutto, Sna ha detto sì, sì, certo, in quel modo che chi conosce Sna ben conosce (ossia l’unico modo che Sna conosce per dire sì, sì, certo, ossia: sei in ottime mani, padroneggio l’argomento e lo sfrutterò al meglio per soddisfarti pienamente), quando i CSS sono sempre stati una cartella socchiusa ai margini dello spazio visivo della sua conoscenza HTMLlistica, e l’XHTML sente di intuirlo.


Bene, abbiamo dato le premesse, che erano poi quelle in cui Sna versava ieri sera.
Passano 12 ore.
Alle 8 di questa mattina…

CE L’HO FATTA!

Vedete quell’iconcina tenera tenera azzurra come un mare in cui sguazzare? La vedete?!
Sono questi i momenti in cui vorrei avere una veranda e una sedia a dondolo per sedermici e non fare un beato cazzo cullandomi nell’idea che ho dato.

Ah, tra parentesi, il testo di quel link è il punto 1 della Big Damn Table. Versione originale e non fanfic. Su, ve ne avevo parlato. Per parlare del concept dell’A.D. 1630. Spero vi piaccia.

Ovviamente, quella pagina, e ancor più la main, sono incredibilmente provvisorie. Ma ciò che conta, miei più o meno convalidati esserini, è che, andando su “visualizza” nel menù del vostro browser, e selezionando poi “sorgente pagina”, quel che vedete sia a norma per l’XHTML.
Quel che conta, miei amati esserini, è che tutte le caratteristiche, l’intero layout di quella fottuta pagina, siano dettati dai CSS.
Quel che conta, miei amati esserini, è che ora non sono sull’orlo del baratro, e all’appuntamento di venerdì potrò parlare delle potenzialità di un linguaggio.
(Tanto lo so che mi si chiederanno cose per cui dovrò ricorrere ad altri ennesimi linguaggi. E studierò pure quelli.)

È una stupenda giornata…

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4 comments

  1. Sai? Non ho mai incontrato nessuno che parlasse del W3c con tanto e siffatto entusiasmo.
    (tizio tipicamente nerd a parte, il quale aveva l’onore e l’onere di collaborare con lo staff di ricerca sopra citato nell’arduo scopo di stabilire gli standard per tutte le tecnologie Web)

    ^^ benvenuta nel folcloristico mondo degli sviluppatori.
    Have fun!

    1. Che io sia nerd è un fatto.
      Ho tutto.
      Gli occhiali.
      Il GDR.
      Le magliette dei gruppi.
      Il ridere di battute fatte con neologismi incomprensibili.
      Il fare supponente.
      L’istrionismo.
      L’entusiasmo per il W3C.
      Ora devo solo tornare vergine e demente socialmente e farò successo. *nods*

      (Brat verrà da qualcuno. 😛 )

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