Alcool e i repulisti

Ti svegli una mattina con torcicollo e alcool ancora in circolo, e una voce semi-sconosciuta che con confidenza ti dice:
«Ben svegliata, eh.»
Apri gli occhi e ai piedi del letto c’è un tizio con un cappello di lana dalla lunghissima punta arrotolata attorno al collo, rosso e rosa, che ti guarda.
Il tuo primo vagito è:
«… Minchia.»
«Tipico intercalare italiano. Negli USA diresti “ya know”, e in Inghilterra…»
E tu ti perdi a chiederti perché minchia dovresti dire ya know a un tizio che ti sveglia con uno stupido cappello in testa, mentre lui continua a elencare.

Ieri sera festa di compleanno dell’Angelo, che prima di essere così soprannominato, era soprannominato Il Festeggiato.
Non a caso, s’intende.
I primi anni della vostra conoscenza si riducevano a un incontro ogni dodici mesi, ossia alla sua festa di compleanno.
Festa di compleanno: agriturismo nel profondo bergamasco, dove l’unica certezza è che berrai.
E in effetti hai bevuto anche quest’anno.
L’anno scorso questo e la tua castità per accidia ti hanno portato a (ehm) sbatterlo contro a un muro e dirgli una cosa tipo:
«Ti scoperei qui.»
(Delicatino, lo Sna.)
Quest’anno gli hai detto che gli vuoi bene. Stiamo migliorando, dai.
Ricordi poi una discoteca, due tizie che ti guardavano mentre sparavi cazzate, tu che infilavi loro in bocca degli acini d’uva, flash di due cubiste da respiro strozzato, i classici momenti in macchina i cui ti dici “resisti, poi passa; resisti; resisti che poi passa, e il mondo smette di girare”, un tizio di nome Simone a cui continuavi a dire “Simone!” perché ti stupiva essere riuscita a ricordare il suo nome, l’Angelo truccato con shorts e maglietta senza maniche rosa confetto (e una cravatta azzurra a righe), uno shangai (ma si chiama così?) con bastoncini lunghi 70 cm e via discorrendo…
(Il tutto non in quest’ordine, eh.)
Poi sei finita in una casa di montagna (in montagna) con l’Angelo e un suo amico, mai visto prima (cioè, durante la serata c’era, ma cazzo durante la serata c’erano 70 persone!… 40 sono quelle che ci sono tutti gli anni e che tu non ricordi mai), un letto e tre persone. (No, miei laidi esserini, non c’è stata niuna threesome.) Un fottuto caldo dormire tre persone in un letto, giuro. Un fottuto torcicollo se dormi sul braccio di uno.
… Ma ne valeva la pena.
Sna aveva decisamente bisogno di staccare, e una serata alcolica, l’Angelo, e i monti del circondario sono stati un toccasana.
(Tralasciano il fatto che ho ancora alcool in corpo, s’intende.)
Ci voleva.
E guardare l’Angelo con un sorriso compiaciuto, e guardare altre persone guardarlo nello stesso modo, a significare cosa e quanto quella persona oggettivamente sia, risolleva la tua fiducia nell’essere umano – che fa sempre bene.

Speriamo che l’Angelo possa finire nella sua amata Russia, e realizzare ciò che vuole.


Giornate impegnativucce.
La ReaLife esige una certa presenza, il minimo necessario a realizzare quel poco che nella Sna mente si concretizza. Tante piccole stronzate. Piccolissime. Tantissime. A furia di granelli sposterò una collina? (Speriamo di non scoprire poi che non era una collina ma un tumulo.) Più di una collina…?

Ho realizzato, mero esempio, che l’italiano mi sta dannatamente stretto.
Non che prima non lo sapessi, ma ora ne ho coscienza.
Differenza tra supposizione teorica e consapevolezza carnale.

Ho realizzato che è tempo di repulisti.
I repulisti fanno parte di Sna. Se il suo armadio sembra un magazzino teatrale è dovuto a questo. Se Sna può trovarsi contemporaneamente con tre persone che la chiamano con un nome diverso, è dovuto a questo. (Se Sna si sente incompresa, a volte, è dovuta a questo; ah, questi ragnetti che si incastrano da soli nella tela…! Poverini, capiteli, hanno crisi d’identità: si credono bruchi; si credono così tanto bruchi che a volte esce la farfalla!… Che dura poco, essendo una stupida farfalla.)
Sna non sa perché è abbonata ai repulisti. È una delle tante cose che Sna deve capire di sé, visceralmente capire.
(Ma, adesso, non c’è tempo.)
Sna sa che a volte accade.
Sna percepisce che deve aprire un nuovo spazio.
Sna è megalomane, quindi non le basta aprirsi un cantuccio da qualche parte. No, deve fare le cose in grande. Sempre più in grande. (Sna ha anche una mal celata tendenza a Il Bagatto.) Per questo ora sta scommettendo su quanto grande sarà il prossimo.
Ma Sna non è più una marmocchia strillante. (Beh, non così tanto. Strilla soffusa, ora.) Marmocchia strillante che apre l’armadio dei giocattoli e frantuma tutto a terra. Nah. Non ci piacciono certi infantilismi, certe teatrali pose.
Semplicemente, mi allieta l’aver trovato un nuovo cantuccio a cui lavorare. Mentre rifletto. Annodare zen braccialetti mentre rifletti sull’arazzo, qualcosa del genere. Occupa un po’ la mente, e tu non dai di testa.
E a me serviva un braccialetto di certi determinati colori.
Sempre per quella questione, il Punto, che mi tartassa le cervella.
È un Punto troppo grande per riservargli questo accogliente (…) LJ. Vorrei che questo LJ rimanesse accogliente (…), non troppo impegnativo (sìsì, lo so che è comunque impegnativo; ma il Punto è ancor più impegnativo) e, in definitiva, ciò che è.
Ho cercato, se leggete i post precedenti, di stirarlo sulle nuove misure, allargarlo, trascinare la retorica per adattarla a quello che volevo: ma stavo stravolgendo, con fastidio e frustrazione.
Quel che accadrà, se riesco a procedere con quello che in gran parte ho in testa e poco nelle mani, è che potrei essere meno presente. Ma so che ciò che è ben saldo non verrà spostato di un millimetro (la poligamia è una filosofia di vita, non di letto). Lo so senza sapere quali siano, queste cose ben salde, e forse la snatchiana tendenza ai repulisti le serve proprio a questo: testare cosa deve rimanerle in mano e cosa invece deve scivolare via.
(Il tono vagamente teatrale del finire ignoratelo; volevo solo fare notifica, that’s all, ma i teatralismi sono duri a morire.)

3 comments

  1. diamanta

    L’angelo che porta pesi dentro se e consola sempre gli altri, l’angelo che ha sempre un sorriso sulle labbra e “un non sei sola, fatti forza, io ci sono sempre” da dare agli agli, l’angelo che si prende sempre per il culo da solo e nasconde un’umanità (anzi nò un’agelicità) immensa, l’angelo che ti prende sempre per il culo (in senso metaforico :P) per strapparti un sorriso quando vede l’animo rattristarsi.
    A volte mi domando quale cosa veramente bella e buona(in effetti non me ne vengono in mente molte, e non comunque alla sua porata) ho fatto per meritarlo come amico.
    L’angelo che con l’animo triste, ma con il cuore sempre verso gli altri, alle tre e mezza del mattino nel discopub/discoteca (lo stesso delle cubiste da respiro strozzato… anche se permettimi l’osservazione, se le toglievi dal cubo, ti ritrovavi davanti un paio di donnini alte (!!???) un metro e venti), la notte della festa del suo compleanno, ti strige accanto, dall’altra parte Sna, Lui in mezzo (eh si diciamocelo è un buongustaio) e ti dice questa festa e speciale perchè ci siete voi”.

    Questo Angelo che ora capeggia sia all’interno che all’esterno del mio cellulare, con le foto con cui lo ricatterò a vita, shorts e maglietta senza maniche rosa confetto…. questo piccolo grande Angelo (licenza poetica rubata a Baglioni Claudio) a cui voglio un bene immenso.

      1. Re: diamanta

        Si si.. facciamoglielo (italiano corretto!!???)leggere o facciamolo e basta!? 😛 ehehhehehehehe

        PS: confermo, le strozzate erano 1.20. Con i tacchi arrivavano 1.50 1.55

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