Pratica inquisitionis

Da Atlantide, puntata sull’Inquisizione.
Ringraziamo blackveils per avermi segnalato questa puntata.
Consigliamo la lettura a chi abbia già letto Q, di Luther Blissett, e voglia sapere qualcosa in più su Carafa e dintorni.
A chi deve ancora leggere Q (ossia, preferibilmente, tutti coloro che non l’hanno già fatto).
A chi stia seguendo i miei studi sul 1600-ControRiforma.
A chi è curioso.
A indra_pavamana, perché si parla anche di un francescano colto da eresia.


Inquisizione e stampa nell’Italia Protestante

1555.
Cardinale Giovanni Pietro Carafa eletto al soglio pontificio. Diviene Papa Paolo IV. È stato lui a fondare l’Inquisizione Romana. Fonda i Teatini, frati, ordine il cui scopo è proteggere da ogni minaccia Roma. Contro Lutero e contro chiunque avversi l’integrità della Chiesa Cattolica. Voto di completa povertà.
Carafa, quand’è cardinale, fa creare un segretariato direttamente alle dipendenze del Pontefice (allora Papa Paolo III). Poi, assume il comando dell’Inquisizione, la cui sede viene collocata in un palazzo di fronte alla Santa Sede, in cui dirige personalmente prigionie e interrogatori.

… Ma andiamo a Venezia, negli anni precedenti a questa data. Capitale europea della stampa e del commercio di libri. Accoglie la dottrina protestante dall’epoca della Riforma.

Frate francescano Baldo Lupetino. Processato per aver simpatizzato con le idee luterane. È a Venezia che si rifornisce di testi condannati dalla Santa Inquisizione.
Padre Lupetino aveva creato una piccola congregazione nella cattedrale di Cherso, isola nella Repubblica. Predica similmente a Lutero.
Jacopo Curzula, membro poco convinto della congregazione, lo denuncia alle autorità di Roma.
Sarà Carafa, a Venezia per accertarsi di quanto sia grave la penetrazione luterana, a farlo processare. Dovrà essere legato alle colonne di piazza S. Marco e decapitato. Corpo bruciato sul rogo e ceneri gettate in mare.
Ma Venezia non è d’accordo. Un simile accadimento rovinerebbe i suoi commerci. E, d’altro canto, la Santa Inquisizione a Venezia non è indipendente: la classe patrizia ha sempre l’ultima parola.
Lupetino, intanto, viene incarcerato.
A Venezia s’instaura un clima di terrore – ma i libri proibiti continuano a circolare.
I principi tedeschi, simpatizzanti della Riforma Protestante, quattro anni dopo scrivono al Papa lamentandosi delle condizioni della prigionia di Lupetino.
Poco dopo sarà Carafa il Pontefice a cui dovranno rivolgersi.
A quattordici anni dal suo arresto, viene scarcerato. E giustiziato. Segretamente. Così che la nomea di Venezia non ci rimetta.
Viene buttato nella laguna, masso legato al piede, mani legate.

Padova. Università. Rinomata per il prestigio accademico. E per la libertà di pensiero. (Covo di eretici, dal punto di vista della Chiesa.)
Studi di anatomia. Dissezione di cadaveri. Corsi clandestini di medicina.
Tra gli studenti di medicina: Girolamo Donzellino.
Finisce a Venezia, quale contrabbandiere di libri proibiti provenienti dal Nord.
Quando Carafa diviene Papa Paolo IV, decide di occuparsi dell’Università di Padova. Professori in fuga.
Tra gli studenti di diritto civile, c’è Pomponio Algerio. Ha 24 anni quando compare davanti al tribunale dell’Inquisizione con l’accusa di essersi convertito alla causa luterana. Non abiurerà, e verrà incarcerato.
Segretamente, dalla cella scrive ai suoi compagni di studi, assumendo, tramite le proprie parole scritte, i connotati del martire.
Un anno dopo, viene estradato per essere giustiziato a Roma dalle autorità secolari, in piazza Navona. Bruciato vivo in una caldaia piena di pece, trementina e olio. Quindici minuti di agonia prima che la morte sopravvenga.

Vincenzo Valgrisi e la sua famiglia.
Editori e stampatori più rinomati di Venezia.
Acquista regolarmente libri dal Donzellino, e li distribuisce in tutta la penisola.
Sarà dopo la morte di Paolo IV che i due verranno denunciati al Sant’Uffizio. Ora, tra l’altro, esiste l’ufficiale indice dei libri probiti. (E pensare che a Venezia Valgrisi è stato il primo a pubblicarlo.) Viene multato, l’attività chiusa per sei mesi – abbandona tutto per lasciare ai figli il prosieguo.
Molte stamperie veneziane chiuderanno.
Donzellino, diverse volte processato per contrabbando, viene dichiarato stavolta colpevole di attività eretiche.

Manuale di riferimento degli inquisitori (insieme di bolle papali e decisioni conciliari):
Pratica inquisitionis del domenicano Bernardo di Guido, del 1320.
L’imputato aveva un avvocato difensore, che era però a sua volta condannabile.

Paolo IV, dopo Venezia con Lupetino e Padova con Pomponio Algerio, torna su Venezia volgendo lo sguardo al popolo ebraico. 23 pontefici prima di lui hanno assicurato protezione. Con lui, la protezione viene meno. Tutti nei ghetti. E che portino cappelli e abiti distintivi. Che si raccolgano e brucino tutte le copie del Talmud. E agli ebrei sia concesso di possedere solo il Vecchio Testamento.

1559: Indice dei Libri Proibiti.
Sempre in quest’anno, muore Papa Paolo IV. Il popolo festeggia. Il popolo irrompe nel palazzo del Sant’Uffizio liberando prigionieri. Il busto del Papa viene lanciato nel Tevere. Vi rimarrà trecento anni.
Ma l’indice dei libri proibiti rimane. E anche il testamento del Pontefice.


Stavolta non commento.
La storia si commenta da sé. Basta conoscerla.

So che la stampa, verso l’A.D. 1630, dirà di…

L’Ebreo Errante erra da sempre, e per sempre, e se ha voluto soffermarsi in quel di Venezia per questo brevissimo lasso di tempo, possiamo credere che non sia nulla rispetto all’eternità.
Egli ha visto tante cose che non uno, né due né mille indici potrebbero metter veto a ciò che dal suo essere promana.
Per ciò, cela il troppo savio sguardo dietro a una Maschera. Il fuoco della conoscenza brucia mille e mille volte più che quello di Roma. Le parole di lui scritte non sono incise a inchiostro, ma a ferro arroventato.

… E simili cose.

7 comments

  1. Sono contenta che la puntata di Atlantide ti sia servita; o almeno, che parte di essa ti sia stata d’aiuto nello studio. ^_^
    Sul finire c’era uno strano esperimento su Salem, e la capacità degli uomini di autoconvincersi (in gruppo) di cose/eventi/avvenimenti inesistenti.

        1. Che siamo autoconvinti, in gruppo, che Marte esista.
          Non sto dicendo che Marte non esiste, eh.
          Dico che potrebbe benissimo non esistere, a quanto me e te ne sappiamo, ma comunque noi crediamo esista.

    1. Come si dice che un libro è noioso.
      Un libro è un canovaccio, a cui si aggiunge la tua fantasia.
      Studiare storia è un processo simile, in cui ti serve ancor più fantasia. Gli eventi sono meno definiti, quindi la fantasia ha meno limiti.
      Quindi io amo studiare storia.
      Ma di me si dice io abbia tanta fantasia.

      1. ##Ma di me si dice io abbia tanta fantasia.##

        Faceva parte delle mie note su tutte le pagelle delle elementari… insieme al fatto che ero pigra e distratta… uhm, perché insieme alle note negative?

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