DaDa 07 + Vario & Variopinto

(Causa un incipit di capitolo vietato ai minori, vi rispedisco direttamente qui.)

Per questo capitolo devo ringraziare Joglara, che ha creato per la sottoscritta Jo, che ora appare.
Miei turbati e conturbati lettori, so che apprezzerete Jo.
Lo so perché è stato creato conturbante e turbato.

E a proposito di Joglar


V’era una volta homo di nome Joglar in terre di Britannia, et tal homo fratello di Re et carissimo amico suo. Detto re era homo di alto orgoglio, mais tal era amicitia co fratello suo Joglar che solo chesti potea parlar di cose sue.
Re morì, et lui seguì figlio suo Principe, fanciullo malvagio et incapace d’intender justitia. Principe odiava sì lo padre suo et ognuno sua amicitia, si che quando hebbe benedizione & corona cacciò Joglar da sue terre.
Joglar andò allora per lo mondo intero a narrare storia sua et ogni cosa di Re fratello suo et Principe di malo core.
In tutti i regni di mondo Joglar andò, et ovunque conobbe nuove historie, che tramandò a li figli suoi, che tutti come me portan lo nome suo, et narran de lo Re fratello che ha nome Justitia et de lo Principe che ha nome Stoltezza.

( Continua… )

Vario & Variopinto è…
Eh.
Sul sito, quale definizione, ho scritto Studio / racconto.
Vario & Variopinto è stato ciò che ha impostato il mio attuale approcciarmi allo studio di un’ambientazione avendo in preventivo un qualsiasi scritto.
È ambientato nel 1204, Europa (passando anche per Venezia, toh), ed è la cosa più mistica che io abbia mai scritto ed è contemporaneamente lo scritto dalla prosa più illeggibile. Ciò lo rende lo scritto ermetico.
Alcuni (invero pochi) tra voi hanno già avuto la (s)fortuna di leggerne alcune parti. I pochi sono stati selezionati automaticamente quali persone abbastanza follemente interessate a conoscermi da posare l’occhio su quelle parole.
Potrei dirvi che in Vario & Variopinto c’è moltissimo di me, più che in qualsiasi altro scritto – sarebbe una cazzata.
Semplicemente, Vario & Variopinto contiene tutto il mio misticismo inespresso – quand’ancora ero dualistica & catara.
Contiene anche uno dei miei archetipi preferiti, il Giullare – Joglar, che Joglara prese come nick.
Contiene un puttanaio di roba.
Quindi: se mi amate, disperd… Ehm, no. Se mi amate follemente o siete semplicemente folli, Vario & Variopinto è qui per voi.
(Notare come io abbia escluso a priori che possa esserci qualche appassionato del movimento cataro…)

Avevo regalato una copia a mano (mal) rilegata di questo racconto (saranno una sessantina di pagine in tutto) a Ula, amato storico umanista. Mi sembra doveroso rivolgergli un saluto.


Salutiamo la Profetessa, indra_pavamana, che merita d’essere citata dopo il lungo dialogo avuto stasera.
La Profetessa che ha un cervello fottutamente interessante e ampio e profondo per avere la mia età.
(Onda di umiltà.)
Certe volte, semplicemente, le persone si trovano.
Mi piace pensare che quando ciò accade sia inevitabile per queste due persone rispondersi l’un l’altra, risonanza, che vi sia come un magnete che attragga e quindi estragga da entrambe le giuste parole atte a farsi riconoscere.
Mi piace pensarlo.
Forse, semplicemente, ho una fottuta voglia di vicinanza.
Non fisica, non emotiva, non psicologica. Nulla che possa stare in un compartimento stagno. Qualcosa che appaghi le mie sensazioni impalpabili, e mi faccia sentire meno bestia da baraccone.
(Bel mestiere, ma vagamente alienante.)
Stasera sono riuscita a sentire le mie scapole contro il muro, poiché ho avuto la possibilità, grazie alla Profetessa, di stendere come una mappa su un tavolo le mie idee, senza dovermi soffermare per spiegare o attenuare o chiarire.
Per un attimo, mi sono sentita splendidamente vulnerabile.
Credo sia qualcosa di cui ho bisogno.


Salutiamo florachan.
Ti ascolto, mentre scrivo.
Poi, a volte, mentre rifletto su una parola, chiudo gli occhi e sento la tua voce. E ricollego. E ricevo e assorbo.


E ora a me il letto.
Sperando che stanotte il mio gatto non mi aggredisca.
Sna, la notte passata, in dormiveglia, bestie sul letto come al solito, sente un movimento repentino.
(Cosa non strana. Micio ha ogni tanto questi moti che paiono di stizza, e da seduto qual è si solleva scattando altrove.)
Poco dopo, Sna sente un tonfo sul cuscino e una botta di calore al labbro.

Non se se Micio abbia litigato con il cane, se il cane gli abbia sussurrato una minaccia o si siano scambiati uno sdegnoso sguardo – o se, ancora, Micio non mi abbia perdonato di averlo lasciato a casa qualche giorno per andarmene a Venezia. Proprio non lo so.
Fatto sta che mi sono alzata imprecando, una mano a coppa sotto al viso, andando verso il bagno mentre gocciolavo sangue.
(E non è granché avere il labbro superiore tagliato se il giorno dopo è il primo giorno nel nuovo posto di lavoro.)
Poi, stamattina, mi ha svegliato graffiandomi, lievemente ma con una zampata precisa e secca, la guancia.
Posso dirlo…? Lo dico: Cos’ho sbagliato?

10 comments

  1. ##Mamma, mi hai deluso.
    Mi hai ferito e amareggiato.
    Ho ribaltato la soffitta e respirato polvere stantia per trovare risposte, non un enigma da decifrare, non la tua cazzo di eredità irrisolta.
    Non un’ulteriore complicazione.
    Non i tuoi lati nascosti.
    No.##

    Mi piace, la storia più interessante, tra tutte le storie, almeno per me è quella di Yveline, il resto è solo contorno, o peggio, spettacolo. Strano che tra tutti i personaggi di questo racconto quello più vivo sia anche l’unico morto…

    Posso dirlo…? Lo dico: Cos’ho sbagliato?

    scusa, ma sto sgignazzando ignominiosamente… chiusa in camera per impedire al mio cane di venire a spolparmi le caviglie^_-

    1. *** Mi piace, la storia più interessante, tra tutte le storie, almeno per me è quella di Yveline, il resto è solo contorno, o peggio, spettacolo. Strano che tra tutti i personaggi di questo racconto quello più vivo sia anche l’unico morto… ***
      Cazzo, hai ragione.
      Beh.
      Uhm.

      Aspetta che si delineino gli altri personaggi.
      (Nulla toglie che Yveline rimarrà in ingombrante primo piano – o costante alle spalle.)

      1. Aspetta che si delineino gli altri personaggi.

        resto in trepidante attesa^_^
        (non ho detto nulla su Jo perché aspetto, appunto, che si delinei).
        Certo che quando sentivo parlare dei desueti romanzi d’appendice e mi chiedevo come si potesse leggere un romanzo in una forma simile, un pezzo alla volta, mentre l’autore scriveva, mai avrei immaginato di trovarmi nella stessa situazione^^”

        p.s. spero il primo giorno del nuovo lavoro non sia stato troppo taumatizzante^_-

        1. *** Certo che quando sentivo parlare dei desueti romanzi d’appendice e mi chiedevo come si potesse leggere un romanzo in una forma simile, un pezzo alla volta, mentre l’autore scriveva, mai avrei immaginato di trovarmi nella stessa situazione^^” ***

          [Divine mode on]
          … SCIOCCHINA! *avvampa*
          [Divine mode off]
          Scusa, ho appena finito di correggere il cap 16 di RiP.
          (A breve il 15 a voi.)
          Beh, rossori diviniani a parte… Avvampo comunque.

          *** p.s. spero il primo giorno del nuovo lavoro non sia stato troppo taumatizzante^_- ***
          Lavoro semplice, colleghi gentili, mansioni un po’ noiose.
          (Voglio più clienti da servire. E metà della merce del negozio.)

        2. Beh, rossori diviniani a parte… Avvampo comunque.

          Cielo! Sono stupefatta di essere riuscita a ottenere un simile risultato^_^ (gongolo^^)

          (Voglio più clienti da servire. E metà della merce del negozio.)

          voglio venire a fare shopping^^ potrei farti impazzire^_^

          p.s. bellissima la nuova icona!!!

  2. Il nuovo capitolo ha decisamente il sapore di una svolta, di un intoppo, un inceppamento nella pellicola per fotogrammi che è diventata la vita di Edward.

    Finora la narrazione ha proceduto in questo modo: fermo-immagini di una vividezza quasi chirurgica, fissati all’interno di un flusso principale (Pause: La signora Dalloway, pause: i Lescuyer, pause: Serge, Pause: Mon, i momenti con Mat, ecc), ma la scoperta di questo apparentemente inspiegabile e segreto altarino di Yveline ha il suono sinistro dello scatto a vuoto di un ingranaggio, bene o male, ormai oliato, ed in procinto di incepparsi.

    Resto in attesa del prossimo capitolo, confermandoti una volta di più, quanto io sia del tutto innamorata di questo tuo incredibile romanzo.

    p.s. E grazie per la musica.

    1. Vorrei, chissà se mi è riuscito, far sì che questa trama (perché è una trama, con un’incognita da dipanare) si inserisse nella quotidianità.
      La quotidianità è quell’intervallarsi che mi hai descritto.
      Ho giocato tanto con il tempo, con questo romanzo, e di come si intersechino passato e presente, e a volte futuro.

      Mi ringrazi per averti ringraziato della musica.
      Ti ringrazio per avermi in qualche modo ringraziato con il commento.

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